Syracusa. La vendetta di Nicone

Matteo Bruno

Editore: Leone
Collana: Orme
Anno edizione: 2015
Pagine: 441 p., Brossura
  • EAN: 9788863932577
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Recensioni dei clienti

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    corinne

    21/12/2015 16:39:05

    E' il secondo libro dell'Autore che leggo, il primo è stato "le Ali del Falco". Questo "Syracusa" per me rappresenta un'incognita, nel senso che sono incerta nel definirne la trama: è un racconto storico con sullo sfondo una passionale vicenda d'amore? Oppure una passionale vicenda d'amore sullo sfondo di una guerra e di un assedio fra i più crudi e temibili della storia antica, tanto che a parlarne furono personaggi del calibro di Tucidide? Io sono propensa, forse perchè donna, alla seconda chiave di lettura. Lasciando da parte le descrizioni di battaglie, tradimenti, eccidi di persone inermi, che appartengono all'abituale comportamento degli eserciti ( tutti) di quel periodo, ciò che rimane è la pura e semplice storia d'amore, visceralmente vissuta, fra i due personaggi protagonisti, una storia che li vede uniti fino alla fine che è rappresentata dalla morte di uno di loro. E solo essa è capace d' interrompere fisicamente una comunione di sentimenti che va al di là della stessa morte che la superstite si accinge ad accogliere a coronamento perpetuo di un amore assoluto e totalizzante. Quale donna non vorrebbe vivere una storia d'amore del genere? Sono ben descritte anche le altre figure femminili che fanno parte della storia raccontata, emergono quelle di Timandra così piena di melanconico sentimento e materna rassegnazione e quella di Coronta che da donna libera, e dopo aver perduto incidentalmente i propri affetti più cari, si prende cura, dedicando la propria esistenza, al benessere della famiglia in cui ha scelto di vivere. Syracusa è una bella lettura da consigliare. (Corinne)

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    boezio

    09/12/2015 18:43:52

    Essendo uno storico sono appassionato di questo genere di romanzi ma non posso non notare in questo lavoro alcune superficialità nella ricostruzione e delle concessioni alle mode letterarie del momento che lo rendono a tratti poco sincero. Appassionante l'inizio ma poi un po' prolisso e prevedibile.

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    Angelo Vert.

    02/12/2015 18:06:46

    Sono nativo di Siracusa ed ho conosciuto l'Autore del libro in occasione della presentazione dello stesso che ha fatto nella mia città. Sono fiero e contento che finalmente ci sia qualcuno che ricorda vicende che hanno riguardato Siracusa e il dramma che ha travagliato la sua gente: ci voleva un autore "straniero" che, finalmente, narrasse le gesta delle genti siracusane, anche se nella forma a lui più congeniale: quella del romanzo di ambientazione storica. Ne è uscito un bel racconto pieno di personaggi che agiscono in un crescendo di azioni, sentimenti come l'amicizia e l'amore, ma soprattutto l'onore si alternano con altri ignobili ma che fanno parte anch'essi al genere umano:l'odio e la vendetta. Sono descritte le fasi del lungo assedio in maniera veritiera, tenendo sempre a mente il genere letterario. Belle le figure immaginate e ben figurate: di Klizia, per prima, che, ormai vecchia è pronta a rivelare un segreto serbato nel cuore per anni, Nicone, il compagno al quale ha dedicato l'intera vita, misera e umile prima che si trasformasse in agiata, onorata e rispettata, Ippoloco il figlio amato e cresciuto che non può aver memoria di quanto accaduto, Laide, la novella sposa, che è inconsapevole causa del riaffiorare di ricordi, Blepiro già presente nelle prime pagine del libro sadico,maligno, empio, aguzzino anima dannata dell'intero racconto e Timandra povera schiava che va ad incontrare la morte in modo sereno sapendo e sperando che solo da essa potranno nascere nuove esistenze e che, in quel modo, essa stessa continuerà a vivere. "Syracusa" è una bella lettura ed esprimo al romanziere i miei più sinceri complimenti.

