La traiettoria della neve. Trilogia di Stoccolma. Vol. 1

Jens Lapidus

Traduttore: B. Fagnoni
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2009
Pagine: 535 p., Rilegato
  • EAN: 9788804589013
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Recensioni dei clienti

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    nanni

    03/10/2016 17:58:03

    A me il libro è piaciuto, un po' crudo con episodi duri, ma abbastanza logico. Racconto uno spaccato della realtà credibile. Il racconto è stato criticato per l'uso di marchi e nomi di stilisti che effettivamente non è piaciuto molto nemmeno a me, ma è di scarso rilievo. Credo che sia un libro che vale la pena di leggere.

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    Zuckerman

    21/11/2015 17:32:08

    Tutto sommato un romanzo gradevole, ritmo giusto e personaggi ben assortiti; nulla di particolarissimo ma un buon intrattenimento.

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    Mauro

    06/05/2010 19:48:21

    Lettura molto scorrevole, le vicende dei personaggi si intrecciano molto bene e leggendo ci si rende conto che l'autore ha scelto di abbreviare il più possibile i capitoli per non distogliere l'attenzione del lettore. Vecchio trucco che si impara sui banchi di scuola media. Frasi corte e concise per non andare fuori traccia. E non poteva fare altro, visto che l'enfasi è da scuola media. Ritengo che le poche frasi e rarissimamente i paragrafi dedicati alla sorella scomparsa di JW siano stati inseriti solo per trovare un finale a questo racconticello "griffato". Il voto "tre" lo do solo perchè almeno l'ho finito in fretta e posso tornare nella svezia vera: quella di Mankell, Sjöwall Maj e Nesser Håkan.

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    Christian Ferretti

    18/01/2010 14:42:49

    In generale, il giudizio sarebbe "senza infamia e senza lode". L'imbastitura è originale, con le storie raccontate via via in maniera sempre più intersecata, finché coincidono, con un espediente "cinematografico". Originale anche la scelta di protagonisti tutti negativi, pur con le sfumature di personalità: difficile solidarizzare o immedesimarsi in uno di loro, tranne forse il solo Jorge, delinquente per forza e non per scelta. E' la prima volta che mi capita di sperare che vada tutto storto nei piani dei protagonisti... D'altro canto, la narrazione è interrotta dai continui riferimenti alle marche di abiti indossati, di auto guidate, di telefoni utilizzati. Se avesse evitato questi spot, spero per lui retribuiti, Lapidus avrebbe risparmiato un centinaio di pagine. Soporifere anche le minuzie su come si ripulisce il denaro sporco, la descrizione di transazioni quasi fino alle ricevute ed ai numeri di conto corrente. Il finale, rocambolesco il giusto, ha il ritmo giusto, ma stona con il resto della narrazione dove il nostro, come detto, si perde invece in fronzoli. La chiusura, poi, che lascia spazio a seguiti, mi pare infine un po' furbetta. Eccessivo il paragone con Larsson, ma anche con qualsiasi altro autore nordico, qui c'è ben poco di analisi della società svedese, il romanzo è più americano, solo per caso ambientato a Stoccolma, la high society potrebbe essere quella, stereotipata, di qualsiasi metropoli occidentale

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    Patroclo

    06/11/2009 10:32:28

    secondo me un ottimo romanzo noir: certo non ha nulla a che fare con Larsson, e con l´andamento lento e riflessivo di altri romanzi di genere svedesi. il riferimento di Lepidus sembra piú Ellroy e il suo ritmo spezzato, le sue frasi corte, i suoi personaggi ambigui, mai completamente dalla parte sbagliata (o giusta). secondo me divertente e azzeccato, seppur parliamo chiaramente di un prodotto di intrattenimento.

