L' ultimo cranio del marchese di Sade

Jacques Chessex

Traduttore: M. Ferrara
Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 8 marzo 2012
Pagine: 109 p., Brossura
  • EAN: 9788864112091
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Descrizione

Primavera 1814, rinchiuso nel manicomio di Charenton, il marchese di Sade sta lentamente morendo. Malgrado l'età veneranda e la malattia che lo assilla, l'uomo non ha tuttavia rinunciato a nessuna delle pratiche scellerate e provocatorie che hanno alimentato la sua vita, al punto da terrorizzare il personale che si occupa di lui. Ogni giorno, dalla sua stanza, arrivano sospiri e lamenti e Madaleine Leclere, una ragazza di appena sedici anni, va puntualmente a fargli visita. È con lei che l'anziano marchese s'intrattiene in perversi esperimenti sessuali senza cedere alla fatica degli anni e ai tormenti della malattia. Partendo dall'ultimo anno di reclusione e seguendo il tortuoso destino del cranio del marchese di Sade, reliquia idolatrata e temuta nei secoli a venire, come tutte le reliquie degli uomini la cui esistenza è diventata mito, Jacques Chessex dà vita al ritratto vivido e provocatorio di un uomo le cui gesta rimangono a oggi emblematiche di un'esistenza blasfema e d'inesauribile fascino. "L'ultimo cranio del marchese di Sade" è un romanzo crepuscolare e testamentario che eleva il suo protagonista a una rappresentazione piena. Pubblicato a due mesi dalla scomparsa del suo autore, quest'ultimo romanzo di Chessex è stato censurato in Svizzera e accusato di pornografia.

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    Adriana Rosas

    13/08/2016 20:18:17

    Strano, stranissimo romanzo, scritto con il solito stile asciutto e potente che caratterizza Chessex. E' dedicato al marchese de Sade, fedele alle sue perversioni anche negli ultimi mesi della sua vita, al fascino (perverso) che il marchese de Sade ha esercitato su chi gli stava intorno, al culto della sua reliquia (il cranio) che ha ossessionato la vita di alcune persone (Chessex compreso) e provocato più di un delitto. Ma sembra anche una riflessione sulla vita e sulla morte: incompleta, però, appena accennata, troppo scarna. Le descrizioni delle pratiche perverse - fin troppo dettagliate - sono certo molto grevi, ma non mi pare giustifichino la censura cui il romanzo è stato sottoposto: mi è capitato di leggerne di più scandalose! Sono la struttura del romanzo e il suo finale tronco che mi lasciano perplessa.

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Strano libro, questo vertiginoso romanzo testamentario, inquietante e orrido, di un autore che pure in precedenza non aveva risparmiato inquietudine e orrore (basti citare Il vampiro di Ropraz, in Italia per Fazi, 2009); e il senso di spiazzamento all'uscita, a due mesi dalla scomparsa di Chessex, è risultato tale da suggerire alla sua patria Svizzera di censurarlo come pornografico. Va detto che se il Divin Marchese è ormai sortito dagli inferni delle biblioteche e si trastulla in (diffusissime) edizioni economiche, la sua immagine corrente resta come inodore, presentabile e birichina nell'ammiccare al sadomaso più modaiolo; mentre Chessex, forte dei documenti sul Sade storico e in particolare sull'ultima stagione a Charenton, non teme d'indugiare su quel corpo violato dal piacere e dallo sfascio, tenuto insieme da una ringhiante volontà e da misteriose fiamme interiori, e sul rapporto tra compulsività e libertà delle sue pratiche. Ma ciò che, a un livello più sottile, colpisce del romanzo è piuttosto il rapporto tra l'antireliquia del cranio di Sade, depositario di quella volontà furibonda e icona di una sopravvivenza post mortem tutta terrena, e il memoriale dell'autore stesso scomparso poco dopo, e che con un simile testamento si congedava. Il cranio e il manoscritto, insomma, avvicinati dallo stesso rapporto di riproducibilità (le copie del cranio saettanti i medesimi effetti calamitosi dell'originale, le copie del libro che riportano l'impasto torbido di sogni dell'autore): a echeggiare insieme il rapporto di Sade con la scrittura, quello tra realtà e finzione (le malefatte vere o presunte dei crani del marchese, che traghettano dalla ricostruzione storica all'apologo fantastico) e la visione disincantata e curiosa di un restare sulla terra oltre il limite della morte, sopravvivendo in pulsioni e parole altrui. Queste e quelle egualmente conturbanti. Franco Pezzini