In tre giornate del febbraio 2000, mentre la Borsa fa follie per la new economy, ha luogo tra Vittorio e Foa e Andrea Ranieri un confronto intenso, preparato a lungo e meticolosamente. Foa interroga Ranieri sul presente e sul futuro, e le risposte di Ranieri aprono nuove domande. Discutono della conoscenza come risorsa produttiva, del nuovo protagonismo degli individui, della mutazione radicale che attraversa la società, del diverso modo di agire indotto, tra gli altri fattori, dalle tecnologie; del come, in definitiva, la parola "lavoro" sia tutta da ripensare, perché ormai sempre più intrisa di "sapere". Ma in che senso è vero? E perché quando si parla di "flessibilità" si intende sempre in una direzione unica? Proprio tutto il passato va buttato a mare, o si tratta piuttosto di vedere gli elementi di rottura e quelli di continuità? Che cosa hanno da dire sinistra e sindacato di fronte a Tiscali, alle stock options, al lavoro degli immigrati? Che cosa vuol dire essere europei? Al termine del confronto, ricco di paradossi, e a tratti di humour, Foa e Ranieri scoprono di aver messo sul tavolo una fittissima "agenda dei problemi" utile per una sinistra all'altezza dei tempi, come per chiunque voglia guardare la realtà a occhi aperti, senza pregiudizi né luoghi comuni né vecchi schemi consolatori.