Interpreti: Pietro De Maria
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: Universal Classic
Data di pubblicazione: 26 gennaio 2007
  • EAN: 0028947659266

€ 8,01

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Disco 1
  • 1 No. 1. in C
  • 2 No. 2. in A minor "chromatique"
  • 3 No. 3. in E "Tristesse"
  • 4 No. 4. in C sharp minor
  • 5 No. 5. in G flat "Black Keys"
  • 6 No. 6. in E flat minor
  • 7 No. 7. in C
  • 8 No. 8. in F
  • 9 No. 9. in F minor
  • 10 No. 10. in A flat
  • 11 No. 11. in E flat
  • 12 No. 12. in C minor "Revolutionary"
  • 13 No. 1 in A flat "Harp Study"
  • 14 No. 2 in F minor
  • 15 No. 3 in F
  • 16 No. 4 in A minor
  • 17 No. 5 in E minor
  • 18 No. 6 in G sharp minor
  • 19 No. 7 in C sharp minor
  • 20 No. 8 in D flat
  • 21 No. 9 in G flat, "Butterfly Wings"
  • 22 No. 10 in B minor
  • 23 No. 11 in A minor "Winter Wind"
  • 24 No. 12 in C minor
  • 25 Original Version
  • 26 Etude in A flat, Op.posth. " Méthode des méthodes "
  • 27 Etude in D flat, Op.posth. " Méthode des méthodes "

Recensioni dei clienti

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    Davide Bertotti

    25/03/2007 20:56:09

    Alla sua prima e compiuta uscita "solistica" per l'industria discografica, Pietro De Maria ha fatto subito saltare il banco. Finalmente, dopo decenni, possiamo affermare che un giovane pianista di altissimo rango abbia relegato la sua tecnica strumentale a pura premessa rispetto alla resa musicale dell'opera eseguita. Per trovare una realizzazione musicale di simile levatura è necessario risalire al Wilhelm Backhaus del 1928, all'Alfred Cortot del 1942, alla Guiomar Novaes del 1957 fino alla Elisso Wirssaladze del 1985 (per parlare di registrazioni integrali). Riferendoci a casa nostra, De Maria 'supera', a mio giudizio, mostri come Sergio Fiorentino (1959 e 1962), Dino Ciani (1965) e Maurizio Pollini (1972). Avrei già detto abbastanza, ma desidero ancora soffermarmi brevemente su questa straordinaria realizzazione musicale. Come già detto, premessa la 'tecnica', De Maria non si è limitato a entrare totalmente nello spirito di Chopin e nello studio meticoloso della partitura, ma ha dimostrato di conoscere e padroneggiare le tecniche interpretative pianistiche dell'Ottocento di cui Chopin fu il fondatore principe, riconosciuto come tale da Schumann e da Liszt. Auguro pertanto al pianista veneziano di consolidare brillantemente la propria carriera di "libero artista" al pari di quella che un altro grande pianista italiano, ossia Giovanni Bellucci, sta conducendo. Complimenti anche allo staff di produzione della Decca per l'ottima qualità della registrazione.

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