L' uomo che fece ritorno

Natsuki Ikezawa

Traduttore: A. Pastore
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2003
In commercio dal: 25 marzo 2003
Pagine: 227 p.
  • EAN: 9788806144371
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Descrizione
Un giovane si guadagna da vivere con lavori saltuari, un collega chiede di aiutarlo a realizzare un progetto. Esperto in speculazioni borsistiche e ricercato dalla polizia il ragazzo riesce a realizzare forti guadagni in borsa in modo da restituire la somma trafugata anni prima al datore di lavoro. Una ragazza alleva un dinosauro quasi fosse un cane. Il padre incontra un russo che gli racconta come da bambino, quando stava per perdersi nella nebbia, sia stato salvato da un cane comparso all'improvviso. Due uomini, unici sopravvissuti di una spedizione archeologica, scoprono i resti di quella che sembra un'antica cittadella. Il volume raccoglie quattro racconti dalla scrittura precisa come un bisturi.

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Recensioni dei clienti

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    luca

    15/11/2004 14:52:58

    Una vera delusione. L'ho comprato dopo averne letto la recenzione qui su IBS, ma devo dire che quel che mi affascinava di più nel libro (il rapporto tra fisica e metafisica) è stato reso in modo del tutto inadeguato. Natsuki è troppo esplicito nel mettere allo scoperto l'essenza del suo narrare, non può dire troppo al lettore, deve alludere, dissimulare, pena la perdita di lirismo (e non intendo il lirismo della poesia, ma il lirismo proprio di ogni opera di letteratura). Non mi son piaciuti neanche dialoghi e descrizioni, troppo scolastici e semplicistici. 12 Euro buttati.

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    armando polli

    28/07/2003 17:58:53

    Ikezawa è laureato in Fisica, e questo spiega in parte il fascino della sua prosa, che mescola abilmente riflessioni di natura scientifica alla vertigine di domande esistenziali che incombono sui protagonisti delle sue storie. Quella che intitola il libro, e lo chiude, è un esempio eloquente della intrigante poetica dello scrittore. Due archeologi partono per una zona misteriosa dell'Afghanistan, dove fotografie aeree hanno mostrato l'esistenza di strane costruzioni. Rimasti soli dopo un incidente, i due risalgono in gommone il fiume Oniros, penetrando in un paesaggio via via più desertico e quasi astratto. Quindi scoprono una valle che definire incantata è poco, racchiusa tra pareti di dubbia origine, dove sono come ipnotizzati da una musica misteriosa, che sembra loro il canto di tutte le vite precedenti. Qualcosa di così divino e armonioso che al solo dei due che ritorna indietro non è possibile raccontarlo agli altri, e viene internato in una clinica per il suo persistente silenzio. Un destino incomunicabile, secondo Ikezawa, quello di chi ha trovato la bellezza e l'armonia fuori dalla logica comune. L'impressione che lasciano le storie di Ikezawa è quasi un invito a rompere gli schemi della conoscenza, e dei luoghi comuni, per abbandonarsi al fluire dell'esperienza e degli incontri: e in ogni caso a lasciar vivere anche le domande come se fossero una possibile risposta. Con una scrittura analitica ma increspata di luminose fenditure verso l'ignoto, come parentesi di senso nella routine delle nostre vite, il libro ha una forza persuasiva e un fascino davvero ragguardevoli. Un autore tutto da scoprire.

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