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Traduttore: L. Frausin Guarino
Editore: Adelphi
Edizione: 16
Anno edizione: 1998
Pagine: 181 p.
  • EAN: 9788845913815
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Recensioni dei clienti

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    Ritochka

    29/06/2016 20.59.26

    Atmosfere cupe, solitudini, angoscia esistenziale. Ci si aspetterebbe una evoluzione che sia sorprendente invece la storia è, tutto sommato, scontata. La forza del libro, a mio avviso, risiede nella creazione delle ambientazioni che portano il lettore dentro il romanzo. Non credo possa reggere il confronto con il più stimolante "La scala di ferro" dello stesso autore.

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    massimo

    06/12/2014 13.18.12

    Amo Simenon e ho letto tanti suoi romanzi brevi dando sempre il massimo punteggio, questa volta devo dire che mi ha deluso, storia molto tirata e spesso noiosa, personaggi stereotipati e francamente scollati dalla realtà, oltre a essere piagnoni e non simpatici. Pazienza, un piccolo incidente di percorso di un grande Autore.

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    stefano

    06/07/2014 15.30.17

    E' un libro scritto molto bene?La trama angosciante,dura e allo stesso tempo molto dolce....Bravo Simenon...embè...ci mancava altro

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    claudia70

    07/03/2014 09.43.20

    la prima delusione che mi ha dato simenon!

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    Simone

    21/11/2012 14.42.18

    Questo libro mi ha squarciato il cuore. Pochi autori hanno la capacità di guardare dentro l'anima degli uomini (e delle donne) come fa Simenon in "Tre camere a Manhattan". Raccontando un incontro casuale, la conseguente passione che scaturisce, la separazione e la nascita dell'amore fra due soggetti comuni in una New York plumbea, che ricorda i quadri di Hopper o il cinema di Hawks, Simenon raggiunge vette incredibili di realismo e romanticismo. L'uso che egli fa delle parole è oculato, il ritmo ondivago e i dialoghi taglienti e credibilissimi. La storia, a prima vista semplice e lineare, in realtà nasconde una grande complessità narrativa e psicologica. Capolavoro assoluto.

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    Paolo

    06/04/2012 12.53.27

    Il libro si apre con una scena irreale,kafkiana, assumendo via via toni più moderati. Personaggi a primo acchito irraggiungibili e misteriosi, si tolgono la maschera mostrando tratti umanissimi, debolezze umanissime. Un' accorta analisi sull' amore che, a mio avvisi, con il proseguire del (breve) romanzo perde di forza, tendeno sempre più all' inutilità. Paolo

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    Umano

    19/04/2011 14.23.26

    Georges Simenon, uno scrittore tanto prolifico quanto bravo. Un genio. Questo romanzo ha una grande capacità di coinvolgere il lettore, è scritto in uno stile che da l'impressione di vedere un film in bianco e nero. Protagonisti sono due persone che si attraggono ed una città che respira e tossisce. Una lettura che non si dimentica anche a distanza di anni.

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    Vanily

    27/11/2009 21.47.18

    Ho amato questo libro dalla primissima pagina. Una descrizione così cruda e vivida di quel che può essere la vita senza amore, dell'assoluta necessità di trovarlo, della casualità (solo apparente!) di incontri bizzarri in notti che gelano l'anima, in metropoli anonime. E' l'amore che chiunque vorrebbe trovare, quel "rifugio" che è per sempre e che NON ha bisogno di mura. Grande Simenon! Consigliato a tutti quelli che sognano l'Amore, quello VERO.

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    crespo

    03/10/2009 11.05.33

    è il primo libro di Simenon che leggo ed è stata una delusione. Sarà che non ho un gran feeling con la gelosia, sentimento perno del romanzo, ma mi sono annoiato tutto il tempo e l'ho finito solo perchè in treno non avevo altro da leggere. Nell'edizione in l'ho letto vi era una prefazione con un'intervista all'autore che si vantava di scivere in maniera semplice, "nella mia carriera ho usato solo 2000 parole". Beh, si sente. Si sente anche che è stato scritto in soli sette giorni. L'autore carica i personaggi, e soprattutto il suo alter ego Code, di una passione violenta. Una passione che però fatica a passare al lettore qundo manca un'affinità emotiva con la vicenda narrata. Insomma, un libro che potrebbe piacere ai gelosi o agli ex-gelosi, noia pura per gli altri.

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    gianluca guidomei

    28/09/2009 17.50.39

    "Gli andava incontro sorridendo, un sorriso ancora un po' timido e come impacciato, e lui ebbe l' impressione quasi sacrilega di assistere alla nascita della felicità" Lo riassumerei così.

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    arianna

    07/04/2009 18.50.37

    questo è un libro che non mi ha per niente affascinato:noioso!

