Tutti giù per terra

Giuseppe Culicchia

Editore: Garzanti Libri
Edizione: 2
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
In commercio dal: 21 aprile 2004
Pagine: 133 p., Brossura
  • EAN: 9788811678250
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Usato su Libraccio.it - € 4,80

€ 7,56

€ 8,90

Risparmi € 1,34 (15%)

Venduto e spedito da IBS

8 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Giuseppe Luca

    01/10/2015 14:42:53

    Partito bene come ogni scrittore che ha una idea da sviluppare, poi si perde, non sa più come terminare e così termina il racconto senza concludere e lasciando il lettore insoddisfatto e con la domanda "E allora?". Considerando le poche pagine di scritto poteva impegnarsi di più e fare un buon lavoro ma così.... Se fossi Professore di Letteratura il mio voto sarebbe 5 meno meno. Ed è un peccato perchè i suoi venti anni negli anni 80 erano i miei ed in molte delle sue descrizioni mi ci sono ritrovato.

  • User Icon

    Carla

    12/05/2014 18:16:34

    Un libro tanto decantato, per cosa? Io l'ho trovato di una scrittura banale, a tratti imbarazzante, forse all'epoca questo tipo di personaggio poteva piacere, e in effetti si fa piacere, ma soltanto in una prospettiva filmica, la letteratura è un'altra cosa. Comunque era il primo libro di Culicchia, e quindi può andar bene come esordio, dai. Se però sono così anche gli altri, bè, allora... vedremo con i prossimi che leggerò, così da avere un'opinione più obiettiva di questo autore.

  • User Icon

    pensieromancino

    22/05/2012 15:22:23

    Opera prima di Giuseppe Culicchia, torinese allora quasi trentenne, "Tutti giù per terra" rappresenta il debutto letterario del precario. Senza sicurezze, senza prospettive. Malgrado il romanzo sia del 1996, la figura del post-adolescente che non riesce a diventare grande è di un'attualità preoccupante. Walter, il protagonista, ha tanti nemici, tutti agguerriti: il padre ostile, la burocrazia saccente, i baroni universitari capricciosi, i ragazzi consumisti e superficiali, il mondo del lavoro in crisi. Ci sono tutti gli ingredienti per uno psico-dramma, e invece Culicchia sceglie uno stile leggero a cavallo tra l'ironia e il non detto alla Hemingway, così la lettura scorre veloce e si entra con facilità nella pelle di Walter e nelle sue ansie. Il servizio civile assurdo, inutile e interminabile diventa il simbolo di una vita che scivola via senza essere vissuta. Sarà per l'ambientazione torinese che mi tocca nel profondo, ma è un libro che consiglio a tutti.

  • User Icon

    OskarSchell

    05/05/2009 12:48:16

    Molto carino, attuale.

  • User Icon

    alex

    16/09/2007 19:18:02

    simpatico e brillante; si legge in un soffio con piacere.

  • User Icon

    sara

    08/06/2007 15:21:57

    La storia del più ANONIMO dei ragazzi che incontriamo giornalmente...ma anche il più VERO! LEGGETELO!!Almeno una volta nella vostra vita vi sarete sentiti IN GABBIA...almeno una volta nella vita vi sarete sentiti dei piccoli WALTER! Bello e vero!

  • User Icon

    Pascal

    17/12/2006 12:19:11

    Un libro che fotografa alla grande un'epoca. Forse l'ultima davvero gloriosa prima della decadenza del nuovo secolo.

  • User Icon

    Greta

    25/06/2006 17:00:08

    Volevo leggere l’ultimo libro di Culicchia, ma non si può iniziare così, devo come minimo leggere il primo. Ecco fatto. L’ho trovato buono, un ottima descrizione degli anni ottanta, è per la precisione sulla loro fine, del passaggio dal mondo scolastico a quello lavorativo. Una fotografia esatta dei vent’ anni inquieti e speranzosi, romantici e speciali. Non posso non rispecchiarmi nell’ironia e nel disincanto del protagonista, anche perché Culicchia parla della mia generazione e in quella fotografia c’è un po’ tutto il gruppo degli odierni quarantenni. Il libro è scritto con uno stile semplice, con mini capitoli nel capitolo che hanno il pregio di stringere il discorso all’essenziale e di sintetizzarlo come piccole inquadrature fatte da una telecamera immaginaria che riprende il fatto nel momento reale, e così fa anche con il pensiero: sintetico. Capisco perché questa prima opera sia stata un caso editoriale. Non capisco perché non l’avessi letto a suo tempo.

  • User Icon

    Jack Monte

    06/11/2005 11:28:32

    uhmmm. beh. vabbè. buona la prosa. bel finale. la cosa peggiore: il titolo.

  • User Icon

    Daniela

    02/11/2005 18:27:16

    Carino,la mia prima esperienza con Culicchia e probabilmente non l'ultima. Il personaggio è molto attuale ed è facile rispecchiarsi in lui soprattutto se si attraversa la stessa fase della vita. A volte un pò troppo ovvio ma molto scorrevole e ben scritto.

  • User Icon

    look

    10/10/2005 17:53:40

    Culicchia è un grande! l'ho "conosciuto" con Torino è la mia città e l'ho trovato intelligente, ho sperato che altri fossero alla sua altezza per descrivere anche altre città con lo stesso stile. Poi è stata la volta del Paese delle meraviglie, descrivere il 1977, anno topico, attraverso inserimenti sociali in una trama apparentemente leggera! ed anche Tutti giù per terra l'ho trovato contemporaneo (altro che sessantottino, per la cronaca Culicchia era un baby in quegli anni...), mai scontato con un linguaggio fresco, se vogliamo una cronaca che poteva cadere nel banale ed invece espressa in maniera accattivante, con i personaggi ben caratterizzati. 10 e lode!

  • User Icon

    marzia

    26/07/2005 13:07:36

    sinceramente.....mi aspettavo di +!!!!leggendo i primi capitoli il libro mi ha coinvolto abbastanza, ma alla fine non dice nulla....non si sa ke fine ha fatto Walter, se ha trovato un lavoro che lo soddisfasse....NIENTE!!!dopo tutte le critiche alla società in cui viveva, non ha portato avanti i suoi ideali e si è ridotto a fare un lavoro che non gli piaceva per un misero stipendio.....

  • User Icon

    giulia

    17/06/2005 11:55:31

    Bello bello bello... Tutti gli altri commenti sono superflui. Con "Il paese della meraviglie" Culicchia migliora, almeno secondo il mio modesto parere di lettrice e fan, ma anche in questo libro non scherza affatto. E' una storia, la storia della vita di Walter, che potrebbe essere chiunque di noi. I personaggi sono intelligenti e veri, così come le istutuzioni e la città, la vita e l'Italia. Mette un po' di tristezza pensare a che fine farà Walter... Dopo avere letto il secondo libro sulle sue avventure,"Paso doble" sono rimasta con una profonda tristezza. La persona alla fine di "Paso doble" non è la stessa che all'inizio di "Tutti giù per terra", e fa riflettere come le persone cambiano col tempo e gli eventi. Sto cercando disperatamente il film ma non lo trovo da nessuna parte...

  • User Icon

    Mario

    03/05/2005 10:02:22

    Divertentissimo, leggero ma non troppo.

  • User Icon

    kiara

    11/04/2005 20:46:54

    nulla di ke...una storia non troppo distante dalla nostra realtà..mi è piaciuta la conclusione...significativa...ma in ogni caso non ha dato il coinvolgimento sperato...

  • User Icon

    Mose'

    05/03/2005 00:57:04

    No, non scherziamo, questo è un libro veramente carino, divertente e piacevole. Io mi sono sentito molto rappresentato da Walter con le sue insicurezze e la sua visione del mondo.

  • User Icon

    Lorenzo Bordogna

    14/01/2005 15:34:09

    Essere moderni ad ogni costo? ma proprio ad ogni costo? E perché?

  • User Icon

    skymiguel29

    21/12/2004 11:04:28

    Niente a che vedere con "Il paese delle meraviglie", in ogni caso "un mini-romanzo" che si legge volentieri.I personaggi di Culicchia sono sempre divertenti e abbastanza sgangherati da avvicinare la realtà.Anche se ritengo che per godere il libro appieno bisogna conoscere la realtà di Torino e dintorni.

  • User Icon

    manu

    01/11/2004 18:33:58

    un libro senza finale.forse non deve esserci, perchè a leggerlo bene ti accorgi che si tratta di uno che ti racconta alcuni anni della sua vita e poi il libro finisce e tu non ne sai niente, esattamente come quando finisce un'amicizia. non l'ho apprezzato molto, è vero si legge facilmente, ma è troppo sullo stile sessantottino per i miei gusti, con espressioni esageratamente forti e a volte volgari. di sicuro non si perde in dettagli, ma così diventa troppo sintetico nelle sue espressioni. credevo meglio.

Vedi tutte le 19 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione