Tre sono le cose misteriose

Tullio Avoledo

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 308 p., Brossura
  • EAN: 9788806184889
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Recensioni dei clienti

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    Cristina

    07/04/2017 15:50:17

    Terribilmente noioso , ho fatto una gran fatica ad arrivare all'ultima pagina .

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    c

    17/05/2016 21:41:33

    ... come spunto non è male, e pure lo stile è passabile, ma è impensabile che uno scrittore possa dirsi tale se non sa risolvere uno dico uno solo degli interrogativi che sparge per le pagine: così son bravi tutti!

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    Cristiana

    15/06/2009 20:17:36

    ... come spunto non è male, e pure lo stile è passabile, ma è impensabile che uno scrittore possa dirsi tale se non sa risolvere uno, dico uno solo, degli interrogativi che sparge per le pagine: così son bravi tutti a scrivere!

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    Cristiana

    15/06/2009 20:12:23

    ... come spunto non è male, e pure lo stile è passabile, ma è impensabile che uno scrittore possa dirsi tale se non sa risolvere uno dico uno solo degli interrogativi che sparge per le pagine: così son bravi tutti1

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    Maurizio Ricci

    10/09/2007 14:37:25

    Leggibile, a tratti anche intrigante, ma non entusiasmante; effettivamente rimane un po' di amaro in bocca per la scelta del non-finale..... La cosa migliore mi pare il titolo, ma non ne vedo il riflesso nella storia.....in questo mi ricorda James Tiptree jr., il miglior Autore di titoli che ricordi.

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    Filippo

    28/08/2007 18:10:54

    Un Avoledo che si confronta con temi alti, senza la maschera della narrativa di genere (perché solo maschera era negli altri suoi libri). Molto bello, delicato e intenso, scritto con la consueta maestria, è una prova d'autore che ha deluso molti "avolediani" della prima ora che però di Avoledo, per me, coglievano solo il lato ludico (clamoroso, non discuto) perdendo la profondità dell'autore.

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    Giulia

    18/02/2007 18:53:22

    Son contenta di leggere che in molti la pensan come me!Mi aspettavo di tutto da questo libro,da un momento all'altro..e invece niente, ho appena finito l'ultima pagina e non posso altro che dire "E allora??" Avoledo resta comunque un grande scrittore..ma lo preferisco in versione ironica.

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    Augusto

    17/01/2007 17:41:56

    Non è l'Avoledo che conosco e che amo. Leggendo il libro ho avuto costantemente una sensazione di attesa, che qualcosa stesse per iniziare mentre il mucchietto di pagine che mancavano alla fine si assottigliava. Alla fine non è rimasto nulla ne è successo nulla. Ho l'impressione che Tullio abbia voluto scrivere qualcosa di raffinatamente letterario. Beh, ci è riuscito ma ha anche prodotto un mostro di noia. Pollice Verso

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    Agostino Malisani

    22/09/2006 16:13:18

    Avrei dato il massimo se avessi capito il finale, comunque il valore letterario non ne é pregiudicato. Avoledo scrive in un modo gustosissimo: simpatico, profondo, umano.

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    Paolo

    11/09/2006 11:52:03

    Vicenda interessante, personaggi molto ben descritti ma il finale lascia troppe possibili interpretazioni. Probabilmente e' una delle tre cose misteriose citate nel titolo.

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    shine

    26/06/2006 18:06:35

    Concordo con Sergio Marcon, mi aspettavo un finale più dettagliato come lo è stato in tutto il libro. Quindi fino all'ultima pagina è un libro molto piacevole, scorrevole e interessante. L'idea dell'argomento del libro l'ho trovata molto originale... Originale l'anonimato del protagonista, originale l'idea di affrontare un tema così delicato di un figlio adottivo, originale il continuo andare avanti e indietro nel tempo... insomma... originale :) Io personalmente ho dato un voto abbastanza alto perchè avendo letto anche gli altri 3 libri.... beh che dire... Tullio è Tullio :D non poteva meritarsi di meno...

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    ant

    24/03/2006 12:44:26

    E' il primo libro che leggo di quest'autore, ho sentito che è molto originale, ma qui a parte l'episodio della "zampa di scimmia", non ho riscontrato niente di particolare, da rivedere

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    alessandro

    31/01/2006 11:53:06

    Intimo, certo non l'"elenco telefonico di atlantide", non il solito Avoledo ma un buon libro ben scritto e ben documentato, su un argomento "difficile" e "attuale", mostra una faccia della medaglia non conosciuta.

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    Mirco

    19/11/2005 19:40:02

    una delusione... un Avoledo "serio" regge poco. scritto bene, con qualche lampo di genialità, ma troppo ordinario, troppo minimalista. gli ultimi tre giorni normali di un personaggio speciale... non so, sono rimasto perplesso. mi ha deluso un po' come l'ultimo Baricco.

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    Sergio Marcon

    06/11/2005 22:40:39

    Interessante la trama e l'ambientazione, si vede che l'autore si è documentato a fondo. Ambizioso il tema, (il male che c'è attorno a noi e vicino o dentro di noi). A differenza delle precedenti opere di Avoledo la tensione narrativa non ha mai grossi cali e la trama è lineare,la sensazione che ho provato leggendolo è però diun continuo imminente decollo che però non arriva mai, insomma il libro promette troppo rispetto a quello che poi mantiene.

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    polidor

    02/11/2005 11:56:38

    Bello. Ma normale. Manca lo scoppiettare narrativo che ci fa amare il "primo" Avoledo. polidor

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