Tony Pagoda e i suoi amici

Paolo Sorrentino

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 23 maggio 2012
Pagine: 156 p., Brossura
  • EAN: 9788807018879
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Descrizione
Il mondo di Tony Pagoda è grande, non si lascia contenere da un solo libro. E così eccolo di nuovo, presentato dall'ex cognato Ughetto De Nardis. Ughetto parla di "nuove esperienze" che a lui non sono piaciute per niente. Noi possiamo, con Pagoda, parlare di vecchi e nuovi amici, di tutti gli incontri che Tony ha continuato ad avere nel mondo che più gli piace, quello compreso fra lo spettacolo di chi fa spettacolo e lo spettacolo delle vite pubbliche. Fabietto e Carmen Russo, il mago Silvan e Tonino Paziente, Maurizio Costanzo e Jacqueline O'Rourke. Ogni occasione è buona per far mostra di una copiosa morale dell'assurdo che è diventata cifra stilistica, segno inconfondibile. Tony Pagoda non teme la risata, non teme la lacrima, non teme la sprezzatura, o lo sfottò. Con lui ci facciamo portare dentro un'umanità che mai avremmo visto così, con cui mai avremmo pensato di compatire. Ma questa volta è come se la voce di Tony raddoppiasse in quella del suo creatore, che infatti sentiamo arrivare, più si avvicina il congedo, ad aprirsi un varco, a lasciare un'impronta. Interprete del nostro tempo, Tony Pagoda è pur sempre il protagonista, lui e le sue tirate, come Falstaff: "L'umanità, dunque, è miserabile. Non si discute su questo. Eppure, non è stato inventato ancora niente di meglio. Perché, quando si palpita, si palpita. Tutte le emozioni della vita non hanno senso. Si addizionano tra loro, incongrue, per accumulo. Compongono la vita, come una lista della spesa. E questo, infine, è il senso".

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Recensioni dei clienti

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    ludwig

    30/08/2016 22:05:04

    Fino a metà libro discreto poi è uscita ancora l'atavica ossessione Dem per il diavolo lombardo e l'odio viscerale di una pseudo sinistra "intelligente"per il mondo -criticabile-del biscione . Il finale non mi è piaciuto,troppo forzato nel voler ripetere il 1°libro. Chiuso l'esperimento con P.S.

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    francesco v

    19/06/2013 19:51:16

    Ironia a palate, sale in zucca, e uso sapiente della lingua Italiana. Non chiedo nulla di piu'. Anzi si: datemene ancora

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    Mauro

    23/02/2013 15:44:40

    Anzitutto vergogna alla Feltrinelli per la poca cura nella versione digitale. Costava tanto giustificare i margini? Euto 9,99 non erano abbastanza? In secondo luogo peccato per Sorrentino che amavo per il suo precedente romanzo. Era necessaria questa operazione commerciale? Raccontini senza sugo, messi insieme per andare in libreria fanno più male che bene all'autore e all'editore. Io mi guarderó bene da ulteriori fregature Feltrinelli e Sorrentino e lo consiglio anche a voi.

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    Azazello

    17/07/2012 22:56:35

    "Mi sorride per inerzia, ma addolorato, perché ha visto tutto della vita e non gli è piaciuto quasi niente". Amo Tony Pisapia (Pagoda). Un po' meno l'operazione commerciale che mi ha fatto acquistare un libro di racconti che avevo già letto su una rivista.

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    Cristina72

    19/06/2012 14:25:38

    Tony Pagoda invecchia, ma lo fa con stile. Sempre meno Pagoda, sempre più Sorrentino. Se il primo libro può definirsi un'opera di pancia, quest'ultimo viene invece dal cuore, ed è al cuore che punta dritto. Pagoda sembra aver fatto pace con Dio e col mondo, o almeno abbastanza da permettere alla malinconia di prendere il posto della rabbia. Ironia e tristezza si stemperano a vicenda, c'è meno livore, meno turpiloquio, si ride di più e ci si emoziona, ma l'esaltante contatto con una penna intelligente e arguta è sempre lo stesso. Puntare i riflettori su personaggi dello star system un po' dimenticati, e tratteggiare luoghi e persone note sfidando i cliché, è una scelta coraggiosa e azzeccata, perché spiazza il lettore. Mai avrei pensato, ad esempio, che la figura del mago Silvan potesse suscitare il benché minimo interesse, eppure quelle dedicate a lui sono tra le pagine più ispirate: "Sopra la sua testa, il mondo sta morendo, ma lui se ne fotte, ha capito finalmente come far volare un pianoforte e crede che quando porterà questa novità dinanzi al mondo, esso rinsavirà". Il baule dei ricordi può riservare molte sorprese, e ogni tanto vale la pena darci un'occhiata, indugiando su vecchie cose che, a ben guardare, vecchie non diventeranno mai, perché vi hanno impresso il loro marchio le emozioni più genuine. Emozioni di "ragazzi senza pensieri", forti della capacità di ridere, vivi in un mondo autentico e fugace, lontani dalle ansietà bugiarde dell'età adulta: "Questo è il guaio. Questa è l'inaudita, vergognosa vigliaccata. Farsi adulti. E morire di colpo, continuando a passeggiare di domenica".

