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Camilla Läckberg

Traduttore: L. Cangemi
Editore: Marsilio
Collana: Vintage
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 460 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788831715911
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Recensioni dei clienti

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    Annabelle

    06/09/2015 18.50.02

    Lo sto ancora leggendo, ma rispetto ai precedenti questo episodio della serie, lo trovo abbastanza noioso.L'idea di inserire il caso all'interno di un reality show ha appesantito la vicenda, sarà perchè i reality non li sopporto proprio, in compenso l'autrice descrive perfettamente il valore "culturale" di questi programmi spazzatura. Il racconto si apre bene con la prima vera indagine,che viene poi dimenticata a favore del nuovo caso che occupa molte pagine e viene improvvisamente recuperata senza entusiasmo dagli stessi poliziotti. L'impressione è che l'autrice abbia prima avuto un'idea per poi abbandonarla a favore di un'altra trama, infine sia stata costretta a riprenderla per non cestinare il lavoro svolto. Una cosa mi chiedo:dov'è Erika che nel primo libro risalta come scrittrice curiosa in un'indagine in coppia con il poliziotto amico d'infanzia? Si è eclissata già nel secondo libro e protagonista assoluto diventa lo stesso poliziotto, mentre Erika bloccata in casa da una gravidanza inaspettata e poi una maternità vissuta male per la depressione post parto, diventa cornice del vissuto familiare del poliziotto e non viene neppure descritta la sua attività di scrittrice che pare accantonata. Peccato l'indagine in coppia del primo libro creava un po' di brivido e attesa.

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    Luca

    02/03/2015 01.23.56

    Mah... La trama non è male, ma, a mio avviso, avrebbe potuto essere sviluppata meglio. Non mi sono piaciuti i molti dialoghi familiari, troppo banali. I troppi personaggi tirati in ballo, molti dei quali completamente avulsi dalle vicende del romanzo (come il capo della polizia). Il reality non aggiunge nulla, anzi, spezza il ritmo, rallenta la lettura con troppe pagine piene di forzature e stereotipi classici che si sarebbero potuti evitare. Non era necessario un tale chiassoso circo e un branco di imbecilli per giustificare una connessione con il caso su cui la polizia era impegnata ad indagare. Avevo sentito un gran parlare bene dell'autrice, ma sono rimasto un po' deluso. Vedrò se qualche altro suo libro mi farà cambiare idea.

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    nanni

    05/12/2014 19.10.33

    Direi che il libro è interessante; ho letto molto critiche e posso convenire che i dialoghi familiari a volte sono un po' stucchevoli; insomma se si vuole un po' prolisso il libro può esserlo, certo l'accusa di essere scontato con finale già rivelato mi pare veramente gratuita, anzi la parte gialle la trovo buona. A me questa autrice personalmente piace assai; questo non è forse il libro migliore, ma è certamente un buon giallo.

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    elena

    29/07/2014 21.54.58

    Ho letto i precedenti, che mi son piaciuti. Ad un quarto di libro avevo già intuito il colpevole. Non so, forse mi sono abituata alla Läckberg, ma questo mi è piaciuto meno degli altri.

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    paola

    12/05/2014 10.57.48

    libro veramente coinvolgente, scritto benissimo, trama scorrevole, avvincente, imperdibile

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    Maurino

    09/05/2014 19.05.38

    Questo è il meno bello di tutti, molto ovvio e realmente difficile per quanto riguarda la storia del reality.

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    vale

    27/02/2014 09.46.35

    per me finora il migliore della lackberg. è vero che ogni tanto si dilunga in qualche descrizione un po' dettagliata forse non del tutto necessaria, ma non mi dispiace un po' di respiro, e trovo gradevole leggere di luoghi che a me personalmente affascinano molto.

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    rosanna robbiano

    31/12/2013 15.44.28

    E'vero, la Lackberg e'prolissa, spesso cade in quello che sembra un piacere personale di leggersi, e ci narra di frivolezze familiari varie, rotolini di ciccia di Erica, quadretti stucchevoli di economia domestica, eccetera. Ma, per me, sa scrivere e sa tenere inpiedi questa saga, che ormai e'diventata una sorta di unico romanzone a puntate: infatti, curiosamente, quando si dovrebbe mettere la parola "fine" a questa stotia, la buona Camilla attacca con il nuovo romanzo, praticamente invitando il lettore a leggere il seguito, ovvero "Il bambino segreto". Tornando alla storia in oggetto, il libro mi e'piaciuto, la trama e'interessante e la lettura scorre piacevole. Non vincera'mai il Nobel, ma la Lackberg regala molte ore di gradevole lettura, e non e'poco.

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    Donatella

    17/09/2013 08.39.11

    I libri della Lackberg mi sono piaciuti tutti tranne questo. Noioso, non vedevo l'ora di arrivare alla fine. Delusione!

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    Romolo Ricapito

    15/09/2013 02.15.03

    Questo giallo svedese di Camilla Lackberg, pubblicato nel 2006 ma arrivato recentemente in Italia sull'onda di altri più nuovi best seller di successo della scrittrice svedese, ha un difetto molto evidente: è piuttosto prolisso, direi anche noioso. I motivi: troppi personaggi, un mistero portato troppo per le lunghe, descrizioni banali di vita familiare e di indagini poliziesche caserecce. Addirittura, una volta risolto il mistero, l'autrice indulge ancora per diverse pagine con atmosfere risapute e il completamento dei destini di tutti i personaggi. Trattasi di serial killer che si ispira alla favola di Hansel e Gretel. Il modello di scrittura è americano: pagine che alternano le diverse tipologie di personaggi e capitoli non molto lunghi. Comunque poco avvincente. La trama si coniuga con un reality show -siamo in piena era espansione-reality- che ospita personaggi problematici, dalla giovane donna che si tagliuzza il braccio con coltelli , al classico balordo nullafacente etc...

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    Luca

    21/08/2013 23.15.38

    Storia da 260 pagine allungata a 460, e più che un giallo, è un romanzo con delitto. Lettura sconsigliata agli amanti del genere giallo/ noir

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    dublino80

    03/08/2013 11.32.01

    Rispetto agli altri un po' meno bello a mio avviso. Pero i libri della lackberg mi piacciono da morire, mi piace molto l'intreccio e tutti i personaggi hanno una loro consistenza, in assoluto io sono fan di meelberg è il mio mito ! lo consiglio anche se lo scalpellino e la principessa di ghiaccio mi sn piaciuti di piu.

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    CHIARA

    29/05/2013 10.00.26

    Non male, dai.... certo, non è Stieg Larsson, ma scorre e la trama prende. Bellino, ora leggo il seguito!

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    Adriana

    14/05/2013 09.28.55

    Avevo letto i precedenti e qualcosa ci avevo trovato, ma questo... Ci mancavano solo quelli dei 'reality' e la menata del matrimonio: veramente penoso... bye, bye Camilla!

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    AndreaSereSara

    30/04/2013 12.05.52

    A me il libro è piaciuto esattamente come i precedenti. Io trovo molto piacevole la lettura della Lackberg. Dispiace di vedere tanti commenti così negativi, ma non siamo tutti uguali e quindi ci sta di apprezzare in modo diverso gli autori. Io continuo a consigliare la lettura di questa autrice.

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    Elle

    12/04/2013 15.53.52

    C'è qualcosa che mi ha irritata profondamente in questo libro, ed è la tecnica usata dall'autrice per lasciare a modo suo col fiato sospeso. Solo che ne fa abuso, e lo fa male, per cui alla fine di ogni santo paragrafo lascia intendere chissà quale scoperta, che alla fine si rivela spesso deludente. Soprattutto, ripetendolo in continuazione, è un sotterfugio che stanca e, appunto, finisce con l'irritare. E poi c'è un'altra cosa che non amo di quest'autrice: possibile che descriva sempre un'umanità tanto meschina? I personaggi fanno sempre riflessioni grette e piatte, tutte sempre uguali fino a questo che è il quarto libro, tra tutti il più noioso. Si impiega una vita prima di entrare nel vivo della storia. La principessa di ghiaccio mi era piaciuto, e anche lo scalpellino. Il predicatore no, ma comunque era superiore a questo che sinceramente sconsiglio.

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    Giorgio

    27/03/2013 10.45.26

    Noiosissimo, ci sarebbe di peggio per definirli ma mi fermo qui. Devo precisare che mi piacciono (e molto) gli scrittori del Nord come Mankell, Nesser, Asa Larsson, Nesbo, Ekman, ecc. per cui ho letto tutto-Lackberg (trilogia e seguito) nella speranza di aver trovato un altro buon autore e invece... Non capisco il successo di pubblico: i dialoghi e le caratterizzazioni dei personaggi (Patrik ed Erica & C.) sono melensi e troppo lunghi (ho saltato tante pagine) per cui mi sono chiesto perchè i libri della Lackberg sono definiti "thriller". Non li consiglio a nessuno.

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    Massimo F.

    17/03/2013 09.33.19

    La storia non è male e, in fondo, ben congegnata con un filo conduttore sequenziale e intrigante. Forse l'autrice ci propone troppi personaggi di contorno con singole vicende che si intrecciano e che rendono un po' confuso il quadro, facendo perdere di vista lo sviluppo narrativo principale. Comunque più che leggibile.

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    Robin

    08/03/2013 13.01.56

    Il giallo ci tiene incollati mentre storie si intersecano e cominciano ad avere un senso quasi verso la fine del libro. Poi ci sono le storie familiari che continuano a narrarci il quotidiano dei nostri beniamini. Peccato che il finale era così inevitabile (non scontato o banale)che ha un po' smorzato l'effetto sorpresa.

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    alessia

    03/03/2013 10.12.00

    In tutta franchezza anch'io ho preferito i precedenti romanzi....l'ho trovato a tratti prolisso e noioso...!!!!

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