Territorio nemico. Le avventure di Richard Sharpe. Vol. 3

Bernard Cornwell

Traduttore: D. Cerutti Pini
Editore: TEA
Collana: Best TEA
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 26 marzo 2015
Pagine: 447 p., Brossura
  • EAN: 9788850238903
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Descrizione
È il 1803 e sir Arthur Wellesey, futuro duca di Wellington, forte dell'alleanza con la Compagnia delle Indie e con alcuni sovrani locali, dirige il suo esercito verso la città fortificata di Ahmadnagar, nell'ovest dell'India. Tra le fila dei soldati inglesi c'è un giovane sergente che si distingue, Richard Sharpe, cui è stato assegnato il compito di catturare il maggiore William Dodd, traditore dell'esercito di Sua Maestà. Sharpe è l'unico che può riconoscere Dodd e il suo lungo inseguimento si concluderà sul campo della battaglia di Assaye...

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    Alessandro

    05/08/2018 08:43:41

    La prima cosa che mi viene da dire su questo libro è che, pur essendo bello, non lo è quanto il primo, l’ho trovato meno appassionante e sicuramente molto meno pittoresco. Ma valutarlo unicamente tramite un confronto con il suo eccezionale predecessore non sarebbe giusto. Di per sé è un romanzo abbastanza intrigante, ben scritto e storicamente molto accurato. La ricostruzione della Battaglia di Assaye è avvincente, sanguinosa e chiara. Mentre il finale è un miscuglio di piacere e afflizione. Come nel primo capitolo l’autore descrive la difficile vita e il mondo delle giubbe rosse, in marcia e in battaglia, dando particolare attenzione ai temuti highlander. Inoltre ci offre una bella visione delle truppe dei maratti. Tra i nuovi personaggi chi spicca più di ogni altro è senza dubbio Dodd, un individuo patetico e rivoltante, almeno quanto Hakeswill anche se in maniera diversa. Il colonnello McCandless, che continua ad avere un ruolo di rilievo, invece è il suo esatto opposto, un uomo straordinario e degno di ogni lode. Nel commentare “La sfida della tigre” ho voluto paragonare Cornwell e Scarrow (avendo scritto entrambi delle avventure indiane di Arthur Wellesley) sottolineando come le opere del primo fossero molto più ricche di dettagli. Ma in queste pagine emerge chiaramente un'altra differenza tra i due: sebbene entrambi sappiano evocare abilmente battaglie e scontri, quelle di Scarrow sono nettamente più avvincenti. Inoltre ritengo che Cornwell non evidenzi abbastanza e non spieghi il ruolo fondamentale svolto da Wellesley per l’affermazione dei britannici in India.

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