Tutti i figli di Dio danzano

Haruki Murakami

Traduttore: G. Amitrano
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 130 p., Brossura
  • EAN: 9788806201548
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Recensioni dei clienti

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    PROT

    08/07/2016 15:37:36

    Dopo aver letto un buon 80% dell'opera di Murakami si ha una certa familiarità con i suoi personaggi e le sua ambientazioni.... e a me piacciono tanto, quando lo leggo mi sento bene, anche se spesso sono personaggi tristi...

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    federico

    31/07/2013 18:09:08

    Libro mediocre e senza sale.Composto da 6 racconti in cui il terremoto fa da filo conduttore,ma non esprime appieno la poetica di Murakami.Infatti chi come me ha letto prima di questo libro Norwegian Blues,1Q84 e Nel segno della pecora,non rimane per niente soddisfatto e dopo averlo finito l'unica cosa che può dire è:Tutto qua?.Resta il fatto che ha una lettura scorrevole e molto leggera,quindi è ottimo per leggerlo sotto l'ombrellone a mare,ma dall'autore mi aspetto molto di più.Sufficiente

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    Lady Libro

    23/09/2012 13:50:24

    Sei racconti con sei rispettivi protagonisti. Ciascuno di loro ha perso qualcosa: amori, amici, famiglia, emozioni... Alcuni sono nati fin dall'inizio senza di essi. Eppure, grazie a imprevisti, eventi paranormali o situazioni improbabili quanto semplici, ritrovano la serenità interiore, la consapevolezza di se stessi e della propria identità, ricompensando in qualche modo ciò che hanno perduto o che non hanno mai avuto. Leggere questo libro, esattamente come tutti gli altri di Murakami, è come entrare in un altro universo. Si parla di una realtà mai troppo reale: un'esistenza ordinaria cambiata da un surreale non troppo esagerato. I protagonisti sono uomini semplici, comuni, senza niente di speciale, lo specchio della monotona vita di ogni uomo. E'solo lo stile sublime di questo scrittore che li rende unici, la sua splendida capacità di rendere accettabile e normale ciò che non lo è, di creare una Terra aliena. Murakami non è per tutti: ha uno stile raffinato ma molto complesso, pieno di contenuti che possono sembrare privi di senso e senza scopo. La stranezza è una cosa ordinaria, vissuta con stupore ma anche con normalità assoluta a seconda dei vari casi. Vi sono termini ed espressioni che si dimenticano in fretta appena li si è letti, ma alla fine della lettura rimane sempre un piacevolissimo e dolce peso nello stomaco. Un peso che fa riflettere su quelle parole che gli occhi hanno appena sfiorato, che commuove e al tempo stesso costringe il lettore a decifrare il messaggio Murakamiano, complesso quanto e forse di più di un cubo di Rubik. Spesso è impossibile: lo splendore di Haruki è proprio l'insensato e l'indecifrabile. Le emicranie sono d'obbligo, ma inevitabilmente tutto questo cambia sempre il lettore in un modo o nell'altro. Dolci misteri e strani fenomeni che accompagnano persone comuni, colpiscono chi legge con soavi pugni in testa e nello stomaco.

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    Leonardo Banfi

    07/06/2012 09:00:08

    Sei racconti mediamente di 20 pagine ciascuno. Uno stile di scrittura al quale bisogna abituarsi come del resto anche al contenuto dei suoi scritti. Uno stile tuttavia snello, scorrevole che invoglia ad andare avanti nella lettura. Il tema trattato e' quasi sempre quello del dolore legato a fatti della vita quotidiana, tutto sullo sfondo del terremoto di Kobe. Uno stile decisamente particolare.

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    LaMelaMarcia

    05/10/2010 11:48:12

    "Sei incontri che possono cambiare il corso di un'esistenza, o che promettono una via d'uscita dal dolore, la cura di una ferita, la decifrazione di un mistero, la salvezza di una città intera." C'è molto della poetica dello scrittore giapponese in questi sei, godibili, racconti. Personalmente preferisco i romanzi, ma di Murakami Haruki leggerei anche la lista della spesa! Pongo l'accento su TORTE AL MIELE. Incantevole.