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    Annalisa D. Perugia

    29/11/2015 18:38:03

    E' un libro la cui storia è ben confezionata; è una storia che si legge in maniera coinvolgente perchè il lettore viene catturato dalla narrazione efficacie. Trovo che i personaggi sono raffigurati in modo da far emergere le loro, varie, personalità, che c'è quella dell' eroe buono, apparentemente invincibile, sempre dalla parte giusta, che è quella degli onesti, senza macchia ne paura": Nicone, c'è quella vanitosa e spocchiosa e traditrice di Alcibiade, quella religiosa e superstiziosa del vecchio Nicia, che avrebbe voluto ,molto volentieri se avesse potuto, starsene a casa, quella odiosa, fondamentalmente cattiva di Blepiro, anima nera che volteggia su tutto il racconto e c'è quella rassegnata di Timandra, tenera e malinconica; ma la più interessante è, ovviamente, Klizia colei che racconta, ricordando fatti che si intrecciano e sovrappongono fra di loro: guai, momenti di tenerezza e altrettanti di dolore, vicende crude e spietate tutte legate ad un uomo e alla sua azione, il solo che lei abbia profondamente amato. Ha voler essere precisi, considerato che il sottotitolo recita " la vendetta di Nicone", non mi appare chiara quale sia il genere di " vendetta" perpetrata, forse è quella di morire? E visto che Nicone è il vendicatore, chi è il vendicato? Comunque è un libro da leggere anche per "ripassare" un pò di storia-

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    Annalisa PG

    27/11/2015 16:58:14

    E' un libro interessante la cui storia è ben confezionata; è una storia che si legge in maniera coinvolgente, il lettore viene catturato dalla narrazione efficacie. Trovo che i personaggi sono raffigurati in in modo da far emergere le loro, varie, personalità, ma la più interessante di tutte è, ovviamente, Klizia colei che racconta, ricordando fatti precedenti che si intrecciano e si sovrappongono fra di loro: guai, momenti di tenerezza, vicende crude e spietate tutte legate ad un uomo, il solo che lei abbia amato profondamente: Nicone. Ha voler essere precisi, visto che il sottotitolo è " la vendetta di Nicone", non mi appare chiara quale sia il genere di " vendetta" perpetrata, forse è quella di morire? E visto che Nicone è il vendicatore, chi è il vendicato? Sono particolarità che lo scrittore farebbe bene a curare con maggiore attenzione.

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    La storia è narrata con con ritmo incalzante, è una storia che la protagonista riporta alla mente a causa di un evento lieto, il matrimono del figlio, che la vede in primo piano insieme al suo unico e grande amore della sua vita: Nicone. Klizia è una donna greca, ormai avanti negli anni e malata, da giovane era stata assai bella ed era stata sacerdotessa devota al culto di Demetra fino a quando fatti imprevedibili, l'hanno trascinata lontano, insieme a quello che essa chiama costantemente il "mio uomo". E' il personaggio narrante che unisce gli altri personaggi della storia: è una una donna forte, fiera, a tratti altera che i dispiaceri patiti non hanno piegata ma sono serviti, semmai, ad " addolcirla" con il trascorrere del tempo; una figura sempre presente nella narrazione anche quando essa (la narrazione) tratta e si rivolge ad altri soggetti e interpreti. Ho detto che è una donna "greca" ed è greca in tutto, regina assoluta della casa, si dedica anch'essa alla tessitura di una tela e, come Penelope, in ansiosa attesa del " suo uomo" ma, questa è la diversa novità, è "moderna" nel senso che, pur vivendo prevalentemente fra le mura domestiche, è presente, informata, attenta, curiosa e cosciente di ciò che succede al di fuori, all'esterno, tra la gente. E' un bel personaggio e ben delineato. Altro personaggio che mi ha colpito è Timandra, povero essere rassegnata e dolente che a Klizia si affida completamente e quando percepisce la fine... Lo scrittore si rivela appassionato di eventi storici che ben ricostruisce nel raccontare ciò che gli preme , i personaggi ri-prendono vita nei loro vizi"umani" ( la superstizione, la doppiezza , l'odio,il rancore ). Nel descrivere gli scontri l'autore lascia in un angolo la parte "epica"; non c'è niente che ricorda le " gloriose gesta" degli eroi dell'epopea, la guerra è descritta per quello che è, non epica appunto ma cruenta e diabolica dove si gioca il tutto per tutto all'ultimo sangue.

