Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 21 giugno 2007
Pagine: 235 p., Brossura
  • EAN: 9788815118677
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Descrizione
Nell'epoca del pensiero liberale e socialista il legame tra religione e politica sembrava essere caduto nell'oblio e interessare soltanto l'archeologia storica o l'interpretazione sociologica, quasi fosse un problema legato a una fase primitiva della civiltà. Ma è davvero possibile un ordine politico e statuale del tutto immanente, senza nessun riferimento alla trascendenza? Tale questione centrale si riassume nella formula "teologia politica" e costituisce ancor oggi una delle più potenti forze della storia umana. Questo libro ricostruisce le vicende della teologia politica soffermandosi sulla sua origine nell'antichità, sullo sviluppo che essa ebbe nel Medioevo, sulle riprese durante la Riforma e la Controriforma, sulla sua eliminazione nella dottrina dello Stato moderno e sulla sua rinascita nella filosofia politica e nel pensiero religioso del Novecento. Nel corso della storia la riflessione teologica e politica ha immaginato il rapporto fra immanenza e trascendenza in modi diversi, ma in ogni momento mantenendo ferma l'idea che la politica ha al suo cuore un riferimento necessario al teologico, dal quale tuttavia deve sempre emanciparsi, pena il suo annichilimento.

€ 11,05

€ 13,00

Risparmi € 1,95 (15%)

Venduto e spedito da IBS

11 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Un ossimoro, forse, del quale non possiamo tuttavia non riconoscere la straordinaria modernità. Stiamo parlando della rinnovata capacità di intersecarsi, dettando in alcuni casi la grammatica della comunicazione e l'agenda delle decisioni, che la sfera del religioso o, sarebbe meglio dire, del trascendente, esprime nei confronti della quotidianità. La partita aperta è sui fondamenti primi, ossia sugli elementi imprescindibili nella legittimazione del potere come del pactum societatis. Merio Scattola, docente di storia delle dottrine politiche a Padova, ricostruisce, attraverso un percorso che parte dalle origini del concetto per arrivare ai giorni nostri, una storia delle declinazioni di ciò che è conosciuta come teologia politica. Ne dà una lettura ampia, articolata su più livelli interagenti, dove alla politica della teologia (di natura ierocratica) si contrappone una teologia della politica (che rafforza gli ordinamenti di diritto positivo), fino all'indagine sul nucleo teologico della politica. Lo fa all'interno della utilissima collana del Mulino dedicata al "Lessico della politica" diretta da Carlo Galli, ragione per cui, aderendo all'ispirazione di fondo della medesima, la sua disamina verte anche e soprattutto sulla polisemia delle accezioni idiomatiche. In senso proprio, la teologia politica prende in considerazione solo "quelle esperienze storiche che elaborano il nesso tra trascendenza e ordine umano attraverso la riflessione razionale". In ciò, tuttavia, rivela quanto il re sia nudo, ovvero di come la politica debba costantemente ricontrattare la sua autonomia dal fondamento metafisico, pena il proprio annichilimento (e la sua eterna dannazione). Claudio Vercelli