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    Ignazio Alessandro Caruso

    26/02/2009 21:50:57

    Il “Tempo Zero del Desiderio” rappresenta l’orizzonte di un’economia e di una società in cui domanda e offerta si incontrano senza sprechi di risorse. Il testo propone scenari e prospettive che offrono nuova luce sui modi in cui l’essere umano può evolversi, uscendo dalla condizione di uomo paleolitico, e sfidare gli scenari della post modernità, liberandosi dai limiti del cervello rettiliano e sfruttando le possibilità che ci offre la neurocorteccia cerebrale. In particolare gli autori presentano una strategia di nove punti per avvicinarsi al “Tempo Zero del Desiderio” e all’evoluzione della società verso un’economia consapevole che trae slancio dalle energie dei top brain workers. Tuttavia questi ultimi richiedono politiche di gestione hr di lungo periodo che siano realmente motivanti. Gli autori dedicano attenzione alla possibile ribellione delle élite knowledge intensive contro le classi attualmente al potere, che si muovono secondo ragioni che non appartengono a un buon governo bensì al senso comune o a logiche di altra natura. La ribellione di queste élites permetterà evoluzione sociale come consapevole strategicità della funzione allocativa del diritto, delle forme della tutela della proprietà intellettuale e della necessità di svincolare le attività di ricerca avanzata. Al contrario, il perpetuarsi di élite politiche incompetenti impone il rischio “un’autodistruzione per implosione”, ossia un’estinzione della società. L’evoluzione descritta può essere utile anche a chi intraprende una professione imprenditoriale. Gli autori presentano infatti mappe strategiche atte a sviluppare competenze sulle modalità di trasformazione della conoscenza in ricchezza. Siamo di fronte a un testo che guarda alla società con modelli che rendono difficile inquadrarlo in un unico campo conoscitivo ed esplorativo del sapere, in quanto esso è ricco di prospettive che mirano a nuove simbiosi tra sapere umanistico e scientifico, superandone le obsolete contrapposizioni.

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