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Trilogia della frontiera: Cavalli selvaggi-Oltre il confine-Città della pianura

Cormac McCarthy

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806226053
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    marcello

    25/04/2014 20.14.44

    La raccolta di tre romanzi d'esperienza country di spessore e di fascino. Da leggere co pause brevi tra l'uno e l'altro per non averne a noia. Ho trovato fastidioso per apprezzare meglio la profondità di alcuni brani l'abuso di frasi e termini ispano-mexicane senza nota. Il tutto diviene più faticoso

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    Antonino

    05/10/2012 15.05.07

    Grande trilogia. Emozioni a non finire soprattutto in Oltre il confine. Stupendo McCarthy

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    Rocky Luke

    10/06/2012 17.08.42

    Che dire..un libro denso e corposo, con delle sfumature oniriche che lo rendono immaginifico, ogni cosa scritta da McCarty in questo libro, ha senso di esistere, ed è assolutamente necessaria all'economia del libro. I suoi personaggi sono quasi sempre ai margini della società, in cerca di un qualche riscatto, o semplicemente in viaggio verso l'ignoto, per scoprire poi che c'è un umanità al di là della frontiera, fatta di povera gente che divide con te, anche quel poco che ha. Oppure ladri di cavalli o assassini che vorrebbero prenderti quel poco che hai. E' la perdita dell'innocenza, verso una vita che è dura e cruda. il racconto che preferisco è "Oltre il confine", senza levare nulla agli altri due. Libro necessario. Lui è un maestro.

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    Simone

    23/02/2012 20.10.46

    Che dire: un capolavoro, sotto ogni aspetto, punto di vista. La prosa di McCarthy è eccezionale, senza troppi fronzoli, ove la realtà viene raccontata per quella che è. Certo, talvolta si perde in discorsi un po' complessi da parte di qualche particolare personaggio, tanto che ti verrebbe voglia di saltare le pagine a piè pari; ma continuando a leggerle, ci si rende conto come, anche in questi punti, tutto sia collegato e tenda a far conoscere uno stralcio della personalità di quel dato soggetto. Oltre il confine, poi, è un libro meraviglioso, che prende allo stomaco, per la sua crudeltà e non solo per quella. Non esito, ormai, a dire che McCarthy è uno dei miei autori preferiti anche, e soprattutto, per il suo modo di scrivere, di presentare il dialogo e per le sue descrizioni "polverose"

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    roberto

    21/09/2010 20.46.09

    Il modo migliore per commentare questi tre romanzi sarebbe riportare la breve prefazione al libro di Baricco. Non aspettatevi una lettura semplice o chissà quali intrecci o colpi di scena. L'incedere è lento, così lento da riuscire ad immedesimarsi in ogni singola azione o pensiero dei protagonisti. Se avite visto al cinema "Non è un paese per vecchi" ed avete amato quelle atmosfere, quei paesaggi e soprattutto quel senso di ineluttabilità che si trasmette in ogni scena, vi consiglio vivamente questa trilogia. E' difficile trovare un aggettivo diverso da "capolavoro".

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    Gozer

    08/07/2010 13.12.08

    Tre romanzi western sulla ricerca di quali sono i motivi che danno senso alla vita, sul ruolo che un individuo può avere nel mondo, e sul tentativo dei protagonisti di essere padroni del proprio destino, raccontati con una prosa asciutta come il deserto, e sincera: il dolore, la solitudine, la disperazione, l'amore, emergono tanto più forti e veri quanto più l'autore apparentemente si limita ad osservare ed a meditare sulle vicende narrate. Tre capolavori.

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    Alex

    09/09/2009 18.32.11

    Sono contento che almeno in questi anni Cormac McCarthy abbia un degno successo commerciale, derivante dal Pulizer e dalle trasposizioni cinematografiche (l'Oscar dei Coen è anche un po' suo). Perchè c'è poco da fare, McCarthy è il numero 1. Francamente fatico a capire come uno scrittore del genere non susciti entusiasmi collettivi come altri nomi famosi, molto, ma molto meno talentuosi di lui. E' proprio vero che al giorno d'oggi ti perdonano tutto tranne il GENIO, come diceva Wilde. Per questo McCarthy l'ho scoperto troppo tardi ma ho rimediato all'istante divorandomi tutta la sua opera fra cui questa stupenda trilogia degli anni '90 comprendente "Cavalli selvaggi" (trasposto anche al cinema con risultati pessimi per Billy Bob Thornton che sembra non aver letto il libro), "Oltre il confine" e "Città della pianura". Tutti e tre i libri sono piuttosto lunghi con il terzo capitolo "Città della pianura" che unisce i primi due facendo incontrare John Grady Cole di "Cavalli selvaggi" e Billy Parham di "Oltre il confine". Una trilogia da 5 stelle. L'ambientazione western fa da sfondo alle vicissitudini dei due protagonisti, vagabondi infiniti in un trionfo di natura e animali, amore e odio, gioia e tristezza, amici e nemici, lealtà e violenza, povertà e dignità. Il viaggio di Billy con la lupa in "Oltre il confine" è da brividi. Non scambierei la mia copia della "Triolgia della frontiera" con nessun altro libro al mondo. Forse esagero, certo, ma forse neanche tanto. PS: Einaudi, a quando la versione italiana di "Suttree", il più lungo lavoro di McCarthy, il suo capolavoro a cui darei 6 stelle su 5? L'ho letto in inglese, però devo dire che le traduzioni di Raul Montanari sono ottime.

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