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Descrizione

Muccino sa far recitare gli attori rappresentando l'Italia di oggi con onestà

Carlo (Accorsi) sta per sposare Giulia (Mezzogiorno), che è incinta. C'è la madre di Giulia (Sandrelli) ossessionata dall'età, c'è Marco (Favino) anche lui sul punto di sposarsi per interesse, c'è Adriano (Pasotti) che odia la moglie. I sentimenti si palesano, poi salgono di tono e tutti alla fine stanno peggio. Carlo, che vede il matrimonio come un cambiamento finale, dopo il quale non si potrà che essere seri e tristi, si concede un'ultima fuga "cedendo" alle grazia di un'avvenente liceale (Stella).
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Dettagli

2000
DVD
8057092021019

Informazioni aggiuntive

Fandango, 2018
Mustang
115 min
Italiano (5.1 Dolby Digital)
Italiano per non udenti; Inglese
1,85:1 Wide Screen
PAL Area2

Valutazioni e recensioni

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Serena
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Film coinvolgente che narra la storia di una coppia di trentenni che hanno paura di affrontare le responsabilità e ne fuggono. Tematica attuale e ben trattata da Muccino come regista ed un bravo Stefano Accorsi come protagonista.

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martina
Recensioni: 4/5

Bellissimo film che affronta come tematica principale : il tradimento. Crisi esistenziali accompagnano tutto il film. Il trentenne Carlo, fidanzato di Giulia che è in dolce attesa, si lascia coinvolgere in una storia d'amore con una diciottene. I suoi tre migliori amici rincorrono amori passati e perduti. Alla fine nonostante tutto, dopo vari compromessi, la ragione trionfa.

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sumi
Recensioni: 4/5

Film molto bello, che ha segnato l’esordio di carriera di Muccino in pompa magna. La storia di per sé è quasi banale: le ansie che assalgono un giovane alla vigilia delle nozze e la voglia di un’ultima evasione che confermi che la vita non è finita, quasi che il matrimonio fosse davvero, come si dice, la tomba dell’amore. Eppure, l’intensa interpretazione di Stefano Accorsi riesce a rendere questa storia, forse la più antica del mondo, fresca e godibile quasi come fosse un’invenzione particolarmente innovativa. Del resto, la commedia italiana è proprio questo: nobilitare le più comuni delle emozioni, il vissuto in cui possiamo riconoscerci tutti.

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Muccino sa far recitare gli attori rappresentando l'Italia di oggi con onestà

Trama

Carlo (Accorsi) sta per sposare Giulia (Mezzogiorno), che è incinta. C'è la madre di Giulia (Sandrelli) ossessionata dall'età, c'è Marco (Favino) anche lui sul punto di sposarsi per interesse, c'è Adriano (Pasotti) che odia la moglie. I sentimenti si palesano, poi salgono di tono e tutti alla fine stanno peggio. Carlo, che vede il matrimonio come un cambiamento finale, dopo il quale non si potrà che essere seri e tristi, si concede un'ultima fuga "cedendo" alle grazia di un'avvenente liceale (Stella).

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Muccino sa far recitare gli attori rappresentando l'Italia di oggi con onestà

Trama
Carlo sta per sposare Giulia, che è incinta. C'è la madre di Giulia ossessionata dall'età, c'è Marco anche lui sul punto di sposarsi per interesse, c'è Adriano che odia la moglie. I sentimenti si palesano, poi salgono di tono e tutti alla fine stanno peggio. Carlo, che vede il matrimonio come un cambiamento finale, dopo il quale non si potrà che essere seri e tristi, si concede un'ultima fuga "cedendo" alle grazia di un'avvenente liceale. Un ultimo, gradevole viatico. Pur inserito nella "piccola cornice creativa" del cinema italiano, questo lavoro riconosce onestamente i propri limiti istituzionali, ma con un valore aggiunto: Muccino sa far recitare gli attori. Non c'è la sgradevole sensazione dell'innaturale o ipernaturale delle soap italiane. Qui ci sono ragazzi e adulti ben rappresentati. E non è poco. Per il resto registriamo l'evoluzione e la maggior consapevolezza dei contenuti (rispetto al precedente Come te nessuno mai) da parte del giovane Muccino.

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Conosci l'autore

Stefano Accorsi

1971, Bologna

"Attore italiano. Fra i più dotati della generazione affermatasi negli anni ’90, esordisce con P. Avati nel 1991 in Fratelli e sorelle, ma acquista popolarità soprattutto grazie a Jack Frusciante è uscito dal gruppo (1996) di E. Negroni e alla campagna pubblicitaria di una nota marca produttrice di gelati. Sul set di questi spot incontra D. Luchetti che ne fa il protagonista della sua intensa rievocazione della lotta partigiana I piccoli maestri (1998), tratto dall’omonimo romanzo di L. Meneghello. La consacrazione arriva lo stesso anno con la sorprendente opera prima di L. Ligabue Radiofreccia, per la cui interpretazione riceve il primo David di Donatello come miglior attore protagonista, aggiudicandosene poi un altro con L’ultimo bacio (2001) di G. Muccino, dove interpreta con persuasiva...

Giovanna Mezzogiorno

1974, Roma

Attrice italiana. Figlia di Vittorio M., dotata di bellezza magnetica e grande talento interpretativo, si forma alla scuola di P. Brook ed esordisce nel 1997 con Il viaggio della sposa di S. Rubini. Nel 1998 offre una straordinaria prova attoriale in Del perduto amore di M. Placido, in cui interpreta una maestra progressista che si scontra con la provincia meridionale negli anni ’50. Alterna commedie e film drammatici e si consacra definitivamente con Tutta la conoscenza del mondo (2001) di E. Puglielli, ma soprattutto con il successo del suo personaggio in L’ultimo bacio (2001) di G. Muccino. Nel 2002 F.?Ozpetek le affida l’intensa parte di una giovane moglie in crisi che si innamora del dirimpettaio in La finestra di fronte Nel 2003, dopo il ruolo di una giornalista rai trudicata dalle truppe...

Stefania Sandrelli

1946, Viareggio, Lucca

"Attrice italiana. La sua bellezza acerba e provocante, notata a un concorso di miss che vince a soli quindici anni, le fa ottenere un piccolo ruolo in Il federale (1961) di L. Salce. Ma il suo pigmalione al cinema è P. Germi che, prima con la seduttrice fintamente ingenua di Divorzio all'italiana (1961), poi con la giovinetta costretta alle nozze riparatrici da un padre-padrone nella Sicilia arcaica e spietata di Sedotta e abbandonata (1964), ne sfrutta appieno la spontaneità perturbante, adattissima anche alla ragazza senza qualità alla vana ricerca del successo in Io la conoscevo bene (1965) di A. Pietrangeli. Con i lineamenti moderni eppure tradizionali, la languida fisicità esibita a mo' di ironico sfottò, il broncio infantile pronto a cedere il passo a un sorriso disarmante, S. sa farsi...

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