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Terraferma

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Paese: Italia; Francia
Anno: 2011
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Terraferma è l'approdo a cui mira chi naviga, ma è anche un'isola saldamente ancorata a tradizioni ferme nel tempo. È con l'immobilità di questo tempo che la famiglia Pucillo deve confrontarsi. Ernesto ha 70 anni e non vorrebbe rottamare il suo peschereccio. Il nipote Filippo ne ha 20, ha perso il padre in mare ed è sospeso tra il tempo di suo nonno Ernesto e quello dello zio Nino, che ha smesso di pescare pesci per catturare turisti. La madre Giulietta, giovane vedova, sente che il tempo immutabile di quest'isola li ha resi tutti stranieri e che sull'isola non potrà mai esserci un futuro né per lei, né per Filippo. Per vivere bisogna trovare il coraggio di andare. Un giorno il mare sospinge nelle loro vite altri viaggiatori, tra cui Sara e suo figlio. Ernesto li accoglie: è l'antica legge del mare. Ma la nuova legge dell'uomo non lo permette e la vita della famiglia Pucillo è destinata ad essere sconvolta e a dover scegliere una nuova rotta.
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    ROBERTO'61

    25/05/2015 12:30:59

    Spencer Tracy picchiava duro con l'unico spezzone di remo rimastogli a bordo sugli squali che gli divoravano l'oggetto del suo riscatto: il marlin gigantesco. Anche Filippo picchia duro sulle mani dei poveri "clandestini" in cerca di un appiglio per salvare la propria vita. Questa metafora di Crialese è l'unico motivo che può far apprezzare una pellicola male recitata da una Finocchiaro troppo immedesimata nella Medea che non sarà mai e da un Beppe Fiorello monocorde ed inespressivo, ancorato alla "fiction" televisiva. Puccillo (piccoli attori crescono...) ancora non è al massimo della spontaneità necessaria per fare il salto di qualità che la sua maschera gli potrebbe consentire. Su tutti il bravo Cuticchio nei panni di chi non si arrende alla sciatta ed ormai patologica rappresentazione di un paese che perde giorno per giorno ogni ritegno. Degna di menzione è invece l'unica attrice non professionista, la vera protagonista Etiope, occhi profondi come l'abisso in cui precipita l'umanità che rifiuta di soccorrere i suoi simili. Crialese aveva una "Ferrari" da far correre sul mare turchino della selvaggia Linosa ma si è arenato sullo scoglio di attori che forse potevano dargli qualcosa in più. Da notare le interpretazioni di sè stessi dei due abitanti di Linosa, i quali hanno figurato in modo egregio al pari di professionisti. Vista la "location", la fotografia poteva essere più efficace. Da notare anche qualche sbavatura, tipo il ripescato con la bandana asciutta o le barche alla fonda con segnali luminosi non conformi. Per concludere, direi a mio avviso un film non indispensabile.

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    Matilde Perriera

    28/02/2012 23:36:55

    Inno alla vita, di Matilde Perriera. La pellicola di Emanuele Crialese, che ha vinto il premio della giuria alla 68° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e il Premio Pasinetti 2011,è stata esclusa dalla corsa agli Oscar del 26/02/2012. Il regista,con il titolo evocativo di TERRAFERMA,richiama moltissime connotazioni gnomiche incentrate sulla perenne insoddisfazione dei giovani, l'insanabile conflitto tra radici e modernità, la difficoltà dei rapporti interpersonali, la connaturata etica della cultura del mare,arrivando persino a stigmatizzare le ferite dell'immigrazione e delle prevaricazioni. Crialese coinvolge per 88 minuti con la scelta di personaggi che si scontrano,si osservano,infine si comprendono in un plot narrativo che,inizialmente,si sovrappone ai "Malavoglia" di Verga, ma, presto, la memoria incipitaria cede il posto alla memoria generativa e il film si carica di significanti più complessi. Paolo Bonfini ha scelto la scenografia di un'isola mai specificata, tanto piccola da non risultare sui mappamondi, nel momento in cui il turismo, modifica la mentalità degli abitanti; il regista ha scelto di chiamarla ISOLA perché voleva raccontare una realtà metaforica riferibile a qualsiasi luogo separato da tutto il resto verso cui tende chi è in disperata ricerca della terraferma interiore. Nel finale si avverte l'invito di aprire i cuori sordi affinchè si cancelli un mondo intriso di sangue e di morte.

  • Produzione: 01 - Home Entertainment, 2012
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Durata: 88 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti; Inglese
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Contenuti: dietro le quinte (making of); scene inedite in lingua originale; foto; trailers
  • Donatella Finocchiaro Cover

    Attrice italiana. Alla carriera giuridica preferisce il teatro. Dopo il debutto nel 1996 viene ammessa alla scuola di recitazione del Teatro Stabile di Catania, sotto la direzione di registi come L. Ronconi e A. De Rosa. Approda al cinema con Angela (2002) di R. Torre, nel quale ottiene il ruolo della protagonista, affermando in maniera prepotente la sua bellezza silente e scontrosa con una figura di donna consapevole dei propri doveri e dei propri errori, capace di grandi chiusure come di intense passioni. I numerosi riconoscimenti ottenuti per la pellicola (tra cui il premio per la migliore attrice al Festival di Tokyo) ne fanno una delle interpreti più richieste dal cinema d’autore italiano: nascono così la Mary di Perdutoamor (2003) di F. Battiato, la Bianca di Sulla mia pelle (prodotto... Approfondisci
  • Mimmo Cuticchio Cover

    Mimmo Cuticchio, erede diretto e attento interprete della tradizione palermitana dell’Opera dei pupi, ha saputo innovare un’arte che sembrava destinata a inesorabile decadenza, diventando una delle voci più autorevoli del teatro italiano contemporaneo. Cuticchio comincia negli anni settanta l’attività di puparo e oprante con i suoi spettacoli itineranti. Nel 1977 dà vita all’Associazione Figli d’arte Cuticchio e insieme alla cura per l’arte antica del cunto – il racconto orale delle gesta dei paladini – inizia quel lavoro tenace di reinvenzione di una tradizione che contribuirà al riconoscimento conferito dall’Unesco all’Opera dei pupi come parte del Patrimonio orale e immateriale dell’umanità.... Approfondisci
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