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    sordello

    05/06/2012 10:02:16

    Racconti godibilissimi, Sorrentino ha del talento nel descrivere e commentare le tristezze dell'Italia contemporanea; Tony Pagoda, nella sua lucida consapevolezza dell'inanità dell'essere ci regala momenti di vera commozione e, consapevolmente o no, di speranza.

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Dopo l’esordio con Hanno tutti ragione, Paolo Sorrentino torna alla scrittura con un nuovo libro intitolato Tony Pagoda e i suoi amici. Il protagonista è sempre lo stesso: Tony Pagoda, un cantante napoletano ormai sulla via del declino, un uomo che ha fatto il suo apprendistato sulla strada e ha imparato a difendersi, e che dalle sconfitte della vita, ha appreso così tanto da poterne scrivere un libro. Ma stavolta Tony non è solo nel suo peregrinare, in ognuno dei tredici racconti (di cui alcuni già pubblicati su una rivista), incontra dei personaggi famosi: da Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi al mago Silvan, da Antonello Venditti a Maurizio Costanzo, e così via. Sono gli amici con cui Pagoda amare intrattenersi, scambiare opinioni e intavolare discussioni. Tuttavia, queste conversazioni non sono che un pretesto per far emergere riflessioni più profonde, per affermare quello che forse, a tu per tu con se stessi, nessuno di noi sarebbe capace di dire. Ecco allora che l’attenzione maniacale ai dettagli o la curiosità insoddisfatta per i trucchi della magia, le ossessioni di Carmen per il proprio fisico, le abitudini dei cantanti di Sanremo, o ancora lo sguardo intristito con cui vengono osservate le ballerine di lap dance, sono occasione per mettere in mostra il lato più debole dell’umanità, per ricordarci che spesso siamo incapaci di diventare adulti e di assumerci delle responsabilità. Motivo per cui il bisogno di raggiungere il successo talvolta ha la meglio sulle gioie della giovinezza, e l’avvilimento e il senso di solitudine finiscono per avere il sopravvento quando non riusciamo a riscattarci e guardare al futuro.
Ciò che più colpisce nei racconti di Sorrentino è però il tono, né polemico né rassegnato; a parlare infatti è sempre la voce ironica di chi, pur avendo grande consapevolezza dei propri limiti e del bagaglio di dolore che porta con sé, è riuscito a sopravvivere, inventando dieci regole alternative per la felicità.
Se è vero che gli esperti sanno riconoscere un buon libro sin dalla copertina, di certo, già solo osservando il secondo libro di Sorrentino, si possono dedurre molte cose: l’immagine dello specchio, ad esempio, non è affatto casuale, è lì a ricordarci che Tony Pagoda, come ognuno di noi, quando fissa il volto di una persona o incrocia gli occhi di una donna, vi rivede un po’ se stesso, come se si guardasse allo specchio o cercasse la propria immagine riflessa nell’acqua, nel tentativo di capire meglio ciò che a tratti gli sfugge della vita.
A ben guardare allora, il Sorrentino scrittore ha le stesse caratteristiche del regista, ciò che cambia è il modo di declinare il proprio talento: nella scrittura come nei film, Sorrentino è disincantato, duro, a volte anche spietato, ma proprio per questo terribilmente sincero, onesto come lo sono le persone che non hanno nulla da perdere, e come Pagoda - alter ego dell’autore – che, non avendo più alcun motivo di nascondere la verità, guarda al futuro con cenno di sfida, mentre accarezza malinconico il passato e sferza provocante e ironico il presente.