Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 18/01/2005
Pagine: 230 p., Brossura
  • EAN: 9788806165833
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 6,21

€ 6,21

€ 11,50

6 punti Premium

€ 9,78

€ 11,50

Risparmi € 1,72 (15%)

Venduto e spedito da IBS

Nuovo - attualmente non disponibile

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    GD

    22/06/2015 13:09:40

    Macchiavelli è stato un precursore: negli anni 70 pochi pensavano seriamente che si potessero scrivere noirs a cavallo dei portici di Bologna. Eppure, qui c'è un protagonista (Sarti Antonio) molto ben definito e riconoscibile; una storia che, pur con le sue ingenuità, regge bene il meccanismo; personaggi credibili, anche se un tantino caricaturali. Il libro si lascia leggere pur essendo lontano dai ritmi mozzafiato e non particolarmente originale.

  • User Icon

    Antonio Gatti

    14/06/2007 10:44:53

    Un'altra inchiesta di Sarti Antonio, sergente, ancora Rosas, i caffe', le coliche, Bologna, la politica... eppure non ci si annoia mai! Nella postfazione del libro Oreste del Buono si chiede se Macchiavelli sia il miglior giallista italiano... considerando come riesce a tenere alta l'attenzione dei lettori da trent'anni con trame risicate e a volte banali, la conclusione e': SI!

  • User Icon

    andrea

    26/01/2007 09:52:17

    In questo 4° romanzo della sua saga (successivo a "Ombre sotto i portici" ), Sarti Antonio si imbatte in un caso che lo porta a conoscere e frequentare l'alta società bolognese ( o meglio, l'alta borghesia). Un'indagine che quindi si colora di satira di costume: Macchiavelli non si fa sfuggire l'occasione di descrivere con molta ironia vizi e virtù di un ambiente altro rispetto al mondo di Sarti(anche a costo di cadere in qualche luogo comune...ma bisogna considerare che il libro ha ormai 30' anni...). Come sempre la storia appassiona, Sarti diverte (sempre più pasticcione...), la scrittura diverte: insomma, lo stile giallo di macchiavelli è sempre una garanzia di qualche ora di buon umore e buona lettura.

  • User Icon

    Aldo Funicelli

    03/02/2005 14:47:19

    Sarti scopre un cadavere di un'impiegata nell'ufficio del re del caffè solubile di Bologna (che affronto per un amante del caffè come Sarti), Costantino de' Chiari. L'ispettore capo Raimondi Cesare sentenzia "omicidio passionale " e viene incolpato il fidanzato. Tutto bene, anzi no: a casa del ragazzo, Piergiorgio Laffi, vengono trovate delle armi e dei volantini del Armata Rivoluzionaria Proletaria. Ed ecco che dal passionale si passa al politico. Vengono arrestati tutti i membri dell'armata, eccetto il ragazzo che è riuscito a scappare. Nella notte, mentre la polizia riceve una telefonata anonima che li avverte di una bomba alla stazione centrale, viene rapito Costantino (il re del caffè). A causa degli insuccessi nella cattura del Laffi (il presunto assassino), Sarti viene destituito dalle indagini: potrebbe restarsene a casa a riposare o sulla macchina 28 a fare i giri di pattuglia. Ma viene quasi costretto a proseguire privatamente le indagini dalla madre del rapito, Antonia De Chiari: e qui iniziano i guai per Sarti Antonio, sergente. Ha promesso ad Antonia, una bella donna cui non ha saputo dire no, che avrebbe indagato e riportato a casa il figlio, ma sa che l'ispettore capo (che gli ha piazzato come spia il compare di pattuglia Cantoni) non deve sapere che sta indagando. A chi rivolgersi per sbrogliare la matassa che coinvolge organizzazioni rivoluzionarie e la Bologna bene? Ma a Rosas naturalmente. Assieme, Rosas, Sarti Antonio capiscono cosa sta dietro il rapimento: ricchi borghesi che perdono le loro giornata in giochi stupidi, finti rivoluzionari, borghesi anche loro, che giocano alla rivoluzione. Il tutto nella città di Bologna e con la solita ironia pungente di Sarti, che serve a rendere meno indolore la vita al sergente.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione