Categorie
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Edizione: 2
Anno edizione: 2000
Pagine: 112 p.
  • EAN: 9788807015632
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 6,13

€ 9,66

€ 11,36

Risparmi € 1,70 (15%)

Venduto e spedito da IBS

10 punti Premium

Attualmente non disponibile Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile


recensioni di Pent, S. L'Indice del 1999, n. 12

Accade spesso, nei libri di Erri De Luca, che la vocazione lirica prenda il sopravvento sulle intenzioni narrative, regalando al contenuto una purezza quasi esemplare, dove ispirazione e memoria attraversano le pagine con un'umiltà talora disarmante, ma viva perché profondamente, semplicemente terrena. La coerenza, anche stilistica, è un altro punto a favore di De Luca, che soffia in pubblico le sue proposte con la quieta saggezza di chi ha prima vissuto e poi parlato. La tentazione celeste sfiora talvolta il paradosso di pentimenti dal sapore antico, quando ancora gli umani timori trovavano aperta la strada verso inattese resurrezioni: questo contrasto tra dedizione laica all'esperienza e mansueta consapevolezza dei limiti esistenziali caratterizza tutta la storia letteraria dell'autore.
L'educazione alla vita presente nel romanzo precedente, Tu, mio (Feltrinelli, 1998), aveva tracciato una rotta ideale verso il racconto aperto. Con questo Tre cavalli De Luca torna a capofitto nella pura ispirazione poetica, tanto che il contenuto potrebbe esser letto come un poemetto esistenziale, senza per questo perdere nulla della sua singolare, commossa efficacia.
Come sempre l'autore suggerisce e sussurra le situazioni, e come sempre anche il dolore e la morte risultano umani dati di fatto in un contesto che ha il pregio di mantenersi su una stessa tonalità nebbiosa, dove il rosa dei momenti di quiete o il lampo accecante della violenza transitano sommessi. Tutto è avvolto nel racconto sfumato di ciò che la vita sceglie quasi a caso nella lotteria dei destini.
A ogni uomo, recita una filastrocca, è consentita una durata di tre ca-valli: il primo cavallo il narratore - un giardiniere cinquantenne tornato in Italia a leccarsi le ferite del tempo - lo ha consumato a vent'anni in Argentina, dove perse il primo amore nell'inferno della dittatura. La lotta clandestina, la fuga, un nuovo rapido amore e il maldigerito sapore di lontananza ed esilio, rendono rude la corteccia d'albero del suo carattere. Ma l'età segna rughe profonde sul collo e nell'anima, e la conoscenza delle piante regala al reduce una saggezza ormai quasi anziana. L'incontro con la smarrita Laila rinnova la fiamma, ma è un gioco di speranze impossibili, rese vane dal contatto della donna col mondo dello sfruttamento. Selim è un passo d'Africa che offre cieli aperti al disagio del giardiniere: i fiori che quest'ultimo gli regala, le conversazioni, il vino, diverranno fonte di uno scambio di favori addirittura eccessivo, con l'omaggio d'addio di un silenzioso delitto.
Ma se la storia è tutta qui, nel rapido giro d'orizzonte di un inatteso canto del cigno, De Luca ci ha comunque fatto transitare in tutti gli ideali luoghi dell'anima di una vita umana spesa in se stessa, nel gioco impietoso delle casualità, nella luce di giornate ripercorse come il ricordo di un'onda quando già ne sopraggiunge un'altra. Qualche contrazione verbale di troppo a prosciugare una già monacale scelta stilistica - "volto spalle al posto dei sangui", "mi rimetto al daffare" - nulla tolgono a un racconto che contiene un po' ovunque perle di istintiva saggezza. Una per tutte, a riassumere la delicata ispirazione dell'intera vicenda: "i braccianti del mondo si alzano prima della luce, tornano dopo luce. Vanno da buio a buio". Ma per noi è bella - e viva - la luce regalata da De Luca a questa storia semplice e ammaliante.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Alessandra

