La svastica sul sole

Philip K. Dick

Traduttore: M. Nati
Curatore: C. Pagetti
Editore: Fanucci
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 31 agosto 2017
Pagine: 318 p., Brossura
  • EAN: 9788834734209

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Fantascienza - Fantascienza classica

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Descrizione

Le forze dell'Asse hanno vinto la seconda guerra mondiale e l'America è divisa in due parti, l'una asservita al Reich, l'altra ai Giapponesi. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana è dilagato a tal punto da togliere ogni volontà o possibilità di riscatto. L'Africa è ridotta a un deserto, vittima di una soluzione radicale di sterminio, mentre in Europa l'Italia ha preso le briciole e i Nazisti dalle loro rampe di lancio si preparano a inviare razzi su Marte e bombe atomiche sul Giappone. Sulla costa occidentale degli Stati Uniti i Giapponesi sono ossessionati dagli oggetti del folklore e della cultura americana, e tutto sembra ruotare intorno a due libri: il millenario I Ching, l'oracolo della saggezza cinese, e il bestseller del momento, vietato in tutti i Paesi del Reich, un testo secondo il quale l'Asse sarebbe stato in realtà sconfitto dagli Alleati. Introduzione di Carlo Pagetti. Postfazione di Luigi Bruti Liberati.

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    jlo89

    07/11/2018 21:17:23

    futuro dispotico...ma neanche cosi fantasioso...

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    Valeria

    31/10/2018 11:19:26

    l'idea è splendida, ma personalmente non mi ha entusiasmata il suo sviluppo. L'ho trovato un po' superficiale sia come caratterizzazione dei personaggi sia come ambientazione... insomma, un po' delusa

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    Andrea

    25/10/2018 12:52:18

    A tratti geniale!

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    Elisabetta

    16/10/2018 18:48:58

    Il primo libro di Dick che ho letto. Una grandissima delusione. Chissà, forse le mie aspettative erano troppo elevate, sta di fatto che il libro non mi ha entusiasmato. L’idea di fondo, così come l’ambientazione, è intrigante (oltre che inquietante) ma purtroppo lo svolgimento della storia risulta caotico, i personaggi sono poco interessanti e le vicende per niente emozionanti o avventurose. A volte si ha l’impressione che l’autore non sappia dove andare a parare tant’è che il finale lascia un po’ di amaro in bocca. Mi aspettavo inoltre un’elaborazione più dettagliata dell’ucronia, cosa che ahimè non c’è (ad eccezione dei primi capitoli che forniscono qualche evento storico alternativo tutt’altro che improbabile). Credo che il libro vada comunque letto per il magnifico gioco di specchi al suo interno e per le numerose riflessioni che suscita.

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    Serena

    23/09/2018 13:56:57

    Ho conosciuto questo autore dopo aver visto la serie The man in the high castle, titolo originale de La svastica sul sole. Devo dire che pur percorrendo binari molto diversi rispetto alla serie, il libro mi ha conquistata assai. Lo stile è asciutto e molto lineare, fruibile anche a chi non è un lettore forte o a chi cerca una bella storia da leggere, che faccia riflettere, senza che sia un mattone esagerato. Il contesto è utopico, come nella maggior parte dei libri di Dick; il finale davvero spiazzante.

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    Kavaluvaa

    20/09/2018 09:49:46

    Questo romanzo l'ho trovato diverso dalla tipica produzione dell'autore, ma non per questo m'è piaciuto di meno. Tutti sanno che si tratta di un'ucronia in cui l'asse ha vinto la guerra e su questa premessa (che l'autore riesce a rendere abbastanza bene proponendo un suo "what if" partendo da un evento apparentemente insignificante) costruisce l'intera storia, che è più uno scorcio di mondo che il classico romanzo che ha un inizio, uno svolgimento e una conclusione. L'autore vuole proprio farci immedesimare in questo mondo, farci vedere come vivrebbero i personaggi e per questo si può dire che "La svastica sul sole" non ha né un inizio, né una fine. Si tratta di un dono, di una fetta di mondo proveniente dalla fantasia dello scrittore in cui ognuno di noi può fare i conti nel proprio intimo con la storia. I temi affrontati sono, come al solito, la coerenza della struttura che chiamiamo realtà, il senso della storia (di cui l'autore dà una bellissima interpretazione junghiana) e il tema dell'arte che a mio avviso è il nucleo centrale dell'intera opera: infatti lo scenario è quello di un'America che vive di cimeli e di falsi storici e non è più in grado né di apprezzare né di produrre qualcosa di nuovo, ma qualcuno, tuttavia, proverà a farlo. Questo personaggio, che è connesso a tutti i personaggi e a tutte le storie del romanzo, con la sua timida proposta sembra essere l'unica (forse inutile) reazione al nichilismo compulsivo di un mondo che si dirige con l'operazione "dente di leone" verso la fine del mondo.

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    Kirù

    20/09/2018 09:17:19

    Dick è sempre una garanzia. Lettura piacevole, contesto distopico interessantissimo, che vede vittoriosi i nazisti e i giapponesi nella seconda guerra mondiale. Questi si spartiscono il mondo in due, mentre agli italiani, anch'essi vincitori ma rei di tradimento, è stata assegnata solo una specifica zona. Eppure, questo nuovo mondo così diviso vede sempre e comunque una supremazia dei tedeschi sugli altri. Come reagirà il Giappone? E cos'è questa storia del libro proibito? Leggetelo, è stupendo!

