Trilogia di New York

Paul Auster

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806173883
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Recensioni dei clienti

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    GianniF.

    03/09/2014 16:34:03

    Primo romanzo di Auster che leggo e che in parte mi ha lasciato insoddisfatto. La scrittura e' sicuramente autorevole, le storie, invece, mi hanno lasciato perplesso

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    ilse

    26/02/2014 21:56:34

    Inquietante, irrisolto, suggestivo e inconcludente come la vita!

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    mary

    10/12/2013 19:14:48

    Volevo leggere un libro di un autore americano contemporaneo ed ho scelto questa raccolta di tre racconti. In una New York dove puoi camminare per strada essendo chiunque e in momenti diversi puoi prendere identità diverse, si "sprigiona" questa trilogia. Alla fine rimane un senso di freddo che (forse) solo i grattacieli ricoperti di vetri possono dare e la consapevolezza che solo nelle grandi città (lontano dal nostro provincialismo che ci etichetta comunque), si puo' essere sè stessi.

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    Mr

    25/07/2013 09:05:13

    Non amo, in genere, le storie dalla trama indefinita e sfuggente. Quelle contenute in questa trilogia però sono sorrette da una prosa evocativa capace di immergerci in un'atmosfera di malinconico fatalismo che affascina e che è forse il senso vero e ultimo di questi racconti.

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    ferruccio

    18/07/2013 10:58:19

    Questo libro non andrebbe letto come un semplice romanzo, bensì come un saggio introspettivo che tenta di sondare l'imperscrutabilità della mente umana. Le tre storie, di cui è composto il libro, sono legate tra loro da fili appena visibili che si intrecciano e si dipanano a seconda delle circostanze; l'autore ci conduce per mano, a volte a strattoni, in diverse ambientazioni all'apparenza reali e nel contempo frutto di astrazioni della volontà che si libra in dimensioni non facilmente percepibili; i protagonisti si alternano e si tramutano in un valzer caleidoscopico dove un personaggio è multiplo di sé stesso e viceversa. Insomma si tratta di un'opera che può dar luogo a varie interpretazioni con risultanze squisitamente soggettive e discostanti in maniera netta. Per il sottoscritto un'opera eccellente al di là di schemi stereotipati.

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    elisa

    19/02/2013 14:09:12

    A me è piaciuto. Ammetto che all'inzio (era il mio primo libro di Auster) ho avuto difficoltà ad "agganciare" la narrazione, ma una volta presa, non sono più riuscita a staccarmi. Lo trovo pieno di spunti, tranne delle digressioni un po' troppo lunghe, trovo la sua scrittura molto lineare. Mi è piaciuto soprattutto il finale, dove si trovano rimandi agli altri due racconti e il cerchio un po' (non del tutto-ma è questo il bello secondo me) si chiude. Sul fatto che non esista un finale, beh, sono d'accordo da quanto scritto da qualcuno prima di me: anche la vita è così, e, aggiungo io, anche un certo tipo di letteratura. Per i miei gusti, forse un po' troppo inquietante e angosciante (ma perché i protagonisti sembrano sempre scivolare verso una brutta fine senza avere la forza di opporvisi?). Lo consiglio, soprattutto agli amanti del finale aperto.

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    Mariella Agresti

    08/02/2013 18:28:11

    Splendido.

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    bafometto

    11/11/2012 19:05:55

    Racconti allucinati,spettacolari,mai banali. Piccolo chicche,come ad esempio le 4 pagine sul Don chisciotte all'interno del primo racconto,un piccolo capolavoro. Per pochi,eh,di certo se venite dai libri di barbara d'urso e di jovanotti,evitate. Non fa per voi

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    lina

    02/10/2012 01:43:56

    libro ridondante: stavo per lasciarlo alla seconda storia, perchè ripetitivo e prevedibile. oltre che fastidiosamente didascalico quando divaga in aneddoti storici... solo l'ultimo racconto del volume riscatta in parte la "fatica" di averlo finito. molto deludente, però, il finale.

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    cristiano

    08/09/2012 11:58:48

    Tre storie...una sola storia. Lo stile inconfondibile di un autore originale ed innovativo. Ma anche la sensazione che diietro i suoi racconti intricati emerga un certo auto compiacimento che a mio parere toglie "sincerita'" alla narrazione. consigliato a chi cerca introspezione e ambiguità sconsigliato a chi cerca linearità e punti d'arrivo.

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    Andrea

    06/08/2012 16:03:52

    Non tiene l'attenzione del lettore. L'autore ti racconta questa storia soffermando si in continuazione su particolari di poco conto. L'ho trovato lento e non vola mai qua! Personalmente non leggerò mai più un libro di Auster.

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    Paolo

    06/08/2012 03:45:22

    Guardando i precedenti commenti non può che venire in mente una frase di Wilde "la diversità di opinione riguardo un'opera d'arte mostra che l'opera è nuova, complessa e vitale". Suggerisco a chi si trovi a consultare questo sito, incerto se acquistare il libro, di non lasciarsi scoraggiare dalla discrepanza tra le valutazioni dei lettori, piuttosto cerchi di acquistarlo, così da farsi una sua idea appena possibile. Se poi fosse dotato di un po' di coraggio e buona volontà (oltre che una decente conoscenza della lingua) lo invito a leggerlo in lingua originale: a mio avviso un'esperienza incredibile! (e non troppo difficile, fatta eccezione per qualche pagina dell'ultimo racconto)

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    Adriana

    28/05/2012 12:59:00

    Auster è un gran narratore. A prescindere dalle storie in sè, dai personaggi dalle identità incerte, dalle trame più o meno intricate, senza crucciarmi troppo se proprio tutto non mi torna, mi godo la sua verve.

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    roberto

    24/05/2012 13:01:40

    Le tre storie sono molto particolari, e il carattere di "giallo" di cui si parla nella recensione sulla copertina posteriore, è solo la punta dell'iceberg. In realtà le tre storie sono un viaggio introspettivo di ogni personaggio e, personalmente, mi hanno rapito :) ...solo la prima storia forse è troppo lenta nel decollo; il suo modo di scrivere è molto particolare e l'ho "scoperto" solo a metà della prima storia: da quel punto in poi, il libro l'ho divorato!! Consigliato per chi vuole una lettura riflessiva!

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    Davide

    15/05/2012 19:40:02

    Insomma. Un po' una noia. Le storie sembrano sempre sul punto di decollare ma non lo fanno mai.

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    mara regonaschi

    06/03/2012 12:33:37

    Ho appena finito di leggere il libro ma...non me lo ricordo. Non è un buon segno. Ma mi sono ripromessa di rileggerlo, perchè sprazzi di genialità mi balenano nella mente...

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    Francesco db

    09/07/2011 12:19:51

    E' incredibile la superficialità di chi ha comprato Auster credendo di leggere Faletti, o Dan Brown. i grandi scrittori meritano intelligenza, lentezza, desiderio di comprendere e studio. Paul Auster è un grande scrittore, non un mediocre intrattenitore per anime semplici.

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    Carlafed

    20/02/2011 22:40:33

    Mi sembra un libro molto presuntuoso. Naturalmente tutti gli scrittori sono presuntuosi, altrimenti non scriverebbero. Però questo più degli altri, parla sempre e solo di se stesso e di qualche suo incubo più o meno ad occhi aperti. Il primo racconto è stata una vera delusione perchè aveva alcuni spunti interessanti. Il secondo un'inutile esercizio stilistico sull'esistenzialismo. Il terzo prometteva bene, inizialmente, ma l'esperienza con gli altri non faceva ben sperare. L'ho finito lo stesso (non esprimo mai giudizi su libri che non ho terminato), ma credo che l'ultimo capitolo sia proprio un inutile accanimento. Dovrei dare il voto minimo, cioè 1; ma io non sono presuntuosa, forse mi è sfuggito qualcosa, non ho capito. Quindi 2.

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    paolo

    02/11/2010 21:04:23

    Il personale omaggio di Auster alla grande metropoli americana ed al mestiere dello scrittore. Un omaggio pieno di idee e di buoni propositi, ma confuso, a tratti incomprensibile, ansioso com'è di trasmettere la bellezza e la sofferenza del mestiere di inventare storie inscenando un'estenuante metafora della dipendenza inevitabile che si crea tra chi scrive e le sue stesse storie. Nel secondo racconto, Fantasmi, Auster sembra riprendere il bandolo di una matassa che già alla fine del primo sembra annodarsi inestricabilmente ma, nel terzo, La stanza chiusa, perde definitivamente il controllo della sua scrittura infliggendo al lettore, a quel punto già piuttosto esausto, la terza e interminabile storia di scambio di ruoli. Lascia un sapore strano, un po' beffardo: sempre più spesso nel procedere della lettura dalle pagine sembra far capolino la faccia dello scrittore che, entusista, ti urla: visto ragazzi, ce l'ho fatta, sono uno scrittore e vivo in un bel loft a Broadway!! E comunque, basta con gli scrittore che scrivono di altri scrittori.

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    roberto

    13/03/2010 14:30:54

    di sicuro avrà deluso chi si aspettava un giallo in senso tradizionale.bisogna ammettere però che è ricco di spunti davvero acuti e piccole genialate.ognuno dei racconti sembra privo di conclusione?beh,la vita è così:non sempre c'è un finale,bello o brutto che sia

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