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Traduttore: S. Ricciardi
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2016
Pagine: 226 p., Brossura
  • EAN: 9788804665052
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In "Tre giorni e una vita" Pierre Lemaitre ricostruisce perfettamente l'atmosfera di una piccola comunità scossa da un evento tragico, scandagliando con precisione chirurgica le pieghe dell'animo umano.

«Per tutta la notte percorse la sua camera avanti e indietro. Per lui, era una catastrofe totale. La sua vita non era altro che l’immensa disfatta alla quale la sua infanzia, un puro dolore, l’aveva destinato.»

In questo nuovo romanzo Pierre Lemaitre si toglie i panni del commissario Verhoehen (il suo personaggio più famoso) per mettersi invece quelli del colpevole. E che colpevole: un ragazzino di dodici anni, Antoine Courtin, che in preda a una rabbia cieca e adolescenziale commette il più grande errore della sua vita. È il 1999, e la cittadina francese dove vive con la madre, una donna divorziata con un’ossessione per le regole, è sconvolta dall’accaduto.

Ma per l’allora tranquilla (se non noiosa) Beauval è qualcosa di più di un crimine, è uno scandalo. Un succulentissimo scandalo, che appassiona talmente tanto i suoi abitanti e quelli dei dintorni da renderli quasi voraci di ogni notizia, di ogni sviluppo, di ogni sussurro. Non è un caso, quindi, se in ogni momento nella mente di Antoine continuano a scorrere immagini folli, della sua colpa tremenda e di quello che gli accadrebbe se lo scoprissero. E infatti ogni minimo gesto lo riporta lì, a quell’attimo in cui la sua vita è cambiata per sempre.

A cos’altro potrebbe pensare dopotutto, un ragazzino che ha appena commesso un crimine? Cos’altro, se non alla fuga, all’angoscia/sollievo di essere scoperto, alla speranza che ogni prova del suo delitto (perché ci sono, le prove) scompaia per sempre? Nel volto di ogni persona che incontra teme di veder comparire un atto d’accusa. Sono i volti della sua povera madre, dello spaventoso e quasi animalesco signor Desmedt, del sindaco Weiser, della bellissima compagna Émilie, del silenzioso e funereo signor Kowalski, e di tanti altri ancora. Troppi, per poterli fuggire tutti.

Un’angoscia che Lemaitre rende con una precisione di dettagli che potrebbe sembrare maniacale, se maniacale non fosse appunto il comportamento del suo protagonista, sempre timoroso, sempre in pena, sempre alla ricerca di qualche redenzione che non arriva mai. Tutta la sua vita infatti girerà attorno a quel giorno fatale, a quel tragico pomeriggio nel bosco di Saint-Eustache: il suo lavoro, le sue relazioni, il suo futuro come operatore umanitario.

In effetti, anche in termini di pagine, quei tre giorni durano molto di più del resto della vita di Antoine: tre lunghissimi giorni in cui non sentiamo altro se non il battito del cuore di un dodicenne spaventato, confuso e intrappolato, prima ancora che dal mondo, dai pensieri dentro la sua testa.

Recensioni dei clienti

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    Pat

    27/06/2017 14.11.49

    Decisamente diversa la mia valutazione dalla quasi totalità di quelle lette... Un libro (acquistato per caso, cosa che faccio raramente) prolisso, noioso, anche scritto (tradotto?) in molti punti con sciatteria. Gli stati d'animo ossessivamente descritti, come se il lettore fosse tardo a capire, o come se l'A. non riuscisse a districarsi dalle parole. Insomma lo sconsiglio.

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    Standbyme

    19/06/2017 12.13.55

    Se non fosse per lo stile e l'ambientazione, questo bellissimo romanzo lo si potrebbe attribuire al primo periodo di Stephen King, quello di "The body" per intenderci. Un adolescente come protagonista, il bimbo che scompare nel nulla, il cane fedele, il bosco con i suoi oscuri segreti e con i suoi profondi nascondigli, gli adulti che partono con slancio alla ricerca del piccolo Rémi, il sopito intento di ricorrere al linciaggio, gli amori adolescenziali, i dissapori insanabili tra vicini che perdurano da anni, il piccolo paese -Beavul- di gente semplice, il viaggio di formazione -pur se solo accennato nell'immaginazione- di Antoine, la tempesta perfetta che si manifesta in tutte le sue forme peggiori come sorta di punizione collettiva. In uno scatto d'ira, più che giustificato per un dodicenne che ha dovuto assistere ad un atto di crudeltà gratuita, Antoine uccide, senza averne l'intenzione, il suo piccolo amico Rémi di appena sei anni. Pensando che lo avrebbero trattato come il peggior criminale, occulta il corpicino in una profonda buca nel bosco semi nascosta da un enorme tronco. I sensi di colpa lo attanagliano, la paura di essere scoperto condiziona la sua adolescenza, non riesce a confidarsi con la sua mamma, tenta addirittura il suicidio. Trascorrono gli anni: Antoine è un giovane laureando in medicina, gli eventi passati non sono dimenticati ed i sensi di colpa riaffiorano di tanto in tanto così come il panico di essere scoperto. La "paura" ha il sopravvento sulla "razionalità", Antoine dovrebbe ora sapere che non sarebbe punito se venisse scoperto: aveva dodici anni al momento del "crimine"! Con la sua caratteristica e scorrevole prosa, che mette al bando inutili fronzoli, Lemaitre ci racconta questa storia mettendo in risalto il tratto umano, la personalità e la psicologia di tutti i personaggi soprattutto quello di Antoine. Un finale, degno dei migliori thriller psicologici, ci svela che l'espiazione della colpa sarebbe potuta avvenire molto prima.

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    patrizia b.

    06/02/2017 09.38.40

    Bene la prima parte, tutto quello che passa per la mente sconvolta del piccolo Antoine, la madre ed il medico che subodorano, ma fan finta di niente. Macchinoso invece l'espediente per fare rimanere lì Antoine, discreto il colpo finale.Non all'altezza di Ci rivedremo lassù" e forse un po' troppe lungaggini. Comunque si legge abbastanza volentieri.

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    nanni

    22/11/2016 19.39.31

    Un quattro stelle pieno. La trama di fondo è un incidente delittuoso, mentre l'effeetivo tema vede l'adolescente descritto nel suo ambito famiglia, vita sociale, citta,interessi, amicizie, fantasie, paure, curiosità.... etc etc nell' evolversi della trama. Molto lscorrevole, ben scritto.... Valido l'autore anche perchè suoi precedenti libri non seguono un unico filone (ormai utilizzato da molti scrittori validi e non) ma le storie si ben differenziano e variano nei contenuti.

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    Massimiliano Sardina su "Amedit"

    16/11/2016 15.27.40

    In Tre giorni e una vita Lemaitre indaga per esteso la nozione complessa di responsabilità, e lo fa interrogandosi su un caso di coscienza. Nel romanzo l’atto violento compiuto dal minore non è che il riflesso diretto di quello compiuto da un adulto, una sorta di effetto collaterale. Ed ecco che la responsabilità risale a monte, al cattivo esempio che si fa causa scatenante, alla malsana semina che fa germogliare il giglio nero. Il rapporto tra infanzia e male, uno dei più rigidi tabù, è qui sviscerato dall’interno e restituito in tutte le sue sfaccettature. Lemaitre ci mostra un carnefice che è sempre più vittima, tacciabile certo di vigliaccheria e della mancata confessione in età adulta, ma comunque anch’egli vittima di una maledetta fatalità. (estratto dalla recensione su "Amedit")

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    FABIO BISELLO

    27/10/2016 16.44.35

    E' il primo libro che leggo di questo autore, l'ho trovato buono come costruzione del racconto e descrizione degli ambienti, valido il colpo di scena finale. Un po' prolisso, forse si dilunga troppo in alcune parti e la vicenda narrata era probabilmente più adatta ad un racconto più breve, a mio avviso manca un po' il ritmo per essere un noir.

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    jane

    11/10/2016 16.18.15

    Non raggiunge il livello di "Ci rivediamo lassù ", ma è senz'altro un buon libro. È una storia particolare con una componente noir, un attento esame della psicologia dei personaggi ed una acuta descrizione della vita di paese, con qualche lentezza e ripetizione di troppo.

