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L' ultimo teorema di Fermat - Simon Singh - copertina

L' ultimo teorema di Fermat

Simon Singh

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Collana: La Scala. Saggi
Edizione: 3
Anno edizione: 1999
Formato: Tascabile
Pagine: 360 p.
  • EAN: 9788817112918
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"Dispongo di una meravigliosa dimostrazione di questo teorema, che non può essere contenuta nel margine stretto della pagina." Così scriveva a metà del Seicento il genio della matematica Pierre de Fermat. Ma quella dimostrazione non fu mai trovata. Un thriller matematico, un romanzo d'avventure intellettuali, che dopo oltre tre secoli e mezzo ha trovato una soluzione.
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    Carlo Enea Pezzoli

    27/06/2014 20:14:02

    Si fa tanto chiasso per Andrew Wiles, che ha confermato L'ultimo Teorema (o congettura?) di Fermat, con ben 200 pagine di formule incomprensibili ai più. Forse Fermat era in possesso realmente di una dimostrazione assai più semplice. Io ne ho formulata una basata su un ragionamento logico, che ho la presunzione che sia inconfutabile. Eccolo: Se si sommano due numeri qualsiasi, si dà inizio ad una sequenza di Fibonacci, nella quale ogni numero rappresenta la somma dei due numeri che lo precedono. IL rapporto di ciascun numero con quello che lo precede è sempre un rapporto aureo che non è mai uguale a se stesso, perché produce decimali all'infinito. Quella che rimane costante per ogni sequenza è la differenza fra il quadrato di un numero ed il prodotto dei due numeri contigui, che corrisponde sempre ad un quadrato o ad un multiplo di quadrato. Per quanto riguarda le terne pitagoriche, è ovvio che se moltiplico i numeri di una terna per numeri diversi, l'equazione non è più valida. Ora, posto che tutte le terne con esponente maggiore di 2 prendono origine dai loro quadrati iniziali, tutte le equazioni che ne derivano saranno errate. C elevato a 2 n, sarà sempre maggiore di A B elevati a 2 n, perché il valore fattoriale degli esponenti aumenta in modo sproporzionato rispetto al valore addizionale dei quadrati. L'ipotesi che la somma più piccola ottenuta possa corrispondere ad una radice C più piccola non regge, perché non sarebbe più valida l'equazione iniziale dalla quale hanno preso origine le potenze successive. C al quadrato non sarebbe più uguale alla somma di A al quadrato più B al quadrato. Bisognerebbe ridimensionare anche A e B, ma se poi si elevano ad una potenza maggiore di 2, la loro somma sarebbe di nuovo inferiore a C elevato alla stessa potenza. All'infinito! Le radici non formano una sequenza di Fibonacci, perché il terzo numero non corrisponde mai alla somma dei due numeri che lo precedono.

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    giorgio79

    01/10/2010 22:54:33

    Wiles è sicuramente un grande genio, ma credo che l'intuizione più acuta che ha portato alla dimostrazione del teorema di Fermat e senza la quale Wiles non sarebbe riuscito nella sua epica impresa, sia quella di Frey, il quale ha incredibilmente trovato una netta ed inattesa correlazione tra le congetture di Fermat e Taniyama-Shimura. Nel libro non si parla abbastanza di Wiles, il quale, non vien detto, ha trascorso alcuni anni della sua vita in carcere, luogo in cui è riuscito a produrre forse la migliore matematica della sua carriera avvicinandosi più di ogni altro alla dimostrazione della irrisolta Ipotesi di Riemann. Per quanto il libro sia rivolto a chiunque, le spiegazioni matematiche sono troppo semplici; forse qualche concetto in più avrebbe reso il lettore un po' più partecipe del percorso matematico narrato. Ho nettamente preferito (e consiglio) "L'enigma dei numeri primi" di Marcus Du Sautoy", in cui forse Wiles è paradossalmente più trattato che qui ed in cui viene spiegato in modo chiaro ed avvincente il nesso matematico tra decifrazione di codici numerici in internet e numeri primi. L'Ultimo Teorema di Fermat è comunque un libro gradevole.

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    Anna

    14/05/2010 09:59:29

    Sono rimasta affascinata da questo libro che mi ha rapito dalla prima all'ultima pagina. Sono un'appassionata del mondo matematico, perciò è stato emozionante leggere le vicende di tanti geni e, soprattutto, il percorso umano che ha condotto il protagonista alla soluzione finale. L'autore ha in un certo qual senso dato un volto umano ad una scienza tanto perfetta da riempire di stupore le menti stesse che la producono. Forse più apprezzabile per i lettori che hanno una base di liceo scientifico; comunque consigliato a tutti i "curiosi". Indimenticabile.