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    rain

    06/09/2010 11:05:49

    Confermo la mia precedente opinione e cioè che Murakami, nonostante la sua indiscussa originalità, non renda allo stesso modo nel racconto e nel romanzo. I racconti sono troppo brevi per poter dare respiro al so stile, a mio parere. Questa raccolta più bella e interiore de "l'elefante scomparso", ma sicuramente molto inferiore ad altre sue opere. Rain

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    Paolo

    02/05/2010 16:52:39

    Di Murakami ho già letto anni fa "La ragazza dello Sputnik" e l'avevo trovato veramente diverso dal resto del panorama letterario. Un'originalità figlia non della voglia di essere alternativi, ma dalla reale unicità dell'autore. Murakami raccoglie in questa silloge sei racconti particolari, mai banali che ti lasciano scivolare nella loro atmosfera fino a viverli in prima persona. Da leggere.

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    Damiano Lippi

    29/10/2008 06:56:12

    Libro che quando hai finito di leggere ti lascia lì a pensare e riflettere. Ti smuove qualcosa dentro, Murakami riesce bene in questo, storie mai banali, un senso a quello che dice c'è sempre. Un senso magari diverso per ogni lettore, però arriva in profondità. E ci resta.

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    GIUGUMENTA

    18/11/2007 00:36:34

    MI ASSOCIO AL 110% ALLA RECENSIONE DI NEKU. ANCHE A ME MURAKAMI DA LE STESSE SENSAZIONI. HO LETTO QUASI TUTTI I SUOI LIBRI E HO L'IMPRESSIONE DI CONOSCERLO, DI SAPERE TANTO DI LUI, IL SUO CARATTERE E IL SUO MODO DI PENSARE, ANKE I SUOI GUSTI MUSICALI, CHE AMA I BEATLES E GLI PIACE NAT KING COLE E CHE DETESTA I DURAN DURAN E LE SUE PREFERENZE LETTERARIE COME IL GRANDE GATSBY E LA MONTAGNA INCANTATA. MURAKAMI è COME UN MAESTRO CHE LASCIA UNA TRACCIA INDELEBILE NEL LETTORE.

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    Neku

    12/04/2007 17:54:16

    Anche in quest'opera si trovano tanti chiari riferimenti alla vita reale dello scrittore..alle sue esperienze..ai suoi gusti...ci sono delle interessanti considerazioni sulla differenza tra romanzi e racconti..leggere le opere di Murakami è proprio come conoscerlo dirò una banalità...sarà vero in generale con la maggior parte degli scrittori..personalmente sono grata di ogni suo libro perchè ogni libro lascia un segno ..immagini mentali profonde e vivide che restano per sempre come l'escursioni del protagonista dell'uccello che girava le viti del mondo...il mondo di Murakami cosi realistico e così frastornantemente simile ad un'esperienza onirica...è semplicemente favoloso...

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    Lorenzo Berti

    18/07/2006 12:29:56

    Carver versione orientale (non a caso Murakami Haruki ne è traduttore). Molto semplice. Ma non una banale imitazione, o un semplice svilimento. Tutti i giorni che si ripetono, le piccole cose che ad un certo tipo di occhio dicono quel qualcosa di significativo e profondo che per molti hanno ormai perduto; tutto questo, più la dimensione onirica. Lieve, sottile, profondo e leggero al tempo stesso, apparentemente lento. E affascinante, nel suo complesso, pur nell'ondeggiar di valore dei vari racconti, com'è inevitabile che sia. Ottimo il pacchetto misterioso, e la ricerca del fuoco perfetto. Ottime un sacco di cose, in definitiva...

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    Paolo

    26/04/2006 11:24:54

    ho letto molti romanzi di murakami, in tutti è presente un ambito "onirico" insieme a descrizioni e dialoghi dettagliati , in questi racconti è condensato l'aspetto del mistero, del sogno. se piacciono gli spunti di riflessione dati da racconti senza finale, è un buon libro

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    Angelo

    09/04/2006 15:19:24

    Murakami parla di vita e sentimenti con il suo consueto splendido stile in 6 racconti legati più o profondamente agli eventi del terremoto di Kobe del '95... Questa raccolta è davvero bella, globalmente più omogenea e forse più intensa della precedente "L'elefante scomparso e altri racconti" che conteneva comunque diversi gioiellini.

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    Monica Giarrizzo

    05/10/2005 14:03:44

    è il primo libro che leggo di questo autore e mi trasmette una piacevole malinconia autunnale. un libro da leggere accucciati sul divano con una luce accanto e il resto della stanza buia...Bellissimo il primo racconto, quello del pacchetto.... magari si potesse trasportare il vuoto che c'è in noi e metterlo in un pacchetto!

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    n.d.

    26/09/2005 18:18:38

    In questi racconti si ritrova il solito grande Murakami: imperdibile!

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    li-u

    21/09/2005 14:57:04

    murakami ha scritto di meglio. peccato, solo un paio di racconti si salvano, l'ultimo è veramente banalissimo.

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