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    Filomena

    20/09/2018 09:14:48

    Per chi ama la fantascienza o, meglio, la distopia, questo libro è perfetto. Dick è un autore accessibile a chiunque, molto semplice nello stile e nelle descrizioni, che pone maggiore attenzione non tanto circa il contesto, quanto sui personaggi, che sono perfettamente caratterizzati. In quest'opera si assiste ad un ribaltamento delle sorti della seconda guerra mondiale, ma c'è qualcosa che non torna e il colpo di scena finale è eccezionale. Lettura perfetta anche per i più giovani.

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    Marta

    19/09/2018 19:18:27

    Nell'ucronia immaginata da Dick, la Germania, il Giappone (e l'Italia) hanno vinto la seconda guerra mondiale. I nazisti hanno prosciugato, grazie ad un ordigno nucleare, il Mediterraneo trasformandolo in un enorme campo coltivato da schiavi di colore mentre i giapponesi riescono ad assoggettare, perlopiù, psicologicamente gli americani grazie alla loro rigida cultura e con i loro ferrei valori morali. La cosa meravigliosa della genialità di Dick è che in questo universo distopico circola un libro "La Cavalletta Non si Alzerà Più", nel quale, in un mondo distopico, la Germania e il Giappone non hanno vinto la seconda guerra mondiale. Quindi una distopia nella distopia! Dick ci lascia, in questo capolavoro, degli interrogativi etici come "Chi ha vinto davvero la guerra?" "Il mancato approfondimento delle radici del nazismo ne facilita la rinascita?" Ve lo stra-consiglio!

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    Paolo

    19/09/2018 13:43:44

    Libro interessante, specialmente se si delineano le similarità con la Guerra Fredda, periodo nel quale è stato scritto il romanzo. Si discosta leggermente dai temi centrali di Dick per descrivere una realtà distopica e alternativa, che funge da ammonimento per il presente.

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    Rosa

    18/09/2018 20:21:29

    Non amo particolarmente i distopici, ma l'idea di questo romanzo di Dick non mi lasciava indifferente. Siamo in un mondo in cui le forze alleate hanno perso la Seconda Guerra mondiale e in cui, quindi, le forze di coloro che governano il mondo sono rovesciate. Nonostante l'idea sia avvincente, non sono riuscita a finire il libro. A volte gli episodi ricorrevano, altre volte la scrittura mi sembrava un po' scialba. Proverò, però, con altro dell'autore, perchè le idee di fondo mi sembrano davvero bellissime.

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    domenico

    25/07/2018 08:25:59

    Per molti è il romanzo migliore di Dick. Per me no, ne ha scritti di migliori. Però resta di una genialità strabiliante ...

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    Daniele

    24/07/2018 22:52:54

    Affascinante romanzo distopico, molto intrigante soprattutto nella prima metà. L’interesse che suscita il romanzo non sta solamente nella descrizione di una “storia alternativa” già di per se’ inquietante, ma anche nel fatto che l’autore, pur descrivendo una ucronia, offre spunti di riflessione che riguardano il momento storico in cui il libro è stato scritto.

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    Antonio da Conca

    23/04/2018 08:28:42

    Ho acquistato il libro dopo aver letto alcuni articoli sull'autore. Debbo dire che non mi è piaciuto. Poca descrizione dei luoghi, quasi solo accennati, personaggi poco incisivi sotto l'aspetto della descrizione letteraria, trama leggera. Voto 6-

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    n.d.

    19/04/2018 20:08:45

    Quasi capolavoro, per gli amanti dei futuri distopici e non solo.

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    n.d.

    30/03/2018 08:29:30

    Non mi è piaciuto. cupo e pesante da leggere.

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    Franco

    26/09/2017 21:05:52

    Interessante la nuova prospettiva offerta dall'autore del libro sugli esiti finali della 2°Mondiale. Molti i punti di riflessione. Forse un finale non esauriente, ma forse è giusto così. Un libro assolutamente da leggere.

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    spirito_libero

    12/07/2014 15:51:17

    Amo il genere utopico, ucronico e distopico. Questo libro spunta sempre e se ne sentono di tutti i colori: fantapolitica, romanzo nel romanzo, futuro apocalittico, romanzo perfetto e altro. Sono fuori dal coro: questo romanzo è un pasticcio sotto ogni punto di vista! Non c'è una vera e propria trama, nè un inizio nè una fine. Si parte con la descrizione della giornata tipo di un commerciante, per poi dipanarsi, in maniera confusa, su ciò che accade ad altri persnaggi. Tutti descritti sommariamente, frettolosamente. Si cambia sempre e troppo spesso da uno all'altro (la suddivisione in capitoli risulta inutile). L'idea di fondo, ossia l'Asse che ha vinto la Guerra, fa da contorno aleaotrio, ad un insieme di descrizioni di questi personaggi che mal si intrecciano solo verso 3/4 del libro. Solo la parte di Joe e Juliana sembrano chiarire parte della situazione attuale storia e geografica. Il resto è noia. Inoltre l'utilizzo della prima e terza persona alternato non fa mai capire chi sta parlando, con chi e cosa sta dicendo. Perchè questo strategemma? La lettura risulta in molti tratti farraginosa. Gli ultimi 2 capitoli sono abbozzati, frettolosi, come se l'autore non sapesse come e dove voler parare e ha chiuso alla ben meglio, lasciando i protagonisti allo stesso punto di partenza. Alla fine c'è chi sostiene che la realtà sia diversa da quella desritta (dove? in che modo?). Per citare lo stesso Dick: un libro non è giudicato valido solo perchè vende e perchè ha vinto dei premi. Ironia della sorte a questo libro è successa questa cosa ... della serie "diamoci la zappa sui piedi da soli"

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