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    Damiano

    17/03/2010 22:32:58

    Geniale! Provare per credere.

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    Kat70

    08/03/2010 10:45:34

    Un piccolo capolavoro. E' un libro che riesce ad interessare l'esperto dandogli qualche elemento in piu su sui riflettere e il profano stimolando la sua curiosità, abbattendo quelle barriere che da sempre descrivono la matematica come qualcosa di inaccessibile o noiosa. Sono un'appassionata di matematica e apprezzo coloro che la amano al punto da descriverla con questa freschezza e precisione storica. Consiglio questo libro a tutti.

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    Gianni F

    30/01/2010 00:03:45

    Era possibile scrivere un romanzo/saggio sulla matematica, rendendo interessante la matematica ma senza scrivere superficialità o banalità? Ovviamente no, ecco perché il libro di Singh è una eccezione che semmai conferma la regola. Singh ha scritto altri libri interessanti tra cui Codici e segreti, e scrive bene, facendomi appassionare all'argomento. E' un autore intelligente che rende intelligente anche il suo lettore, e avrebbe molto da insegnare ai divulgatori nostrani che ormai scrivono stupidaggini. Da leggere assolutamente, premettento che è meglio avere una conoscenza almeno di livello liceale (scientifico) per la matematica per apprezzarne appieno tutte le pagine, ma che può essere letto anche a livello più basso.

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    puffowar

    11/04/2009 11:53:21

    è davvero un bel libro, una specie di romanzo sulla matematica davvero ben fatto , forse x ki come me conosceva già la fine è un pò scontato XD ma comunque entusiasmante!l'unica pecca? il motivo xkè nn è un 5 pieno?...diteglii a simon sigh ke pitagoraa nn si è sposatoo con la figlia di milonee! :P

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    salvatore

    22/02/2008 14:09:13

    ....eccitante......

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    ciro

    03/01/2008 12:05:14

    Bellissimo libro, interessante, mai noioso.

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    Giuseppe Vico

    04/10/2007 10:31:24

    Credo che si potrebbero utilizzare tutti gli aggettivi positivi per questo libro, non solo perchè ti prende dalla prima all'ultima pagina, ed essendo matematica un libro così meriterebbe n pagine con n che tende all'infinito, ma perchè è la storia di uno, due, tanti geni ripercorsa attraverso l'algebra, la geometria e tutto ciò che circonda questo fantastico mondo (forse per il fascino non meno inferiore alla fisica). Sì forse la parola giusta è eccezionale, e se permettete anche emozionante e commovente, almeno per me, soprattutto nella parte conclusiva che porta al "penso di fermarmi qui". Fantastico! Profondo anche il ricordo per Taniyama.

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    flora

    17/07/2007 16:26:43

    è molto interessante. una piacevole lettura, stimola enormemente. non annoia.

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    Giampiero Castriciano

    29/04/2007 21:35:00

    Pur essendo un libro destinato ad un vasto pubblico, non manca di rigore scientifico e chiarezza. Il racconto è scorrevole ed avvincente. Dovrebbe essere consigliato nelle scuole.

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    Francesco

    09/01/2007 18:22:57

    È un libro meraviglioso. Singh riesce a raccontare la matematica con occhi pieni di meraviglia riuscendo a trasmettere al lettore un profondo senso del mistero e dell’avventura. Tra duelli a fil di lama, struggenti storie d’amore e la vita oscura di geni assoluti (e dissoluti), Singh racconta la storia del trionfo dell’intelletto e dell’animo umano. Emerge con chiarezza dalle pagine del libro (ed è questa la grandezza dell’autore) che l’uomo, come un dio, anela, più di ogni altra cosa, alla perfezione e alla bellezza; nella ricerca matematica pura trova appagamento senza null’altro chiedere se non uno spiraglio di consapevolezza. Questo libro non parla tanto della matematica, ma è un messaggio di speranza lanciato attraverso il racconto di uomini disposti a sacrificare tutto, se stessi compresi, solo per lasciare il testimone un po’ più in là.