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    Alberto

    29/08/2016 10.33.21

    Non è facile calarsi nella testa di un ragazzino 12enne che uccide l'innocente Remi, allorchè si rende conto delle possibili conseguenze del suo gesto inconsapevole. Eppure P.L. ci riesce credibilmente, così com'è bravo a raccontare del circo che si monta in paese, complici Tv e faide locali. Il matrimonio pare una condanna che lo porterà ad una redenzione dovuta. Il finale non è scontato. Consigliato

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    angelo

    27/08/2016 15.18.54

    Ingredienti: un omicidio preterintenzionale impunito commesso a 12 anni, il rimorso e la paura per tanti anni a venire, un nuovo imprevisto a rimescolare acque ormai calme, un colpo di scena finale per sorprendere e chiarire. Consigliato: a chi cerca un romanzo impastato di vita, morte e amore, a chi vuole sperimentare le conseguenze imprevedibili di gesti di un solo istante.

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    marcello

    21/08/2016 20.18.18

    Discreto sia come ansia d'attesa sia come thrilling, meno come agilità per la frequente ripetitività. L'epilogo è scontato fin dall'inizio resta solo sospeso l'artefice dello stesso ma nell'ambito così ristretto di un paesino........ Troppo costruita poi la vicenda sessuale con le sue evoluzioni subite ed inverosimili.

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    aris-34

    12/08/2016 10.52.41

    Interessante racconto breve di Lemaitre che conferma di essere un grande scrittore. Nulla a che vedere con i noir precedenti ma comunque una lettura piacevole e scorrevole

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    Ennio

    08/08/2016 12.57.47

    Una squallida speculazione sulla drammaticita' di un incidente tra bambini condita con un guazzabulglio di erotismo, sensazionalismo,romanticismo. Da evitare.

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    DinoDesign63

    08/08/2016 12.16.09

    la conferma che lemaitre è un grande scrittore. libro bellissimo ed appassionante. consigliatissimo.

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    adriana

    31/07/2016 10.37.39

    mi era piaciuto molto Ci Rivedremo Lassù. questo ancora meglio a mio parere: più vicino alla alla vita di tutti i giorni. molto consigliato

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    Adriana Rosas

    30/07/2016 07.05.34

    Un grandissimo scrittore, capace di costruire - con la stessa abilità - storie diversissime e di narrarle con uno stile piano e pacato, ma avvincente e coinvolgente. Tre giorni e una vita non assomiglia a nessuno degli altri libri di Lemaitre (e li ho letti tutti!), ma è di altissimo livello. Assolutamente perfetto nella descrizione dell'angoscia che definisce la vita di Antoine dal momento in cui, in un accesso di ira, uccide il piccolo Remi; assolutamente perfetto nella descrizione dei comportamenti e del modo di vivere dei membri della piccola comunità di Beauval (ma anche della tempesta Lothar e dei suoi effetti); assolutamente perfetto nella composizione del romanzo (tre parti - di diversa lunghezza, dedicate ai tre momenti che segnano la vita di Antoine e le danno forma); assolutamente perfetto l'inaspettato finale.

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    luca Bidoli

    28/07/2016 18.21.39

    Sì, direi proprio di sì. Si tratta di un buon libro, che si legge con attenzione crescente, nella vivezza della descrizione di una piccola realtà nella provincia francese, dove è accaduto un fatto efferato del quale il lettore è subito o quasi messo al corrente. Basti questo, per non togliere al futuro lettore la scansione degli eventi, sino al loro epilogo, a suo modo ineccepibile e rivelatore di come e quanto la realtà, o ciò che si avvicina a questa, sia difficile da cogliere, da capire. Bello; una lettura che non lascia vuoti, ma con l'animo più coinvolto nelle contraddittorie e spesso illusorie vicende della vita.

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    Fabio Ponzana

    21/06/2016 12.18.21

    Ottimo. Lemaitre costruisce un romanzo atipico per il suo stile e le sue argomentazioni. Più convincente la seconda parte del narrato, a mio avviso. Il finale è estremamente poetico.

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