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Traduttore: A. D'Elia
Editore: 66th and 2nd
Collana: Bookclub
Anno edizione: 2016
Pagine: 540 p., Brossura
  • EAN: 9788898970292
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È tornata la fantascienza? Sembra di sì, anche quella che mira a più alti livelli di qualità e attenzione, dal new weird esploso con la trilogia dell’Area X di VanderMeer (Stile Libero Einaudi) al “post-esotismo” di Volodine, un nuovo tipo di immaginario totale (totalitario) che ingloba le dimensioni realistica, onirica, fantastica e politica e che trova nella distopia di Terminus radioso una realizzazione affascinante. Dopo il crollo della Seconda Unione Sovietica, sconfitta dai barbari dalla testa di cane fanatici e sanguinari crociati dello sfruttamento, tre valorosi combattenti decidono di fuggire nelle zone contaminate dalle radiazioni delle centrali nucleari implose e impazzite, nella steppa brulicante di erbe mutanti dai nomi evocativi: vulpiane sterili, settentrine, gran mugghianti, erbegianni comuniste... Contemporaneamente un treno di soldati e prigionieri procede stancamente alla ricerca di un campo di lavoro, ossimorico ultimo rifugio concentrazionario di libertà dagli orrori esterni. Uno dei tre, Kronauer (un caso che sia un eteronimo dell’autore?), soldato dalla salda morale proletaria in cerca di aiuto attraversa la spaventosa taiga e giunge al

kolchoz Terminus radioso. Il cui presidente è uno sciamano discendente dai maghi bolscevichi e tornato alla vecchia cultura e alle pratiche asiatiche della magia nera. Ha raggiunto una quasi immortalità grazie alle radiazioni, padre/marito incestuoso di tre figlie/mogli domina penetrando nei sogni altrui, zombi, non-vivi-non-morti o quasi-vivi-quasi-morti, manipolandoli e punendoli capricciosamente con tormenti di centinaia o migliaia di anni. Le varie storie si incontrano e degradano ineluttabilmente verso l’estinzione della civiltà, dell’umanità, della vita forse. Il lettore non può che lasciarsi trascinare dall’eleganza della scrittura e dall’immaginazione magmatica di un indistinto “noi” narrante in un flusso di in-coscienza, onirico e ipnotico, dentro universi paralleli di magia/orrore e sogni/incubi.

Recensione di Fernando Rotondo