Tutto tutto niente niente di Giulio Manfredonia - DVD

Tutto tutto niente niente

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Paese: Italia
Anno: 2012
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Perché Cetto La Qualunque, Rodolfo Favaretto e Frengo Stoppato finiscono in carcere? E, soprattutto, perché riescono a uscirne? Qual è il destino che li unisce? C'è qualcuno che trama nell'ombra? O costui preferisce farlo in piena luce? Tre storie, tre personaggi con un destino che li accomuna: la politica con la "p" minuscola.
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    1987

    11/06/2020 11:53:22

    Pessimo sequel di Qualunquemente. Non fa ridere e i vari personaggi interpretati da Albanese sono mal riusciti. Uno dei peggiori film comici che abbia mia visto.

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    fabrizio

    04/07/2019 06:07:41

    nullo nullo nullo nullo , meglio e piu' appropriato come titolo

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    Mr Gaglia

    11/10/2014 15:31:41

    Non fa (mai) ridere il sequel di Qualunquemente. Il grande comico brianzolo questa volta si fa in tre per ribadire la ridondante indecenza di chi ci governa senza mai eguagliare i referenti reali. Di fatto non c'è nulla da ridere, la realtà che i grotteschi personaggi di Albanese incarnano è raccapricciante e sempre in bilico tra comicità e orrore. Questa volta la finzione è impotente di fronte al compito di rappresentare la cronaca politica italiana: a questo giro però, già svilito dalla ripetizione di maschere ben sedimentate negli occhi del pubblico tra cinema e Tv, le cose vanno peggio. E la ragione, quella più tangibile almeno, è da ricercarsi nella realtà. Se in Qualunquemente presentava i caratteri politici accaduti, Tutto tutto niente niente, ha il carattere di una beffarda anticipazione, che ci ricorda che il peggio non è mai davvero passato e che ripescati dal bagno penale i Cetto, i Rodolfo e i Franco stanno tornando. La risata allora non scongiura ma congiura una nuova discesa in campo bruciata da troppo reale e da un ko tecnico che congeda i tecnici e riaffiora i caimani. Stando così le italiche cose, l'opulenta miseria morale dei tre 'politici', interpretata con mestiere da Albanese, si riduce a un inerme defilé di maschere e abiti di scena che vestono modi cafoni e mondi faraonici. Manfredonia (questa volta mi ha un po' deluso) esagera nel modo dei suoi personaggi senza combinare mai davvero il comico col tragico, tripartendo la vis comica di Albanese, monotona dietro i travestimenti. Peccato, dopo il primo atto, pensavo ad un finale migliore; sotto tutti gli aspetti.

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    Fabio Scarnati

    24/05/2013 12:01:24

    Pessimo. A differenza del precedente e abbastanza riuscito "Qualunquemente", qui Albanese tenta l'esperimento (assolutamente mal riuscito) di inserire due nuovi personaggi che, oltre a non avere la vis comica di Cetto La Qualunque, risultano scialbi e insipidi come l'hippie pugliese o addirittura fastidiosi e antipatici come il leghista. Inguardabile. Molte persone in sala, compreso il sottoscritto, si sono alzate alla fine del primo tempo senza più far ritorno in sala. Roba da farsi rimborsare il biglietto. Il risultato è un film pasticciato, inconcludente, privo di qualunque vis comica, incapace di strappare un applauso o anche solo una risata. Banale, svogliato, privo di idee originali e insulso. Alla fine la sensazione è quella di aver speso inutilmente soldi e sprecato tempo. Assolutamente sconsigliato.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente
  • Produzione: 01 - Home Entertainment, 2013
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Durata: 90 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Inglese; Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Contenuti: dietro le quinte (making of); speciale; scene inedite in lingua originale; errori; trailers
  • Antonio Albanese Cover

    Antonio Albanese ha pubblicato tra l'altro Diario di un anarchico foggiano (Baldini & Castoldi) e, presso Einaudi Stile libero, Giú al Nord (con Michele Serra ed Enzo Santin, 1999). Nel 2005 ha pubblicato per Stile libero Extra Cchiù pilu pe' tutti e nel 2006 ha pubblicato per Stile libero Dvd Personaggi. (Dal sito Einaudi) Approfondisci
  • Lorenza Indovina Cover

    Attrice italiana. Dopo l’Accademia teatrale, esordisce sul grande schermo con Il trittico di Antonello (1991) di F. Crescimone. Alta e slanciata, con uno sguardo dotato di intensa espressività, appare in La scorta (1992) di R. Tognazzi, La tregua (1997) di F. Rosi e La fame e la sete (1999) di A. Albanese. Fornisce una prova significativa da protagonista in Un amore (1999) di G.M. Tavarelli, dove incarna con rara intensità i sentimenti ondivaghi di una donna coinvolta in una storia d’amore che dura quasi vent’anni, mentre nella surreale commedia Nessun messaggio in segreteria (2005) è una mamma single sedotta da V.?Mastandrea. Negli anni seguenti recita in molte serie televisive di successo ed è nel cast di Basta un niente (2006) di I. Polidoro. Approfondisci
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