Editore: Feltrinelli
Edizione: 13
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: Brossura
  • EAN: 9788807883163
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Recensioni dei clienti

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    Alessandra

    26/04/2010 00:05:16

    Un giardiniere, un passato di rivoluzione e di amore perduto, che parla alle piante e chiede loro dove vogliono essere piantate. Una giovane donna, che ne ama i racconti, il non detto e la faccia di cartapesta. E un nero di pelle, coperto di colori di fiori, con un debito di un bicchiere di vino e un nocciolo di oliva in bocca... Un testo sublime, che arriva al cuore e che segna proprio per come è scritto. E la bravura sta proprio là, nell'emozionare il lettore, nel farlo vivere e soffrire e amare assieme ai personaggi e fino all'ultimo istante, nonostante la quarta di copertina, come si legge nei commenti precedenti, ci sveli già molte cose.

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    Marcello

    18/11/2009 15:46:19

    Bellissimo!! Per me è poesia in forma di prosa. Certo non è facile ma da leggere e rileggere...

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    MARTINA

    30/09/2006 11:06:07

    Nella quarta di copertina è svelata praticamente la trama del libro, quindi non c'è alcun effetto sorpresa. il romanzo si legge per inerzia e non ha alcuno spessore, anzi l'ho trovato molto banale e per nulla originale. quelle frasi intervallare da una copiosa punteggiatura non aiutano per nulla il romanzo anzi... a mio avviso lo penalizzano!

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    sabrina

    21/09/2006 13:09:49

    è un libro insignificante e scritto davvero molto molto male. spiegatemi dove sta la genialità e l'originalità di uno scritore che scrive frasi incompiute compulsive e prive totalmente di logica e senso. impossibile decifrare il suo pensiero persino a un esperto analista testuale.

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    sara

    24/06/2006 19:56:01

    frasi troppo spezzate, a volte senza senso, uno stile di scrittura asciutto e irritante, storia debole piatta e monotona, non ho provato alcuna emozione. per me il suo "modus scrivendi" è la summa del nulla. inutile la frenesia nel leggerlo e mal riposta la fiducia in chi me lo ha regalato credendo che mi entusiasmasse.

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    gaia

    26/02/2006 19:19:42

    Erri De Luca è in assoluto il più grande scrittore italiano vivente. Chi non capisce la sua scrittura non capisce la propria vita perchè ne ha ancora da vivere... 6 cavalli almeno! Erri De Luca riesce a trasformare i pensieri di ognuno di noi in parole universali.

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    denise

    24/01/2006 10:48:53

    Non mi piace molto il modo di scrivere di questo autore: in prima persona e in modo piuttosto colloquiale/gergale ma la storia e il protagonista mi sono piaciuti.

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    Alberto

    21/09/2005 20:40:19

    Frase-punto, frase-punto, frase-virgola-frase-punto. Se estraessimo dal libro ogni intervallo tra una lettera maiuscola e un punto, otterremmo dei perfetti haiku. Ogni frase è una poesia senza titolo. La raccolta: "Tre cavalli". Di Erri De Luca. Meraviglioso.

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    Bartolomeo Di Monaco

    15/05/2003 13:50:35

    Colpisce subito il modo originale di scrivere di questo autore napoletano, e siccome da lì viene anche il mio ceppo, sono contento di vedere nascere talune novità da uomini del Sud, razza di artisti che ho sempre considerata geniale e affascinante. Come nella musica leggera: Edoardo Bennato, Tullio De Piscopo, Pino Daniele, per citare i primi che mi vengono in mente, e quello straordinario cantautore, Edoardo De Crescenzo, che non ho più sentito e che sarei curioso di sapere che fine abbia fatto, tanto mi coinvolgono ancora la sua voce e i suoi testi. Stile più che asciutto, secco, conciso, come un colpo di scalpello, quello di De Luca. Parole centellinate, scelte, precise (peccato quel pur'io). Scrittore di geometrie; e frequenti sono i riferimenti geometrici nelle sue rapide descrizioni: “L'allineamento mi spinge a un principio di sorriso agli zigomi. La geometria delle cose intorno fa succedere coincidenze, incontri”. E: “una buona geometria in faccia”. Ancora: “In questi giorni vedo chiaro nella geometria”. Oppure: “la linea del naso fa un angolo stretto col piano della tavola”. Un giardiniere di circa cinquant'anni, lavora presso Mimmo, un amico d'infanzia che è diventato regista di documentari. Nell'intervallo scende a mangiare in un'osteria, dove mastica il cibo e legge libri usati: mastico e leggo, scrive. Sì, perché ha un amore morboso per le pagine già sfogliate da altre vite, che vi restano imbrigliate. I libri dovrebbero camminare per molte mani, e “ovunque dovrebbero morire tranne che di noia e di proprietà privata, condannati a vita in uno scaffale”. La prima descrizione che incontriamo è già una rivelazione che siamo di fronte ad un narratore dotato di occhi speciali per guardare intorno a sé e imprimere suoni, voci, sentimenti a tutte quelle cose che a noi appaiono mute. “Un albero ascolta comete, pianeti, ammassi e sciami. Sente le tempeste sul sole e le cicale addosso con la stessa premura di vegliare. Un albero è alleanza tra il vicino e il perfetto lontano. Se viene da un vivaio e deve attecch

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    marcellotucci

    12/09/2001 00:10:17

    ‘tre anni una siepe, tre siepi un cane, tre cani un cavallo, tre cavalli un uomo’ (da una filastrocca dell’Appennino emiliano) La vita umana è lunga come la somma della vita di tre cavalli; qui è narrata la storia di un uomo divisa per l’età di ciascun cavallo. Da giovane partito per amore di una donna per l’Argentina, dove si fa combattente per la libertà di questo paese soggiogato dalla tirannia delle dittature militari, costante dei paesi del sud America. Lo sguardo da sempre rivolto al sud, dove tutto è vivo ed i sogni di libertà si fanno necessità. Da qui la scommessa per un rinnovamento interiore con la certezza di essere al posto giusto dove si rinnovano le speranze dell’uomo. Nelle continue battaglie clandestine perde la giovane amante, inseguito in ogni dove cerca di salvarsi e scopre che il sud del mondo è un invenzione geografica: non il termine del mondo ma il suo rovescio, l’inizio di un mondo nuovo. Ritornato in Italia è ospitato da un amico; qui si fa giardiniere e nella solitudine scopre il suo equilibrio. L’amore per la terra lo salva dandogli una dimensione nuova nel vivere con gli altri in armonia. ‘Pianto alberi e parlo con loro, zappo terra e ricordo nomi’ Una narrazione lirica, densa e asciutta quella dello scrittore De Luca che con le sue parole ci consegna un mondo che sembrava perso o dimenticato, qui si parla di ospitalità, amicizia e solidarietà. Sono sentimenti che si imparano giorno per giorno attraverso la pratica della vita. Sarà una nuova donna, nella seconda parte della sua vita, a riconsegnargli l’amore passionale e appassionato di un tempo; ritornano prepotenti gli anni della sua gioventù in America latina, insanguinata dalle lotte per la liberazione dai regimi militari. Da un immigrato africano impara a conoscere il futuro decifrando i segni premonitori e gli avvisi che si palesano. Con lui divide un sentimento di solidarietà che sarà ricambiato dall’immigrato attraverso una gratitudine c

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    arianna

    23/04/2001 15:26:03

    Un'onda di parole che evoca mondi lontani e vicini, superando il tempo, da gustare ad occhi chiusi. Parole come lame di silenzio. E' la storia di un amore e di un'esistenza, dei cavalli di un uomo che sente e respira, che ingoia la vita e la trattiene nel corpo.

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    Claudio Testa

    10/12/2000 19:22:00

    non esiste il futuro, vivi al presente. Non pensare al passato, sopravvivi al quotidiano. Apprezza quello che la vita ti offre al momento. Un racconto facile e fluido.

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