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    pasquale

    02/09/2009 00:54:06

    Decisamente un bel libro d'eesordio ricco di colpi di scena e ben strutturato. Voto 5

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    Hit_Man

    31/08/2009 15:10:40

    Invendibile, stereotipato, cultura all'ammasso, estremamente pedante nel continuo rimandare alle griffe più famose, forse l'hanno sponosorizzato... ha solo il pregio della rapidità, ma non rimane alcuna traccia di sè una volta letto. Meno male che l'ho preso in biblioteca...

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    Bianca

    27/07/2009 16:30:01

    Non so come si abbia avuto l'ardire di paragonarlo a Stieg Larsson (si starà rivoltando nella tomba!). Romanzo prolisso, pieno di luoghi comuni, di violenza gratuita che si poteva leggere tutto nell'epilogo. Penoso:da notare bene che prima di azzardarmi ad un giudizio così lapidario ho cercato di tener duro e leggerlo tutto: mai ho sprecato così male il mio tempo!

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    Lopo

    30/06/2009 16:32:21

    Bellissimo! Ritmo alla James Ellroy, maniaci tipo American Psycho, un'ironia che percorre tutta la narrazione, stemperando gli episodi più truculenti. Mrado, Jorgelito, JW: personaggi che non dimenticheremo facilmente. Attendendo il seguito...

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    beppe

    13/06/2009 23:41:16

    una delusione. a tratti soporifero. sicuramente non è all'altezza nè di mankell o di asa larsson nè tantomeno di waloo e sjowall.

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    Davide

    08/06/2009 08:39:51

    E' vero che ci sono scrittori svedesi bravi ma questo Lapidus non mi sembra all'altezza.

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    valerio

    31/05/2009 00:18:03

    Sarei più prudente prima di paragonarlo a Mankell o Larsson. Sono arrivato a metà in attesa che accadesse qualche cosa. Niente. Ho abbandonato il libro, cosa piuttosto inusuale. Mi è parso forzatamente pulp, privo, per lo meno fino al punto in cui sono arrivato, di suspance , di colpi di scena o, più semplicemente, capace di generare interesse per la storia. Peccato, un neo nel panorama svedese.

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    Nicoletta

    23/05/2009 11:12:49

    Sicuramente scritto bene, sufficientemente scorrevole ma assolutamente non ai livelli, nè come trama nè come scorrevolezza, di Stieg Larson.

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    roberto r.

    17/05/2009 20:33:13

    Sono anni che leggo gialli svedesi, ed ho letto tutti i romanzi di Henning Mankell e naturalmente sono impazzito per lo stile di Stieg Larsson, amo Stoccolma e quindi non potevo non comprare questa nuova trilogia di noir scandinavi. Questo libro di Lapidus mi è piaciuto moltissimo, trama scorrevole e bei personaggi, da leggere sicuramente, aspetto il nr. 2.

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    Marco

    13/05/2009 13:32:15

    Niente di speciale. A volte noioso. Da non paragonare alla triologia di Larsson. Certo che in Svezia sono messi ben male. Di certo non acquisterò il secondo volume.

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    Valentina D.

    03/05/2009 23:37:53

    Lo svedese Jens Lapidus, avvocato penalista di fama, al suo esordio come scrittore, colpisce e sconvolge. Servendosi di una scrittura immediata e scorrevole, narra una storia avvincente, densa di suspense e colpi di scena. Ho divorato questo libro nel giro di due settimane. Mi sono lasciata avvolgere. Mi sono lasciata accompagnare – scivolando sempre più a fondo – all’interno di una Stoccolma a me sconosciuta. Mi sono addentrata nelle viscere di un ambiente malavitoso e spietato, acuto e disperato, gustando con avidità e piacere ogni riuscita descrizione, osservando da lontano (e al contempo da vicinissimo) l’esistenza dei tre personaggi principali, memorabili, superbi, affascinanti, sebbene negativi. “La traiettoria della neve” è il primo della Trilogia di Stoccolma. Sono felice di averlo letto e ne consiglio la lettura a chi ama i buoni libri. Non resterete delusi.

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