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Fabio Genovesi

Editore: Mondadori
Collana: Libellule
Anno edizione: 2013
Pagine: 169 p. , Brossura
  • EAN: 9788804634188

Recensioni dei clienti

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    Roberto Checchi

    01/06/2016 08.37.31

    Ci accomuna una partenza a SUD,la mia da AGRIGENTO nell'era Pantani,la sua in Campania in epoca diversa,in un ciclismo probabilmente cambiato,ma con la stessa inalterata VOGLIA di stupire,perché la bicicletta crea LEGGENDE ed EROI immortali che si tramandano nel tempo.Cosa serve per rendere ancor più avvincente la trama di un racconto?Un clima da TREGENDA e il Giro d' Italia sceglie i giorni migliori di un anno particolare,per esser ricordato a lungo. Un libro che è un collage di storie,di sentimenti, di tessere di un puzzle apparentemente diverse una dall' altra che s'intersecano in modo perfetto tra loro anche senza volerlo.PRODOTTI GASTRONOMICI, l'immancabile valzer delle autorità in ogni sede di tappa, le fotografie di un' ITALIA che si mostra sorridente e triste allo stesso tempo perché esaltata o ferita dal DELINEARSI degli eventi che inevitabilmente la solcano.E' un giro di CROLLI fuori programma e di RESURREZIONI programmate,perché esistono corridori che sanno ritrovare la voglia di combattere,è un Giro di scoperte antiche e riscoperte moderne, è un giro di canzoni, quelle di ZANDEGU' per esempio le ho presentate tante volte nel corso delle mie otto edizioni. E'un Giro di chilometri,infiniti, tanti,troppi,che quando li percorri vorresti finissero da lì a breve, ma poi come per incanto,il giorno che torni a casa,diventano preziosissimo materiale utile per tessere le fila del romanzo.E' il Giro degli errori, pochi per fortuna, che scaldano l'anima di chi passa ore sulla strada in attesa del transito della corsa e di chi la corsa la vive dall' interno, è il Giro delle urla e degli incitamenti,quello dei diluvi e delle bufere,nemmeno la neve è voluta mancare alla festa.E' il Giro del CIAO, arrivederci piuttosto che ADDIO, perché puoi restare lontano una vita dalle strade della corsa,ma sono sicuro che prima o poi arriva un giorno che torni a CORRERE per la vittoria,la tua,PERSONALISSIMA affermazione. Ecco perché,comunque vada son TUTTI PRIMI SUL TRAGUARDO CUORE.

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    Roberto Checchi

    31/05/2016 11.50.44

    Forse sarà l'aria di mare, lo stesso per entrambi,l' Arenile di FORTE DEI MARMI,che senza ombra di dubbio è il più lungo rettilineo al mondo sul quale impostare una volata,magari quella di montagna,perché le Apuane sono a un tiro di schioppo dalla battigia,probabilmente la passione, immensa, incontenibile che ci porta in sella alla bici e allo stesso tempo VIAGGIARE diventa sinonimo di SOGNARE.IO che al sogno allego anche la fatica, GENOVESI che nel sogno ci sguazza,quasi facesse un tuffo nel Pozzo della Madonna a Malbacco di Seravezza e ci trascina tutti, dentro la FAVOLA più bella. TUTTI PRIMI SUL TRAGUARDO DEL MIO CUORE è il Giro d' Italia,che divori avidamente in un batter d'occhio quasi fosse un cioccolatino,la mentina del TIC TAC o il confetto ghiacciato della BOMBONIERA ALGIDA,tanta la voglia di sfogliare il racconto delle tappe che solo chi l'ha vissuto almeno una volta di persona, riesce ad apprezzare totalmente in ogni piccolissima sfumatura,chi ahimè non ha mai avuto questa fortuna, apprezzerà lo stesso,perché nel VIAGGIO c'è sempre la parte di fascino che travolge e porta via con sé i sogni e le speranze di viaggiatore e di atleta e si comincia sempre da chi ti siede a fianco in macchina ENZO è per FABIO quello che per me son stati RINO e la sua AFRICA,che un maledetto giorno di qualche anno fa,se l'è trascinato via, vorrei tanto nella savana.Da NAPOLI a BRESCIA,seguendo la scia del successo che le ruote di NIBALI lasciano in ogni strada del BELPAESE, a tu per tu con la grande delusione di WIGGINS,alla ricerca di storie,facce e volti più o meno conosciuti che sanno regalare ognuno a modo suo,l' emozione più forte.SU e GIU' come sull'ascensore,zingari, nomadi,senza fissa dimora,la valigia un'abitudine che non vorremmo perdere mai,perché è il solo sistema per apprezzare al meglio tutto quello che la CORSA A TAPPE ogni anno riserva.

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    Sara

    07/11/2013 10.05.15

    Un libro fresco, divertente e ben scritto che potrà piacere anche ai non appassionati di ciclismo (tipo me). A tratti ironico, alcune volte commovente, con il suo viaggio su e giu' per l'Italia Genovesi riesce a non lasciarci indifferenti e a farci un po riflettere su questa nostra piccola italia, che è un ritratto in un certo senso anche di noi stessi. Consigliato.

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