Traduttore: H. Lyria
Editore: Feltrinelli
Collana: I canguri
Edizione: 4
Anno edizione: 1996
Pagine: 232 p.
  • EAN: 9788807700781
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recensione di Biondi, C., L'Indice 1996, n. 9

Che cosa accade se un luogo di riposo per antonomasia come "le Terme" ospita per un periodo di digiuno Pepe Carvalho, il detective bruciatore di libri, buongustaio e pantagruelica forchetta, creato dallo scrittore spagnolo Manuel V zquez Montalb n? Le Terme non possono che trasformarsi da luogo asettico e tranquillo di riposo in un movimentato teatro di inspiegabili (e inspiegati?) delitti. E Pepe sarà ovviamente chiamato a dare il suo brillante contributo alla soluzione dell'enigma. Il giallo dunque c'è, ben costruito, abilmente condotto di morto in morto fino alla conclusione che resta abbastanza criptica.
Ma, come ben sanno i lettori di Montalb n, la trama poliziesca è solo una componente dei suoi romanzi, dei quali si è detto che riflettono "le questioni nodali della Spagna postfranchista". Del resto, "Le Terme" si aprono con un esergo che mette in guardia il lettore contro semplificazioni troppo facili: "L'Europa è come una stazione termale" (Javier Pradera). Certo, si tratta di un giallo, ma attenzione! Se l'esergo non è una semplice appendice priva di senso, il luogo di digiuno e di riposo denominato "Le Terme", situato nella vallata del Sangue, in terra spagnola, deve considerarsi come un'allegoria dell'Europa e allora dietro la trama poliziesca si delineano altri scenari. Quelli di un mondo ottusamente malato di obesità (o di anoressia), con tutti i valori sballati, che non riesce più a trovare in sé la forza sufficiente per bruciare la propria zavorra ingombrante e che deve perciò ricorrere, per liberarsene, ad aguzzini vestiti da medici e infermieri, che propinano clisteri, bicchieri d'acqua enormi, massaggi massacranti. Aguzzini che, guarda caso, hanno alle spalle (almeno alcuni di loro) un oscuro passato di connivenze naziste. Ed è proprio da questo passato, attentamente nascosto sotto forma di casse e casse di documenti scottanti nel cuore delle Terme, che scocca la scintilla assassina. E si scopre a poco a poco che tutti potrebbero essere altro da quello che appaiono: infermieri, medici e clienti.
Per quanto concerne questi ultimi, si va dall'innocua leggerezza di libellula del grasso formaggiaio Tom s, alla vocazione di ballerino un po' osé del severo generale della Nato Delvaux, fino ai misteri dell'indistruttibile Mrs Simpson, che si presenta come una ricca vedova americana e che non sembra avere affatto bisogno della disciplina coatta delle Terme per rispettare un regime salutista. C'è da giurare che sarà la prima vittima. Ma il mistero più grande avvolge gli impeccabili e apparentemente asettici operatori sanitari, il dottor Gastein e Mme Fedorovna, nonché gli ineffabili Faber & Faber che dalla lontana Svizzera dirigono le succursali del loro vasto business, sfruttando la filosofia paterna fondata sul concetto dell'alimentazione rigorosamente naturale. Con grande senso degli affari e scarsa filosofia, hanno tradotto il pensiero del padre (un medico alternativo che aveva raggiunto una certa fama agli inizi del Novecento) in massime semplicistiche e vagamente terroristiche ma a forte impatto suggestivo, incombenti ovunque, sotto forma di "cartelli stradali" che indicano agli ospiti, affogati in un mare di grasso o, viceversa, prosciugati da una magrezza spettrale, la via della salvezza: "Mastica persino l'acqua", "Nel tuo frigo si nasconde il tuo peggior nemico", "L'eccesso di cibo è una droga pesante", ecc.
Non è difficile immaginare che di fronte a massime di questo tipo e in presenza di un sistema di vita che le traduce nella pratica (senza contare i massaggi, la ginnastica, e gli umiliantissimi clisteri), i clienti sono come assatanati che non riescono a liberarsi dalle visioni oscene e allucinatorie di tavole imbandite di piatti pantagruelici, complicati o elementari ma tutti superbamente ipercalorici, di vini raffinati, in una parola di quelle prelibatezze che avevano rallegrato la loro vita e che assumono ora, in situazione di completa astinenza, una dimensione mitica (si veda, in particolare, la pagina 76).
Come sempre nei libri di Montalb n, ma qui più che mai per la legge del contrappasso, la rappresentazione del cibo pervade il tessuto narrativo, lo irrora di profumi, lo esalta di sapori forti; potremmo dire che, fra la realtà fatta di tisane e i sogni orgiastici dei clienti delle Terme, anche i morti vengono ammanniti al lettore come un piatto da grand chef.
Perché alla fine, quali che siano i significati reconditi del romanzo, a cominciare da una malcelata delusione di fronte al nuovo partito comunista, che si era già evidenziata in "Assassinio al Comitato Centrale" (Sellerio, 1984) e che si focalizza qui attorno alla figura di S nchez Bol¡n, lo scrittore comunista che non vede, non sente, non ha alcuna simpatia per i suoi simili e scrive i suoi libri ben protetto sotto una campana di vetro, fino alla denuncia di un'Europa malata, metaforizzata nelle Terme e negli squilibri che le producono, il romanzo di Montalb n resta, per gli amatori del genere, un godibilissimo giallo.