    26/04/2010 00.05.16

    Un giardiniere, un passato di rivoluzione e di amore perduto, che parla alle piante e chiede loro dove vogliono essere piantate. Una giovane donna, che ne ama i racconti, il non detto e la faccia di cartapesta. E un nero di pelle, coperto di colori di fiori, con un debito di un bicchiere di vino e un nocciolo di oliva in bocca... Un testo sublime, che arriva al cuore e che segna proprio per come è scritto. E la bravura sta proprio là, nell'emozionare il lettore, nel farlo vivere e soffrire e amare assieme ai personaggi e fino all'ultimo istante, nonostante la quarta di copertina, come si legge nei commenti precedenti, ci sveli già molte cose.

  • User Icon

    Marcello

    18/11/2009 15.46.19

    Bellissimo!! Per me è poesia in forma di prosa. Certo non è facile ma da leggere e rileggere...

  • User Icon

    MARTINA

    30/09/2006 11.06.07

    Nella quarta di copertina è svelata praticamente la trama del libro, quindi non c'è alcun effetto sorpresa. il romanzo si legge per inerzia e non ha alcuno spessore, anzi l'ho trovato molto banale e per nulla originale. quelle frasi intervallare da una copiosa punteggiatura non aiutano per nulla il romanzo anzi... a mio avviso lo penalizzano!

  • User Icon

    sabrina

    21/09/2006 13.09.49

    è un libro insignificante e scritto davvero molto molto male. spiegatemi dove sta la genialità e l'originalità di uno scritore che scrive frasi incompiute compulsive e prive totalmente di logica e senso. impossibile decifrare il suo pensiero persino a un esperto analista testuale.

  • User Icon

    sara

    24/06/2006 19.56.01

    frasi troppo spezzate, a volte senza senso, uno stile di scrittura asciutto e irritante, storia debole piatta e monotona, non ho provato alcuna emozione. per me il suo "modus scrivendi" è la summa del nulla. inutile la frenesia nel leggerlo e mal riposta la fiducia in chi me lo ha regalato credendo che mi entusiasmasse.

  • User Icon

    gaia

    26/02/2006 19.19.42

    Erri De Luca è in assoluto il più grande scrittore italiano vivente. Chi non capisce la sua scrittura non capisce la propria vita perchè ne ha ancora da vivere... 6 cavalli almeno! Erri De Luca riesce a trasformare i pensieri di ognuno di noi in parole universali.

  • User Icon

    denise

    24/01/2006 10.48.53

    Non mi piace molto il modo di scrivere di questo autore: in prima persona e in modo piuttosto colloquiale/gergale ma la storia e il protagonista mi sono piaciuti.

  • User Icon

    Alberto

    21/09/2005 20.40.19

    Frase-punto, frase-punto, frase-virgola-frase-punto. Se estraessimo dal libro ogni intervallo tra una lettera maiuscola e un punto, otterremmo dei perfetti haiku. Ogni frase è una poesia senza titolo. La raccolta: "Tre cavalli". Di Erri De Luca. Meraviglioso.

