Le troppe facce dell'amore

Manlio Monti

Editore: Il Ponte Vecchio
Collana: Cammei
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 01/01/2014
Pagine: 464 p., Rilegato
  • EAN: 9788865414378
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    monica belforti

    22/12/2014 23:43:48

    LE TROPPE FACCE DELL'AMORE Ho appena terminato la lettura di questo libro, che ho trovato subito gradevole al tatto, per le sue pagine lisce come seta. Anzi, devo dire che l'ho letteralmente divorato, con curioso interesse. Non avevo dubbi sul fatto che mi piacesse. Non credo invece di essere all'altezza di poter commentare queste pagine che trasudano di vita vera vissuta, di sesso e di amore, in ogni sfumatura di sensi e sentimenti possibile della natura umana, nei colori più intensi che possiamo immaginare e del senso di smarrimento che esso mi ha lasciato. Il mio timore è di rovinare con sciocche banalità ciò che è stato coinvolgente leggere e in un certo senso vivere, attraverso il racconto, come se fossi lì, davanti ad un film dalle immagini forti e spesso spinte all'eccesso per diversi aspetti, ma sempre reali. Ho troppo rispetto per le emozioni che impregnano ogni pagina come ho rispetto per chi le ha scritte, raccontando se stesso con coraggio e senza ipocrisie . Posso dire che mi ha coinvolto moltissimo, mi ha fatto ridere e pensare, mi ha fatto ragionare su argomenti che non conoscevo e mi ha commosso e toccato nel profondo, addentrandosi in temi delicati e tremendi, facendo emergere in me reazioni inaspettate. Ho pianto, in alcuni punti, tanto alta è la concentrazione di dolore che è imprigionata fra le righe di alcune pagine. Ma ho anche riso, da un estremo all'altro, proprio perchè questo libro rappresenta tutto e il contrario di tutto, in quelle famose montagne russe emozionali di cui si parlava prima della sua uscita. Grovigli di sensazioni viscerali e risate divertite, di tenerezze e di emozioni crude, di riflessioni camuffate ironicamente in una velocità senza alcun freno. E soprattutto disorientata, come quando si scende da una giostra e tutto ti gira intorno. In poche parole, un colpo al cuore . Grazie per tutto questo, Manlio Monti. Monica Belforti

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    Gigiona

    30/11/2014 20:09:44

    Io ho avuto modo di leggere questo libro per motivi professionali, cosa che solitamente avviene con il distacco necessario al mio ruolo, ma questa volta, più che limitarmi a leggerlo, devo confessare di averlo proprio vissuto e dopo esserci un po' fiorita, un po' morta e un po' resuscitata, mi sono di nuovo reincarnata in me stessa, come ogni buon sopravissuto sa fare dopo una lettura stordente. La prima faccia in cui sbatti contro è quella del linguaggio che, a un primo impatto, può sembrare leggero - e infatti spesso lo è - ma che poi camaleonticamente si adatta ai ritmi e ai temi più incandescenti della narrazione, diventando via via più pregnante, assoggettandosi agli stati d'animo che la lettura impone. In queste montagne russe emozionali che vorticano nell'assenza di cardini, ben presto ci si rende conto di trovarsi davanti a un racconto complesso, articolato, che va ben oltre alla presunta ovvietà del titolo. Non un semplice romanzo, ma un potente spaccato di vita, seppur condensata in un arco temporale di pochi mesi. Una frenetica carrellata di avvenimenti realmente accaduti, marchiati a fuoco sulla nuda pelle, una freccia indomabile scoccata per trafiggere riflessioni esistenziali, emozioni vere, sentimenti sparsi, molteplici e multiformi interpreti. Le atmosfere effervescenti, allegre e inebrianti per definizione, si alternano a quelle più corrosive, crude, dolorose. Definitive. Scorrendo le pagine si entra in una casa dalle molteplici stanze comunicanti, con porte sempre aperte e il loro nome inciso sui muri. Nomi come sesso, droga, amore, vita. Morte. Un autentico cocktail dall'umore tropicale, o forse, il cratere ardente di un vulcano da cui lasciarsi voluttuosamente incenerire.

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