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    Paolo M.

    07/11/2015 16:42:03

    Ho letto i libri precedenti dell'autore che considero valido narratore di ambientazione storica. In quest'ultimo racconto ci rivela anche che esso ha una visione storica ben fondata, affatto superficiale; per descrivere fatti accaduti è necessaria, a monte, un'accurata ricerca, e ricostruzione, della situazione dentro la quale far muovere i personaggi che ha in mente. Rivela anche una una sensibile vena poetica, non indifferente, che prende forma in alcuni passaggi del racconto; pura poesia è quello in cui descrive la libellula, entrata in camera mentre la protagonista sta partorendo, che volteggiando si posa sulla sponda del letto dove ella giace . Ce ne sono anche altri che lascerò scoprire al lettore mano a mano che scorrono le pagine . La guerra del Peloponneso, Atene e Sparta, Nicia e Tucidide, gli opliti, Alcibiade, la flotta ateniese, che poi non è così temibile, rimandano alla mente vecchi ricordi di scuola mai del tutto sopiti. E' un libro da leggere non solo per gli appassionati del genere ma anche per quei lettori che amano passare il tempo sfogliando un libro.

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    Lucia M.

    06/11/2015 18:40:08

    Mi piacciono le storie d'amore e quella raccontata è una soria d'amore alla maniera dei vecchi tempi. E' una storia rivista all'indietro dove la protagonista - c'è un solo protagonista ed è la narratrice ( nonostante il sottotitolo citi Micone ) rivanga fatti e circostanze accaduti anni prima a Siracusa (da qui il titolo del libro) durante la guerra del Peloponneso nella quale fu risucchiata la citta siciliana; il libro descrive abbastanza fedelmente gli accadimenti dentro i quali agiscono i vari personaggi che sono ben delineati e si muovono in un contesto fra realtà e fantasia che è tipico del genere. Klizia e Micone ( personaggi inventati) sono ben descritti ed è ben sottolineato il vincolo che li unisce: " il mio amore" oppure " il mio uomo" è la definizione con la quale, spesso, l'una definisce l'altro che , a sua volta , non ha il minimo dubbio quando si trova a dover scegliere fra il proprio "onore" (qual' è la "mossa" giusta? ... Chi lo sa? ) e l'amore. Preferendo il secondo "naviga" verso terre ignote con la donna scelta. E una nuova vita tutta da inventare. Fino alla fine. Altri personaggi, a mio avviso, avrebbero meritato d' essere "scavati" in modo piu' completo ( es. la sposina di Ippoloco risulta troppo marginale visto che da essa "nasce" e prende origine proprio il racconto di Klizia, che è "l' essenza" stessa del libro, e poi Timandra, consapevole del suo destino segnato e rassegnata alla sua sorte). Peccati veniali che nulla tolgono al libro che comunque è un bel libro da leggere sicuramente... e... chissà... la storia ben si presta per essere sceneggiata... magari un film! Mi piace il filone letterario, mi piace come scrive l'autore ( che non conoscevo). Farò in modo di procurarmi e leggere i precedenti libri pubblicati.

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    elisabetta 95

    29/10/2015 18:55:20

    E' un bel libro coinvolgente ed appassionante. Nonostante il titolo, il libro racconta una storia d'AMORE ri-vissuta dalla protagonista, Klizia, con nostalgia e rammarico perchè finita tragicamente troppo presto. La narrazione rimanda alla mente la guerra tra Sparta e Atene, che coinvolse anche le citta' della Magna Grecia -Siracusa in primis - e i fatti terribili che accaddero in quel lasso di tempo. Rivivono personaggi che ben si legano con altri di fantasia creati dall'autore e funzionali alla storia narrata, che scorre via, una pagina dopo l'altra, in una lettura piacevole e intrigante. Ho letto gli altri libri dell'autore e gli riconosco una crescita narrativa che fa ben sperare. E' un libro ce ogni siracusano dovrebbe leggere, se non altro perchè parla della storia della città

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