L' ultima ragazza. Storia della mia prigionia e della mia battaglia contro l'Isis

Nadia Murad,Jenna Krajeski

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Traduttore: Manuela Faimali
Editore: Mondadori
Collana: Soggettive
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 7 novembre 2017
Pagine: X-348 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788804681793

28° nella classifica Bestseller di IBS Libri Società, politica e comunicazione - Politica e governo - Attivismo politico - Terrorismo, lotta armata

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Oggi Nadia è una donna libera, che ha scelto con coraggio di denunciare al mondo intero il genocidio subito dal suo popolo. Nadia Murad ha vinto il Premio Nobel per la Pace 2018.

"Da quando la conosco, Nadia non ha soltanto trovato la sua voce, è diventata la voce di tutti gli yazidi rimasti vittime di questo genocidio, di tutte le donne abusate, di tutti i rifugiati abbandonati a se stessi. Chi era convinto di ridurla al silenzio con la crudeltà si sbagliava. Nadia Murad ha mantenuto intatto il suo spirito, e non si lascerà zittire. Al contrario, da questo libro la sua voce emerge più forte che mai"

Nell'agosto 2014 la tranquilla esistenza di Nadia Murad, ventunenne yazida del Sinjar, nell'Iraq settentrionale, viene improvvisamente sconvolta: con la ferocia che li contraddistingue, i militanti dello Stato Islamico irrompono nel suo villaggio, incendiano le case, radunano i maschi adulti uccidendone 600 a colpi di kalashnikov e rapiscono le donne, caricandole su autobus dai vetri oscurati. Per Nadia e centinaia di ragazze come lei, giovanissime e vergini, inizia un vero calvario. Separate dalle madri e dalle sorelle sposate, scontando l'unica colpa di appartenere a una minoranza che non professa la religione islamica, vengono private di ogni dignità di esseri umani: per i terroristi dell'ISIS saranno soltanto sabaya, schiave, merce da vendere o scambiare per soddisfare le voglie dei loro padroni. L'abisso della prigionia, gli stupri selvaggi, le torture fisiche e psicologiche, le continue umiliazioni, insieme al dolore per la perdita di quasi tutti i parenti, vengono raccontati da Nadia - miracolosamente sfuggita agli artigli dei suoi aguzzini - con parole semplici e dirette, e proprio per questo di straordinaria efficacia. Le tremende sevizie le hanno lasciato cicatrici indelebili sul corpo e nell'anima, ma anziché ridurla al silenzio, cancellandone l'identità, l'hanno spinta a farsi portavoce della sua gente e di tutte le vittime dell'odio bestiale dell'ISIS. Oggi Nadia è una donna libera, che ha scelto con coraggio di denunciare al mondo intero il genocidio subito dal suo popolo, non per invocare vendetta, bensì per chiedere giustizia, affinché i colpevoli compaiano di fronte alla Corte penale internazionale dell'Aia e vengano giudicati e condannati per i loro orrendi crimini contro l'umanità. Ma il suo messaggio è soprattutto un pressante invito a non lasciarsi sopraffare dalla violenza e a conservare intatta, sempre e comunque, la fierezza delle proprie radici, e una struggente lettera d'amore a una comunità e a una famiglia distrutte da una guerra tanto assurda quanto spietata.
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    monica

    15/04/2019 10:32:12

    Un racconto dettagliato sui crimini perpetrati ai danni di questo popolo che inquieta scuote le coscienze. Un racconto dettagliato anche sulle usanze e tradizioni di questo popolo, dettagli che non avevo trovato in altri libri. Da non perdere.

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    Daniela

    11/03/2019 13:29:33

    Il racconto di una realtà molto triste e dignitosa. Scritto in modo semplice non per fare colpo, ma per portare alla luce una realtà tanto vicina a noi, ma tanto distante dai nostri pensieri. Una storia che tocca il cuore!

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    Livia

    10/02/2019 06:41:24

    Dignità, Forza e Coraggio dominano i racconti della tragedia che ha investito questo popolo “colpevole” di essere povero, in minoranza etnica e con una propria religione. La brutale ferocia adoperata su uomini, donne e bambini, lacera l’anima dei sopravvissuti e del lettore. Un libro che, con garbo ed eleganza, induce una riflessione silenziosa e profonda sui valori da riscoprire e proteggere.

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    n.d.

    27/12/2018 10:02:01

    Mi è sembrata una relazione obiettiva, nonostante tutto, pacata ed onesta intellettualmente

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    Elena

    29/10/2018 10:22:41

    Vero, toccante, da brivido. Un genocidio raccontato da chi l'ha vissuto, con la descrizione del prima, del durante e del dopo: senza questa contestualizzazione, non è possibile comprenderlo davvero. Forse perchè si tratta di un popolo geograficamente, culturalmente, socialmente lontano, diverso da noi. Questo libro rende invece la vicenda orribilmente, crudelmente vicina.

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