Traduttore: K. Lysy
Editore: Mondadori
Collana: Oscar classici
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: XXXII-288 p., Brossura
  • EAN: 9788804592242
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Recensioni dei clienti

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    fabio

    25/07/2016 11:58:11

    Un romanzo meraviglioso, mai banale. Gli aspetti psicologici dei personaggi sono impressionanti. Bellissimo

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    Bartolomeo Di Monaco

    05/02/2003 22:17:42

    È considerato da taluni (si veda il Dizionario dei capolavori della UTET) il primo vero romanzo del ciclo dei Rougon-Macquart - prima ancora de "La fortuna dei Rougon" -, pubblicato a Parigi nel 1867, ma apparso in precedenza con il titolo Un matrimonio d'amore come novella nel Figaro del 24 dicembre 1866, e sotto forma di romanzo in L'Artiste fra l'agosto e l'ottobre 1867. La protagonista che dà il titolo al romanzo ha sposato un essere insignificante, Camille Raquin, un cugino ottuso ed egoista, la cui vecchia madre, paralitica, gestisce un negozio di mercerie nel buio passaggio del Pont-Neuf. Conosciuto Laurent, un bell'uomo dal fisico vigoroso, e pittore squattrinato se ne innamora, e d'accordo decidono di uccidere Camille. Il delitto viene consumato, mentre tutti e tre sono in barca. Ma la scomparsa del marito crea rimorsi e paure negli amanti, che cominciano a vederlo dappertutto: negli occhi di un gatto, negli sguardi consapevoli della vecchia madre, sotto le lenzuola mentre fanno l'amore, nella ferita che Camille ha inferto coi suoi denti sul collo di Laurent. Con quell'omicidio anche il loro amore si è spento. Ciascuno dei due comincerà a pensare che solo uccidendo l'altro potrà ritrovare un po' di pace. E alla fine, scoprendosi vicendevolmente, finiranno con l'uccidersi bevendo una porzione di veleno. “Caddero uno sull'altro, folgorati, trovando finalmente nella morte una consolazione.” Dirà Zola nella prefazione alla seconda edizione del 1868: “In Thérèse Raquin ho voluto studiare dei temperamenti e non dei caratteri".” E ancora: “Thérèse e Laurent sono animali con sembianze umane, niente di più.” I cadaveri resteranno tutta la notte e fino alla tarda mattinata del giorno successivo stesi sul pavimento, e “la signora Raquin, rigida e muta, li contemplò ai suoi piedi, non potendo saziare i suoi occhi, schiacciandoli con i suoi sguardi implacabili”. La cupa ambientazione in una Parigi, qui oscura e miserabile, la desolazione dei protagonisti e la scrittura così precisa e penetrante di Zola, fanno di ques

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    pupa

    18/01/2002 19:33:48

    un delitto quasi perfetto...se solo i due amanti non si fossero fatti travolgere dalla precisione della loro stessa macchinazione!la passione si trasforma così in paura ed egoismo e i due vengono risucchiati dal loro perverso delitto.un'analisi attenta e sottilmente angosciante di un delirio di sensi.l'introspezione di due creature fondamentalmente fragili e pavide.vi consiglio di leggerlo,rimarrà nel vostro cuore

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    Castro Carmen

    28/10/2000 18:29:33

    E' questo il romanzo della "svolta": abbandonata la "fede idealistica e romantica, Zola passa ad una concezione della vita e della letteratura più aderente al "vero". L'opera presenta già i caratteri del "romanzo sperimentale": costituisce la prima prova per Zola di come il dato realistico possa essere piegato alle ragioni del metodo scientifico. Ciò che interessa all'autore è studiare, quasi come un "chirurgo", le due fisionomie dei protagonisti (Lorenzo e Teresa)e verificare gli effetti che si producono accostando ad una "natura sensuale" (Teresa) una "natura nervosa"(Lorenzo). Alla libertà creatica della poetica romantica egli sostituisce un "metodo scientifico basato sulla legge della causa ed effetto.Tutta l'azione dei personaggi è condizionata da questa regola:essi si piegano alla legge del destino, sono "vittime designate".

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