L' uomo che fermò Hitler. La storia di Dimitar Pesev che salvò gli ebrei di una nazione intera

Gabriele Nissim

Editore: Mondadori
Collana: Oscar storia
Anno edizione: 1999
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804473312
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Recensioni dei clienti

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    Paola

    28/01/2015 12:33:44

    Un gran bel libro questo scritto da Gabriele Nissim, una biografia di un vero Eroe che si merita un riconoscimento e che merita per questo di essere conosciuto. Da rilevare che anche Moni Ovadia, che come ben sappiamo è nato in Bulgaria, ha evidenziato che- fra tutti i Paesi Europei- solo ed esclusivamente la Bulgaria insieme alla Danimarca si sono attivamente prodigati a salvare i propri ebrei dalla furia e dalle barbarie del nazismo, a mettere in salvo gli ebrei che vivevano entro i propri confini e le proprie mura. A differenza di tutti gli altri Europei e pure del nostro "bel Paese". Basti solo ricordare che cinquemila furono le persone sterminate nel solo campo di sterminio della Risiera di San Sabba, vicino a Trieste, dove i prigionieri venivano uccisi o con le esalazioni dei gas di scarico dei camion all'interno del vecchio essiccatoio, o nel forno crematorio.

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    Fabrizio Porro

    01/04/2005 23:41:51

    Simeone di Sassonia Coburgo Gotha,il primo ministro bulgaro che ha un nome cosi' lungo e geograficamente spazioso perchè è figlio di un Re,ha preferito un approccio diplomatico.Di fronte alla richiesta di un gesto in onore della figura di Dimitar Pesev,che nel 1943 salvò 48000 ebrei di Bulgaria dalle deportazioni volute dalla Germania nazista,non ha risposto nè si nè no:ha preferito ricordare di averlo citato in pubblico già in passato e ha attribuito quel savataggio a una schiera ben più ampia di meritevoli.A fianco di Pesev,Simeone ha inserito nell'elenco di buoni il proprio padre,BorisIII.Anche il padre di Simeone di Bulgaria,il Re BorisIII aiutò a salvare gli ebrei,ma Gabriele Nissim ha sottovalutato questo fatto e non si è ricordato che il premier Simeone non ha mai ignorato l'eroe che salvò gli ebrei bulgari,cioè Dimitar Pesev,che tuttavia non non fu l'unico.Accanto a lui,il Re BorisIII.Nel complesso il lavoro di Gabriele Nissim è buono.

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    Fabrizio

    11/05/2004 22:19:02

    Un libro straordinario sullo straordinario coraggio di un uomo solo, capace di fare i conti con la propria coscienza: accorgersi cioè, di essersi fatto ingannare dal nazismo che si presentò in Bulgaria come la panacea di tutti i mali, in questo caso rappresentati dall'immobilismo in cui versava il parlamento bulgaro. Di fronte a quanto i nazisti pretendevano, lo sterminio degli ebrei, Pesev si oppose costringendo il re Boris III a prendere posizione. Salvò così 48.000 ebrei bulgari, leggasi e dicasi forte 48.000 ebrei bulgari, da morte certa nei campi di concentramento. Fece fermare i treni che li avrebbero portati ad Auschwitz. Eppure questo eroe è stato dimenticato. Alla fine della guerra, di fronte al rischio di una nuova deriva plebiscitaria, in questo caso di segno opposto, cioè comunista, Pesev scelse, senza riuscirvi, di agganciare il destino della Bulgaria a quello dell'Occidente. Per questo fu processato e condannato a finire i suoi giorni in un gulag -si salvò solo per il fatto che chi doveva testimoniare contro di lui, memore di un favore ricevuto da Pesev, si rifiutò di farlo- la colpa di cui si era macchiato era duplice: antisovietismo e (sic) antisemitismo. Ora la sua storia rivive nella prosa asciutta ed essenziale di Gabriele Nissim.

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