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    sandro landonio

    12/12/2006 20:20:20

    Molto stimolante. Non tanto per la trama ben costruita della risoluzione del teorema quanto per l’idea di base: il fatto di potersi astrarre dal mondo sperimentabile tramite la semplice ricerca di legami fra i numeri (teoria dei numeri) é intellettualmente pieno di speranze e contemporaneamente spaventa. Pieno di speranze perché quando i numeri sono una passione, il loro valore assoluto esterno alla realtà sensibile ci permette di fare scoperte assolute, senza possibili revisioni legate alle prove sperimentali e senza essere legati alle nostre condizioni (menomazioni) fisiche. Spaventa per il timore di astrazioni tali da poterci staccare completamente dal mondo reale cadendo nella malattia mentale o nel suicidio. L’avventura di costruire la risoluzione del teorema di Fermat é stata fatta da uomini genialmente dotati, ma un certo numero é morto suicida. Rassicurante in questo il fatto che il risolutore dell’enigma abbia una famiglia normale e che Paul Wolfskehl sia stato salvato dalla sua passione per la teoria dei numeri, da brividi per lucidità di esposizione quanto scritto da Yutaka Taniyama prima di suicidarsi. La parte finale del libro é la più difficoltosa per un non addetto, ma, credo, non potesse essere diversamente. L’impegno dell’ autore mi é sembrato costante, é però veramente difficile scrivere una vicenda quando si é così vicini nel tempo al fatto stesso e quando l’oggetto descritto é così tecnicamente complesso.

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    Manuele

    28/08/2006 23:59:46

    Veramente un buon libro per chi ama saggistica di qualità. Stile scorrevole. Talvolta un po' ripetitivo, avrei preferito una dissertazione più accurata degli argomenti matematici accennati, ma tutto sommato è un'ottima lettura per nulla pesante. Rimarchevole la trattazione storica della teoria dei numeri, che ricrea l'entusiasmo della scoperta. In chiusura l'ho trovato leggermente sbrigativo, tuttavia l'esame delle tecniche impiegate avrebbe richiesto menti preparate ad hoc, di qualità anche la bibliografia, lascia spazio ad ulteriori approfondimenti. Consigliato a chi ricerca nel piacere della lettura anche il piacere dell'apprendimento

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    Gaimpietro Berti

    26/11/2005 10:01:58

    Letto anni fa, riletto di recente. Solo pochi testi espongono la matematica in chiave storico - geografica. Pur essendo quello di Singh un percorso guidato da un teorema, egli ci propone un concreto esempio di letteratura matematica. Una visione “umanista” delle migliori menti della nostra storia, spesso dimenticate.

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    Enrico

    16/01/2005 18:38:11

    Riassumere la storia della mamtematica da Fermat ad oggi e' un impresa notevole. In questo libro tutto questo viene fatto con sapienza e precisione rendendo affascinanti i temi piu' complessi ed intricati della matematica. Le dimostrazioni alla fine sono un ottimo corollario in grado spiegare in che modo la matematica possa spiegare problemi complessi in modo semplice ed inequivocabile. Un ottimo libro per tutti gli appassionati della matematica e della sua storia e per tutti coloro che sono interessati a scoprire le vite dei piu' grandi personaggi che hanno contribuito a rendere la matematica una delle materia piu' affascinanti dal XVII secolo fino ai giorni nostri.

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    Emanuele

    19/12/2004 15:22:07

    La storia della matematica, la vita dei matematici e anche qualche nozione di calcolo tutto in maniera piuttosto brillante. S'impara tre volte.

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    La Libreria del Viaggiatore

    10/07/2003 20:52:33

    Bellissimo libro. Rende affascinante e misteriosa la matematica, attraverso un intrigo nel tempo, degno dei migliori gialli storici.

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    LUIGI RAIMONDO

    30/07/2002 19:43:18

    E' un libro che dovrebbero leggere tutti gli studenti delle scuole medie superiori, fa capire l'importanza della matematica, e la isola dai formali tecnicismi e da quell'alone di odio ed antipatia che la scuola di oggi fa assumere ad essa, e gli confutano tutta la sua bellezza, d'altro canto la matematica è poesia!!! comunque l'ultima parte di questo libro l'ho trovata alquanto pesante. ex studente dell'ITIS Pozzuoli 01/02

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"Dispongo di una meravigliosa dimostrazione di questo teorema, che non può essere contenuta nel margine troppo stretto di una pagina." Così scriveva a metà del Seicento il genio della matematica Pierre de Fermat a proposito di quello che da allora sarebbe stato conosciuto appunto come l'Ultimo Teorema di Fermat. La dimostrazione che non stava nel margine troppo stretto non fu mai trovata, e quella frase divenne il guanto di sfida raccolto da generazioni di matematici, che si sforzarono invano di dimostrare quel teorema così semplice, così elegante, così impenetrabile.La storia dell'Ultimo Teorema di Fermat è un thriller matematico, o un romanzo di avventure intellettuali, che dopo oltre tre secoli e mezzo ha oggi trovato una soluzione: l'abilissimo detective è il matematico inglese Andrew Wiles, della Princeton University, che all'età di dieci anni sognava di essere il solutore dell'enigma.

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