Il suono del mondo a memoria

Giacomo Bevilacqua

Editore: Bao Publishing
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 14/09/2016
Pagine: 179 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788865437179

23° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Fumetti e graphic novels - Narrativa a fumetti

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    Dal mio BLOG erigibbi.it

    17/01/2018 11:25:46

    Il suono del mondo a memoria è per Giacomo Bevilacqua non solo il suo primo graphic novel ma anche la sua prima esperienza a colori: pazzesco. Pazzesco perché leggendo e guardando questo capolavoro non avrei mai pensato che questa, per Bevilacqua, fosse la sua prima volta. I colori usati dall’autore sono molto vari: ci sono tavole in bianco e nero, tavole con gradazioni di colori freddi e tavole con gradazioni di colori caldi. Queste ultime sono state le mie preferite e quelle a cui attualmente continuo a pensare. Il rosso, l’arancio e il giallo usati da Bevilacqua hanno fatto sì che su New York ci fosse quasi un costante autunno e un costante tramonto: colori e sensazioni che si riflettevano sulle persone, sul paesaggio della Grande Mela e sugli edifici. Questo mi ha trasmesso calore e un sentimento di pace, serenità e tranquillità. Ho avuto la fortuna di leggere Il suono del mondo a memoria proprio in una giornata particolarmente nera, in cui ero arrabbiata e nervosa. Questo libro mi ha trasmesso una tranquillità inaspettata; durante e alla fine della lettura stavo bene, mi sentivo bene, in pace con me stessa e con gli altri. Quella narrata da Bevilacqua è stata per me una storia commovente, grazie alle parole, grazie ai silenzi ma anche e forse soprattutto grazie alle immagini che spesso sembravano più fotografie che disegni. Ci ho pensato e ripensato ma non trovo un difetto in questo graphic novel. Ho amato Sam, il suo ciuffo, il suo sguardo sfuggente, il suo essere introverso, il suo amore per la fotografia e quelle cuffie sempre con sé. Ho amato New York, protagonista secondaria di questo fumetto e non semplice sfondo; ho amato Central Park: secondo Sam non esiste un unico Central Park perché esso varia e cambia a seconda della stagione, dell’orario e del proprio umore. Bevilacqua è riuscito perfettamente a trasmettere tutto ciò. Ho amato i colori delle tavole. Ho amato le conversazioni, la narrazione in prima e in terza [recensione completa sul blog]

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    Federico

    02/09/2017 01:26:39

    Manhattan: centro dei New York e centro del mondo. In questa grande scatola piena di suoni, di rumori, di idee e persone che sfrecciano come biglie impazzite, Sam vive la sfida che ha lanciato a sé medesimo: due mesi di isolamento, racchiuso in una bolla di silenzio presidiato da un paio di cuffie sempre posate sulle sue orecchie; due mesi senza mai parlare con nessuno, scattando foto e preparando un articolo che verrà pubblicato sulla rivista fondata assieme all'amico di una vita; due mesi necessari a metabolizzare il dolore di un amore finito male. Racchiuso in questo guscio protettivo, Sam si scontra con l'amara realta di New York, una città con regole proprie che non possono essere ignorate impunemente. Intrigante l'intreccio tra fotoreporter, commesa ed il quadro di Giovanna d'Arco, in una novella grafica dal disegno semplice dove si alternano primi piani e scorci di paesaggio urbano in un costante gioco di avvicinamenti ed allontanamento; "Il suono del mondo a memoria" è una delicata fiaba che merita d'esser più volte riletta, un punto di passaggio, uno snodo nella carriera di questo disegnatore che ci porterà dal consolidato personaggio di "Panda" ad orrorifico "Peter Pan".

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    Alessandro

    06/07/2017 21:09:01

    New York: sfondo e protagonista inevitabilmente imponente (New York non si frega e decide lei il destino) nella storia intima e delicata di Sam, fotoreporter che vuole affrontare un percorso personale e difficile. I disegni di Giacomo Bevilacqua includono emozionanti scorci e momenti della città americana.

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(…) Il suono del mondo a memoria, un titolo riuscito, musicale e rotondo, è il risultato di due anni di fatiche. La vicenda è ambientata a New York, anzi nell’iconica e immobile Manhattan di Woody Allen tra Central Park e il Metropolitan, dove Sam, giovane fotografo, cerca, nonostante il destino, di portare cocciutamente a termine un esperimento sociologico: trascorrere due mesi completamente solo senza mai parlare con nessuno. Il ricordo di una sola canzone, stretto tra l’impellenza della casualità e le piccole nevrosi quotidiane, accompagna Sam tra le strade, nei bar e perfino davanti a un quadro, una Giovanna D’Arco del secondo Ottocento che con il suo gesto imperioso e gli occhi spiritati sembra voler rivolgersi direttamente a lui attraverso un linguaggio a lei caro e ben noto: le voci dentro la testa.