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    Deborah

    24/06/2008 17.58.58

    E' il tipico esempio di quegli intrecci umani che si creano nel giro di un tempo brevissimo, ma che diventano fondanti, caldi, preziosi. Non importa da quanto uno è presente nella vita dell'altro, ora è indispensabile.

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    mirella

    29/08/2006 09.13.44

    Una delusione: ho trovato questo libro banale, noioso e volgare. Sarebbe questa una grande storia d'amore? Dio ce ne scampi! Il protagonista non ha nessun spessore, la donna ... mi ha lasciato un'impressione così negativa! E dire che ho sperato fino all'ultimo che ci fosse un riscatto dei due poveri personaggi, invece nulla, è finito ancora più banalmente di come è iniziato, proprio una delusione!

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    Giulia Falavigna

    23/04/2006 19.07.30

    ho finito di leggere ieri questo libro, è il secondo di simenon che leggo.. la storia è carina anche se in alcuni punti mi angosciava.. quello che mi ha dato tremendamente fastidio è il personaggio femminile, kay.. l'ho trovato irritante e antipatico! ed è questo che mi fa dare un voto basso...

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    giancarlo

    28/12/2005 21.41.27

    la storia di due persone, sole e disperate, che in una notte in un bar s'incontrano, e da quel momento per loro inizia una storia travolgente, d'amore e di gelosia, che trascinerà il lettore con loro per i locali notturni di Manhattan e le camere d'albergo. i personaggi ,sembrano essere vivi, e a noi, pare di camminare con loro lungo i marciapiedi di new york,scorrendo queste splendide pagine... da leggerlo e prestare alle persone care... ciao a tutti ...e buona lettura or dunque!!!

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    Ginevrina

    14/12/2005 18.22.35

    Non ho trovato questo libro per niente scorrevole...alla prima lettura. Poi ad un certo punto, quasi alla fine del testo stesso, mi si è aperta una finestra di luce e ho capito quel che avevo trovato, fino ad una pagina prima, irreale e quasi grottesco. Ho compreso che ciò che adesso può apparirci impossibile e spiacevole può essere vero e insostituibile in altre situazioni, come nel bel mezzo della solitudine. E dove si può essere veramente soli? Nel mezzo di una grande città. Kai e Francois possono non essere estremamente simpatici, e neanche molto virtuosi, ma sono soli, molto soli, si incontrano, hanno questa enorme fortuna di riscattare la loro decadenza e non la lasciano scappare. Kay fin dalla prima apparizione mi ha ricordato tantissimo Marlene Dietrich, e riconosco che l'autore l'ha descritta in maniera meravigliosa, tanto che nelle lettura sembrava di averla davanti. I movimenti lenti, la sigaretta sempre in bocca, il fascino decadente: una Marlene. Molto toccante la figura del sarto ebreo, colui che solo è rimasto.

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    maria

    28/11/2005 10.10.50

    Simenon, con questo romanzo, ha dimostrato di eccellere anche nel trattare la passione amorosa allo stato puro; il tema della solitudine, che fa da contraltare all'amore, conferisce alla narrazione una vena struggente, indimenticabile. Inoltre il tema trattato lo trovo di grande attualità: la difficoltà e la disperata necessità del cosiddetto "human touch" non è più che mai presente soprattutto tra i "metropolitani" contemporanei?

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    priscillina

    02/09/2005 21.07.35

    In realtà non pensavo ke potesse piacermi un libro... così. Ho "soltanto" 16 anni, ma questo libro mi ha davvero presa molto. È come se potessi sentire sulla pelle quei sentimenti, o forse è piuttosto voglia di sentirli per davvero... Due persone sole, che per caso si "trovano" ed è come se capissero subito che sarà per sempre... Dal nulla, quello ke per loro forse sarà tutto...

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    Franco

    22/07/2005 13.38.07

    Uno dei romanzi più autobiografici di Simenon sulla storia dell'inizio della relazione con la sua seconda moglie, come "Lettera al mio giudice" a mio avviso migliore perché più controllato. E' una storia di passione fortissima, quasi sadomasochistica, tanto forte da contare quasi più dei personaggi, che paiono quasi delle schopenhaueriane oggettivazioni della volontà di vivere. Se c'è anche l'amore, questo viene dopo. Qui è tutta frenesia, una passione a livello istintivo e viscerale. Se il lettore viene preso da una specie di ebbrezza finisce il libro in poche ore, altrimenti ne è respinto.

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    Elisabetta V.

    01/12/2004 11.44.28

    Purtroppo non concordo con la maggior parte dei commenti precedenti. Questo libro, a differenza di altre opere di Simenon, non mi è piaciuto affatto. L’ho trovato falso ed artefatto, vuoto e soporifero. L’autore cerca di infondere vita e sentimenti in personaggi (fra l’altro antipaticissimi) che a me sono sembrati solo e soltanto figure di maniera. Ed anche la situazione che viene descritta mi ha dato un’impressione di artificiosità.

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