Il tallone di ferro

Jack London

Traduttore: C. Sallustro
Editore: Feltrinelli
Edizione: 2
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 257 p., Brossura
  • EAN: 9788807900334
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Descrizione
Pubblicato nel 1907, questo romanzo di Jack London rappresenta un esempio insuperato di "fantascienza verista": impeccabile e profetico nella sua analisi sociale e politica ma, al contempo, senza freni nell'invenzione di una realtà distopica eppure sinistramente familiare. Testo di autentica chiaroveggenza sui destini della società capitalistica, "Il tallone di ferro" è uno dei più allucinati e veridici affreschi della società dominata dal profitto, dipinta nella sua durezza senza scampo, nella sua oppressione generalizzata, nei suoi impliciti e inevitabili sbocchi di violenza e massacro. Il profeta lucido e impavido dello scarto tra le speranze dell'umanità e le condizioni in cui gli uomini si trovano a vivere è Ernest Everhard, l'eroe, il combattente per la libertà (un personaggio memorabile cui Ernesto Che Guevara deve il nome di battesimo). Il racconto della sua vita e del suo pensiero è affidato al diario dell'amata Avis, figlia viziata di una ricca famiglia borghese che apre gli occhi, attraverso l'amore per Ernest, sull'intollerabile oppressione attuata dalla classe sociale cui appartiene, fino alle estreme conseguenze. Un feroce, visionario capolavoro. Prefazione di Goffredo Fofi.

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    nico moli

    27/03/2018 21:52:35

    il libro più politico di London...non solo cani e avventurieri. Stupefacente!

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    Manuela

    22/03/2018 00:45:39

    Analisi sarcastica e lucida delle società capitalista, supportata da una trama non sempre convincente.

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    paolo

    31/10/2017 16:58:05

    La sorpresa, poi la delusione. L'inizio mi ha entusiasmato, l'intensità tutta "politica" dei primi capitoli, il fervore profetico del protagonista, capace di disegnare, nei suoi discorsi di raffinato propagandista, l'inevitabile avvento al potere della classe dei lavoratori, mi avevano dato l'impressione di avere tra le mani qualcosa di davvero diverso (in un romanzo d'inizio 900). Poi l'autore sembra prima incartarsi e non saper uscire dalle tirate ripetitive del suo personaggio, poi stancarsi, affrettandosi verso un finale confuso e noioso.

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    Cristiano Cant

    03/12/2015 10:29:22

    "Quei cari occhi stanchi! Si prodigò sempre come pochi hanno fatto, tutta la sua vita si prodigò per gli altri. Tale fu la misura della sua umanità. Era un umanitario, una creatura d'amore. Col suo spirito battagliero, il suo corpo di gladiatore e il suo genio d'aquila, era dolce e tenero con me, come un poeta, ma un poeta che viveva i suoi canti nell'azione. Sino alla morte cantò la canzone umana, la cantò per puro amore di questa umanità per la quale diede la sua vita e fu crocifisso. E tutto questo senza la minima speranza d'un premio futuro. Nella sua concezione del mondo non esisteva vita futura. Lui, che fiammeggiava d'immortalità, la negava a se stesso; e questo era il più gran paradosso della natura. Quello spirito ardente era dominato dalla filosofia fredda e incresciosa del monismo materialistico. Quando tentavo di confutare le sue idee, dicendogli che misuravo la sua immortalità dal volo della sua anima, e che mi sarebbero occorsi secoli per conoscerla a fondo, rideva, e le sue braccia si tendevano a me; mi chiamava la sua dolce metafisica, e ogni stanchezza spariva dai suoi occhi; io vi intravedevo quella fiamma d'amore che, da sola, era una nuova e sufficiente affermazione della sua immortalità". - Questa densa e strepitosa citazione basta da sola ad oscurare le mie parole, una volontà di stendere poche sillabe subito deposta al solco della devozione, di un osanna lungo e meritatissimo che questo genio delle lettere, della fatica letteraria, ha alzato sui nostri spiriti come uno dei più grandi regali che l'arte ha lasciato alla vita, alla memoria, al tempo. Romanzo immenso, il disegno dell'uomo generoso che attraversa le spine del capitalismo fino a ferirsene senza scampo. letteratura politica se si vuole, me in un taglio poetico di squisita e commovente riuscita. Il conflitto non finisce mai, è proprio così, e Lui lo aveva toccato e compreso coi suoi occhi e la sua anima, il suo amore per l'avventura, gli ultimi, la vita.

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