I colori quasi pastello, rendono splendidamente gli umori della città che si affolla intorno al protagonista, e le tavole si appoggiano sulla pagina come foto – di un singolo istante o di un elaborato piano sequenza – abbandonando con coraggio la gabbia grafica e tenendosi intorno come unica cornice il bianco abbacinante della carta. tutta la parte visiva del lavoro di Bevilacqua è pienamente riuscita e sfogliarlo è un puro piacere. Forse però in un libro sul silenzio sarebbe stato meglio fidarsi di più delle immagini. La voce narrante invece è fin troppo presente, aggiunge parole in pagine in cui i disegni già si esprimono alla perfezione ed esplicita sentimenti là dove non ne avremmo bisogno. Una prosa che si vuole sincopata e poetica toglie fascino e rende talvolta ridondanti le riflessioni sulla città, la folla, l’amore, la fotografia, i tramonti.

L’equilibrio complessivo è dunque imperfetto, ma curiosamente è proprio dall’imperfezione che può nascere una diversa forma di coinvolgimento. Quell’eccesso di parole a sgualcire il silenzio ci porta all’interno di un giovane autore alle prese con le scelte adulte di una carriera artistica già di per sé pienamente appagante che litiga con se stesso per il suo primo vero romanzo e questa storia ci tocca di più delle scommesse e degli amori di Sam e Giovanna d’Arco.

Recensione di Chiara Bongiovanni


Oh, una storia d’amore. Una storia d’amore pura e semplice. Cioè, non proprio.

Siamo a New York in compagnia di un fotoreporter che sta scrivendo un articolo su un esperimento interessante: vivere nella città per due mesi senza parlare con nessuno. Il suono del mondo a memoria (Bao Publishing, 192 pp., a colori) è la prima prova di Giacomo Bevilacqua nel mondo delle graphic novel, dopo i successi di A Panda piace, la sua webcomic diventata fenomeno del fumetto italiano.
Il suono... è quindi un titolo sorprendente per chi conosce Bevilacqua e un notevole passo avanti nella sua carriera: qui lo vediamo alle prese con una città-cliché (la Grande Mela, il suo mistero, 8 milioni di persone in un organismo unico ecc.) che fa da scena a una vicenda intrigante: il fotografo scatta foto di continuo per il suo articolo e si rende conto che su tutte compare una persona, la stessa persona. Una donna dai capelli rossi.

«Questo libro è un inno a quelli che, come me, hanno problemi di comunicazione», ha spiegato l’autore presentandolo, e in effetti le cose migliori, a causa del voto al silenzio fatto dal protagonista, avvengono nel vuoto assoluto: non ci sono dialoghi, solo pensieri e scambi di email e messaggi.
La metropoli assordante in cui è impossibile incontrare la stessa persona più di una volta è la vera protagonista della storia, che ha nella nevrosi del fotografo una buona spalla.

Una nota dolente è il tono stucchevole di alcuni passaggi che potrebbero risultare indigesti a chi come me è allergico ai GRANDI SENTIMENTI IN CAPS LOCK, ma il rapporto tra il fotografo, la città e la donna misteriosa è reso bene. Non aspettatevi un nuovo A Panda piace, qui c’è qualcosa di meglio. Voto 3/5

Recensione di Pietro Minto


Se guardi e non riesci a vedere, forse il problema è che in realtà non stai ascoltando te stesso. Succede, quando si è convinti di conoscere il suono del mondo a memoria.

New York è una canzone. Una melodia in quattro quarti che riecheggia da un giradischi e scrive il ritmo della città.
New York è un brulichio di suoni, un mormorio in sottofondo, lo sferragliare degli ingranaggi che manovrano gli abitanti e ne decidono il destino.
New York è un ricordo. Un istante che ti rimane impresso nella mente e non ti abbandona più. New York è un attimo che può durare in eterno.

E per Sam, New York è una sfida. Fotoreporter con alle spalle un amore appena finito, Sam arriva nella metropoli con un solo scopo: trascorrere due mesi in città senza parlare con nessuno, per raccontare poi l’esperienza in un articolo della sua rivista. Tutte le mattine esce di casa, con le cuffie sulle orecchie e una macchina fotografica al collo, alla ricerca di scorci e istanti da catturare con il suo obiettivo. E la sera si ferma in negozio a far sviluppare le foto. Tutto questo stando ben attento a non rivolgere parola a nessuno, a rispettare le sue regole. Perché di regole Sam se ne è imposte molte: ha costruito un muro dietro cui trincerarsi e nascondere la sua insicurezza e il suo dolore.
Ma New York, come il destino, se ne sbatte delle regole. E reagisce. Lo fa quando sembra filare tutto liscio, quando Sam è ormai giunto a metà della sua sfida. Una sera, appena rientrato a casa, il ragazzo apre il pacchetto che contiene le foto scattate durante la giornata. Sono immagini in bianco e nero, ma in cui, a colori, compare sempre la stessa ragazza. E nella grande metropoli con più di otto milioni di abitanti, dove incontrare la stessa persona più di una volta è impossibile, questo significherà qualcosa, no?

Giacomo Bevilacqua scrive, disegna e colora una graphic novel magnifica: un quadro dipinto con naturalezza, ricco di dettagli, di sfumature e di immagini suggestive. Un racconto dove la vera protagonista della storia è New York, con i suoi scorci e le sue architetture, le sue strade e i suoi abitanti. E l'autore, che a New York ci ha vissuto, riesce a cogliere a fondo l'anima della metropoli, trasmettendola al lettore in una storia che, una volta terminata, viene voglia di iniziare ancora una volta.