Editore: Elliot
Formato: EPUB
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Dimensioni: 954,38 KB
  • Pagine della versione a stampa: 95 p.
    • EAN: 9788869933370
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    Descrizione
    Una donna acculturata, borghese, moglie, madre, lavoratrice, impegnata politicamente, una donna che si barcamena nei ruggenti anni Settanta. Una donna media, si potrebbe dire, che passa il tempo tra la scuola dei ragazzi, le cene con gli amici e il rapporto complesso col marito, e ce ne racconta tutti i retroscena. Pensieri di disgregazione dell’io di quegli anni in cui le donne dimettevano abiti e abitudini, e si trovavano fatte a pezzi nella loro interiorita, tanto da perdere di vista se stesse e l’amore per i figli. Donne non piu con la maiuscola, come le loro madri, ma esseri parziali, “quarti” di donne. La prematura scomparsa dell’autrice, un anno dopo la pubblicazione del romanzo nel 1974, ha impedito il dispiegarsi di quella che in molti considerarono una grande nuova voce della nostra letteratura, ma la presenza di argomenti difficili come la malattia e l’aborto, e la sua scrittura poetica rendono ancora oggi questo libro un’opera moderna e travolgente.

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      alida airaghi

      11/03/2017 14:11:59

      I quattordici capitoli in cui si divide la narrazione sono scritti con uno stile quasi giornalistico (l’autrice era redattrice de L’Unità), preciso, incalzante, sorretto da un’evidente intenzione esplicativa e definitoria, tesa a dire tutto senza velleità di strategia letteraria, pur nell’accuratezza elegante del periodare. I temi sono quelli dello scavo interiore e dell’esame di coscienza politico: era, negli anni 70, il periodo dell’interesse diffuso per la psicanalisi, della nascente consapevolezza femminista, delle lotte popolari per i diritti civili, ma anche delle prese di posizione schierate, doverosamente condivise con la collettività. Come racchiusi in una coerente cornice, i capitoli vengono titolati con un unico termine, a partire dal primo ("Risveglio”), che narra del faticoso inizio di giornata nell’appartamento in disordine, con i due bambini lamentosi e la colazione da preparare. Per concludersi con l’ultimo brano (“Separati”), che sancisce il divorzio dal marito, la fine di un’abitudine amata ma ormai logora e disseccata. In mezzo c’è l’esistenza comune a molte altre coppie dell’Italia borghese, colta, di sinistra, efficiente e scontenta di sé. C’è una relazione extra-coniugale di lui e l’avventura di una notte di lei con un vecchio compagno di studi, le serate nei salotti intellettuali romani, i film e i libri, le discussioni politiche e i pettegolezzi dalla parrucchiera, la sessualità matrimoniale di routine, un aborto clandestino poco sofferto e partecipato da entrambi, le bollette scadute e la domestica assillante. C’è soprattutto il confronto continuo e appesantito dai sensi di colpa con le proprie utopie giovanili, il desiderio frustrato di un’intensità di rapporto matrimoniale che si manifesta invece annacquato e abitudinario, l’interrogarsi reciproco sul ruolo genitoriale. E la stanchezza della protagonista, sempre in attesa di conferme, di approvazione, di solidarietà.

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