  • User Icon

    Bartolomeo Di Monaco

    15/05/2003 13.50.35

    Colpisce subito il modo originale di scrivere di questo autore napoletano, e siccome da lì viene anche il mio ceppo, sono contento di vedere nascere talune novità da uomini del Sud, razza di artisti che ho sempre considerata geniale e affascinante. Come nella musica leggera: Edoardo Bennato, Tullio De Piscopo, Pino Daniele, per citare i primi che mi vengono in mente, e quello straordinario cantautore, Edoardo De Crescenzo, che non ho più sentito e che sarei curioso di sapere che fine abbia fatto, tanto mi coinvolgono ancora la sua voce e i suoi testi. Stile più che asciutto, secco, conciso, come un colpo di scalpello, quello di De Luca. Parole centellinate, scelte, precise (peccato quel pur'io). Scrittore di geometrie; e frequenti sono i riferimenti geometrici nelle sue rapide descrizioni: “L'allineamento mi spinge a un principio di sorriso agli zigomi. La geometria delle cose intorno fa succedere coincidenze, incontri”. E: “una buona geometria in faccia”. Ancora: “In questi giorni vedo chiaro nella geometria”. Oppure: “la linea del naso fa un angolo stretto col piano della tavola”. Un giardiniere di circa cinquant'anni, lavora presso Mimmo, un amico d'infanzia che è diventato regista di documentari. Nell'intervallo scende a mangiare in un'osteria, dove mastica il cibo e legge libri usati: mastico e leggo, scrive. Sì, perché ha un amore morboso per le pagine già sfogliate da altre vite, che vi restano imbrigliate. I libri dovrebbero camminare per molte mani, e “ovunque dovrebbero morire tranne che di noia e di proprietà privata, condannati a vita in uno scaffale”. La prima descrizione che incontriamo è già una rivelazione che siamo di fronte ad un narratore dotato di occhi speciali per guardare intorno a sé e imprimere suoni, voci, sentimenti a tutte quelle cose che a noi appaiono mute. “Un albero ascolta comete, pianeti, ammassi e sciami. Sente le tempeste sul sole e le cicale addosso con la stessa premura di vegliare. Un albero è alleanza tra il vicino e il perfetto lontano. Se viene da un vivaio e deve attecch

  • User Icon

    marcellotucci

    12/09/2001 00.10.17

    ‘tre anni una siepe, tre siepi un cane, tre cani un cavallo, tre cavalli un uomo’ (da una filastrocca dell’Appennino emiliano) La vita umana è lunga come la somma della vita di tre cavalli; qui è narrata la storia di un uomo divisa per l’età di ciascun cavallo. Da giovane partito per amore di una donna per l’Argentina, dove si fa combattente per la libertà di questo paese soggiogato dalla tirannia delle dittature militari, costante dei paesi del sud America. Lo sguardo da sempre rivolto al sud, dove tutto è vivo ed i sogni di libertà si fanno necessità. Da qui la scommessa per un rinnovamento interiore con la certezza di essere al posto giusto dove si rinnovano le speranze dell’uomo. Nelle continue battaglie clandestine perde la giovane amante, inseguito in ogni dove cerca di salvarsi e scopre che il sud del mondo è un invenzione geografica: non il termine del mondo ma il suo rovescio, l’inizio di un mondo nuovo. Ritornato in Italia è ospitato da un amico; qui si fa giardiniere e nella solitudine scopre il suo equilibrio. L’amore per la terra lo salva dandogli una dimensione nuova nel vivere con gli altri in armonia. ‘Pianto alberi e parlo con loro, zappo terra e ricordo nomi’ Una narrazione lirica, densa e asciutta quella dello scrittore De Luca che con le sue parole ci consegna un mondo che sembrava perso o dimenticato, qui si parla di ospitalità, amicizia e solidarietà. Sono sentimenti che si imparano giorno per giorno attraverso la pratica della vita. Sarà una nuova donna, nella seconda parte della sua vita, a riconsegnargli l’amore passionale e appassionato di un tempo; ritornano prepotenti gli anni della sua gioventù in America latina, insanguinata dalle lotte per la liberazione dai regimi militari. Da un immigrato africano impara a conoscere il futuro decifrando i segni premonitori e gli avvisi che si palesano. Con lui divide un sentimento di solidarietà che sarà ricambiato dall’immigrato attraverso una gratitudine c

  • User Icon

    arianna

    23/04/2001 15.26.03

    Un'onda di parole che evoca mondi lontani e vicini, superando il tempo, da gustare ad occhi chiusi. Parole come lame di silenzio. E' la storia di un amore e di un'esistenza, dei cavalli di un uomo che sente e respira, che ingoia la vita e la trattiene nel corpo.

  • User Icon

    Claudio Testa

    10/12/2000 19.22.00

    non esiste il futuro, vivi al presente. Non pensare al passato, sopravvivi al quotidiano. Apprezza quello che la vita ti offre al momento. Un racconto facile e fluido.

Vedi tutte le 12 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione