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Camilla Läckberg

Traduttore: L. Cangemi
Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Anno edizione: 2012
Pagine: 462 p. , Brossura
  • EAN: 9788831713559

Fjällbacka è una tranquilla cittadina svedese con un panorama da cartolina: le case colorate, il vento che soffia dal porto e i ghiacciai sullo sfondo contribuiscono a creare un paesaggio marittimo mozzafiato incorniciato dallo splendido monte Vettenberget. Qui la vita sembra scorrere tranquilla secondo i consueti ritmi cittadini, ma l’inverno appena trascorso ha lasciato la popolazione in un torpore troppo silenzioso da cui è necessario scuotersi.
Così, l’arrivo di una troupe televisiva in occasione di un reality ambientato nel paese di Tanumshede si rivela un’idea geniale per dare visibilità alla comunità e aumentare il flusso di turisti, oltre che un ottimo escamotage per distrarre l’attenzione pubblica da eventi apparentemente insignificanti.
Proprio negli stessi giorni nell’abitacolo di un’automobile è stato rinvenuto il corpo di Marit Kaspersen: il forte odore di alcool e una bottiglia di vodka vuota fanno pensare a un banale incidente per ubriachezza, ma le circostanze dell’accaduto restano ancora tutte da chiarire. Tuttavia, il vicecommissario Patrick Hedström cui sono state affidate le indagini, alle prese con l’imminente matrimonio con Erica e dal caos mediatico causato dalla presenza della troupe del reality, non sembra prestare troppa attenzione alla vicenda, fino a che la testimonianza della compagna della vittima risveglia in lui alcuni dubbi e lo induce a indagare più a fondo. Perché Marit era ubriaca se non aveva mai fatto uso di alcolici in vita sua? Chi la tormentava con lettere di insulti e minacce di morte? Che senso aveva la pagina di Hänsel e Gretel ritrovata accanto al suo corpo?
È così che, scavando nella storia della città, Patrick scopre che già in precedenza si erano verificati casi analoghi. La soluzione forse in un vecchio diario da cui emergono elementi importanti, piccoli indizi che si ripetono e fanno pensare a una serie di delitti collegati. Qual è però il fil rouge che lega gli eventi fra loro?
A rendere la vicenda ancor più intricata, un groviglio di storie apparentemente slegate fra loro: leggende popolari, scandali e oscuri segreti. Questa volta scoprire la chiave del mistero si rivela più difficile del previsto per il vicecommissario Hedström che si trova ad affrontare un caso molto complicato che affonda le radici nel passato misterioso e inquieto di quella che aveva tutta l’aria di una tranquilla cittadina svedese.
L’uccello del malaugurio è il quarto episodio della serie di Erica Falck e Patrick Hedström, un giallo avvincente che unisce le vicende personali del commissario alle indagini sull’omicidio di una donna, le avventure di un reality show alle questioni irrisolte della città di Fjällbacka.
L’algida atmosfera dei luoghi in cui è ambientato e la suspence altissima ne fanno un romanzo da brivido, che - grazie all’abilità scrittoria di Camilla Läckberg – lascia il lettore inquieto e col fiato sospeso fino alla fine.

Recensioni dei clienti

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    Luca

    02/03/2015 01.23.56

    Mah... La trama non è male, ma, a mio avviso, avrebbe potuto essere sviluppata meglio. Non mi sono piaciuti i molti dialoghi familiari, troppo banali. I troppi personaggi tirati in ballo, molti dei quali completamente avulsi dalle vicende del romanzo (come il capo della polizia). Il reality non aggiunge nulla, anzi, spezza il ritmo, rallenta la lettura con troppe pagine piene di forzature e stereotipi classici che si sarebbero potuti evitare. Non era necessario un tale chiassoso circo e un branco di imbecilli per giustificare una connessione con il caso su cui la polizia era impegnata ad indagare. Avevo sentito un gran parlare bene dell'autrice, ma sono rimasto un po' deluso. Vedrò se qualche altro suo libro mi farà cambiare idea.

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    nanni

    05/12/2014 19.10.33

    Direi che il libro è interessante; ho letto molto critiche e posso convenire che i dialoghi familiari a volte sono un po' stucchevoli; insomma se si vuole un po' prolisso il libro può esserlo, certo l'accusa di essere scontato con finale già rivelato mi pare veramente gratuita, anzi la parte gialle la trovo buona. A me questa autrice personalmente piace assai; questo non è forse il libro migliore, ma è certamente un buon giallo.

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    elena

    29/07/2014 21.54.58

    Ho letto i precedenti, che mi son piaciuti. Ad un quarto di libro avevo già intuito il colpevole. Non so, forse mi sono abituata alla Läckberg, ma questo mi è piaciuto meno degli altri.

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    paola

    12/05/2014 10.57.48

    libro veramente coinvolgente, scritto benissimo, trama scorrevole, avvincente, imperdibile

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    vale

    27/02/2014 09.46.35

    per me finora il migliore della lackberg. è vero che ogni tanto si dilunga in qualche descrizione un po' dettagliata forse non del tutto necessaria, ma non mi dispiace un po' di respiro, e trovo gradevole leggere di luoghi che a me personalmente affascinano molto.

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    rosanna robbiano

    31/12/2013 15.44.28

    E'vero, la Lackberg e'prolissa, spesso cade in quello che sembra un piacere personale di leggersi, e ci narra di frivolezze familiari varie, rotolini di ciccia di Erica, quadretti stucchevoli di economia domestica, eccetera. Ma, per me, sa scrivere e sa tenere inpiedi questa saga, che ormai e'diventata una sorta di unico romanzone a puntate: infatti, curiosamente, quando si dovrebbe mettere la parola "fine" a questa stotia, la buona Camilla attacca con il nuovo romanzo, praticamente invitando il lettore a leggere il seguito, ovvero "Il bambino segreto". Tornando alla storia in oggetto, il libro mi e'piaciuto, la trama e'interessante e la lettura scorre piacevole. Non vincera'mai il Nobel, ma la Lackberg regala molte ore di gradevole lettura, e non e'poco.

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    Donatella

    17/09/2013 08.39.11

    I libri della Lackberg mi sono piaciuti tutti tranne questo. Noioso, non vedevo l'ora di arrivare alla fine. Delusione!

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    Romolo Ricapito

    15/09/2013 02.15.03

    Questo giallo svedese di Camilla Lackberg, pubblicato nel 2006 ma arrivato recentemente in Italia sull'onda di altri più nuovi best seller di successo della scrittrice svedese, ha un difetto molto evidente: è piuttosto prolisso, direi anche noioso. I motivi: troppi personaggi, un mistero portato troppo per le lunghe, descrizioni banali di vita familiare e di indagini poliziesche caserecce. Addirittura, una volta risolto il mistero, l'autrice indulge ancora per diverse pagine con atmosfere risapute e il completamento dei destini di tutti i personaggi. Trattasi di serial killer che si ispira alla favola di Hansel e Gretel. Il modello di scrittura è americano: pagine che alternano le diverse tipologie di personaggi e capitoli non molto lunghi. Comunque poco avvincente. La trama si coniuga con un reality show -siamo in piena era espansione-reality- che ospita personaggi problematici, dalla giovane donna che si tagliuzza il braccio con coltelli , al classico balordo nullafacente etc...

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    Luca

    21/08/2013 23.15.38

    Storia da 260 pagine allungata a 460, e più che un giallo, è un romanzo con delitto. Lettura sconsigliata agli amanti del genere giallo/ noir

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    dublino80

    03/08/2013 11.32.01

    Rispetto agli altri un po' meno bello a mio avviso. Pero i libri della lackberg mi piacciono da morire, mi piace molto l'intreccio e tutti i personaggi hanno una loro consistenza, in assoluto io sono fan di meelberg è il mio mito ! lo consiglio anche se lo scalpellino e la principessa di ghiaccio mi sn piaciuti di piu.

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    CHIARA

    29/05/2013 10.00.26

    Non male, dai.... certo, non è Stieg Larsson, ma scorre e la trama prende. Bellino, ora leggo il seguito!

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    Adriana

    14/05/2013 09.28.55

    Avevo letto i precedenti e qualcosa ci avevo trovato, ma questo... Ci mancavano solo quelli dei 'reality' e la menata del matrimonio: veramente penoso... bye, bye Camilla!

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    AndreaSereSara

    30/04/2013 12.05.52

    A me il libro è piaciuto esattamente come i precedenti. Io trovo molto piacevole la lettura della Lackberg. Dispiace di vedere tanti commenti così negativi, ma non siamo tutti uguali e quindi ci sta di apprezzare in modo diverso gli autori. Io continuo a consigliare la lettura di questa autrice.

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    Elle

    12/04/2013 15.53.52

    C'è qualcosa che mi ha irritata profondamente in questo libro, ed è la tecnica usata dall'autrice per lasciare a modo suo col fiato sospeso. Solo che ne fa abuso, e lo fa male, per cui alla fine di ogni santo paragrafo lascia intendere chissà quale scoperta, che alla fine si rivela spesso deludente. Soprattutto, ripetendolo in continuazione, è un sotterfugio che stanca e, appunto, finisce con l'irritare. E poi c'è un'altra cosa che non amo di quest'autrice: possibile che descriva sempre un'umanità tanto meschina? I personaggi fanno sempre riflessioni grette e piatte, tutte sempre uguali fino a questo che è il quarto libro, tra tutti il più noioso. Si impiega una vita prima di entrare nel vivo della storia. La principessa di ghiaccio mi era piaciuto, e anche lo scalpellino. Il predicatore no, ma comunque era superiore a questo che sinceramente sconsiglio.

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    Giorgio

    27/03/2013 10.45.26

    Noiosissimo, ci sarebbe di peggio per definirli ma mi fermo qui. Devo precisare che mi piacciono (e molto) gli scrittori del Nord come Mankell, Nesser, Asa Larsson, Nesbo, Ekman, ecc. per cui ho letto tutto-Lackberg (trilogia e seguito) nella speranza di aver trovato un altro buon autore e invece... Non capisco il successo di pubblico: i dialoghi e le caratterizzazioni dei personaggi (Patrik ed Erica & C.) sono melensi e troppo lunghi (ho saltato tante pagine) per cui mi sono chiesto perchè i libri della Lackberg sono definiti "thriller". Non li consiglio a nessuno.

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    Massimo F.

    17/03/2013 09.33.19

    La storia non è male e, in fondo, ben congegnata con un filo conduttore sequenziale e intrigante. Forse l'autrice ci propone troppi personaggi di contorno con singole vicende che si intrecciano e che rendono un po' confuso il quadro, facendo perdere di vista lo sviluppo narrativo principale. Comunque più che leggibile.

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    Robin

    08/03/2013 13.01.56

    Il giallo ci tiene incollati mentre storie si intersecano e cominciano ad avere un senso quasi verso la fine del libro. Poi ci sono le storie familiari che continuano a narrarci il quotidiano dei nostri beniamini. Peccato che il finale era così inevitabile (non scontato o banale)che ha un po' smorzato l'effetto sorpresa.

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    alessia

    03/03/2013 10.12.00

    In tutta franchezza anch'io ho preferito i precedenti romanzi....l'ho trovato a tratti prolisso e noioso...!!!!

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    sylvia

    21/02/2013 18.59.35

    Questo libro mi ha lasciata perplessa. Ovvero, secondo me è inferiore agli altri scritti da questa brava autrice.La tendenza a non rivelare o a rivelare parzialmente,a rimandare, a lasciare in sospeso non la trovo azzeccata. Succede tutto,ma tu non sai cosa succede.Una tecnica molto usata ad esempio da Faletti,e a me non piace.Svelare i retroscena mantenedo alta la tensione è un'arte,non tutti ne sono capaci e così si rifugiano nel ti vedo non ti vedo.Un modo per perdere tempo? Forse.Spero che la Lackberg torni alle prime stesure,forti,pulite,intense.Lo consiglio con riserva.

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    Manuela

    28/01/2013 21.54.19

    Più va avanti questa serie, più la Lackerg migliora e mi stupisce. In questo romanzo, nonostante io avessi intuito la soluzione finale in anticipo rispetto alla rivelazione nel racconto, riesce a tenere alta la tensione di capitolo in capitolo, fino alla fine. Il modo di rivelare con parsimonia, come in una partita di poker, gli assi nella manica e le intuizioni di Patrik, sono ormai un tratto peculiare e caratteristico del suo stile, che rendono la narrazione coinvolgente e mai banale. E' bello vedere finalmente Erica risorgere, Maja crescere, il matrimonio avverarsi. Anche i numerosi personaggi secondari hanno tutti un loro perchè e una caratterizzazione accurata; ne sono una prova i personaggi del reality, che inizialmente sembrano solo marionette del sistema, ma poi prendono forma e si rivelano tutti interessanti. La parte gialla è davvero bene fatta, e come per gli altri romanzi, seppur a tratti complessa nel suo svolgersi, tutto alla fine torna, come in un perfetto puzzle.

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