Categorie

Un uomo che forse si chiamava Schulz

Ugo Riccarelli

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 146 p., Brossura
  • EAN: 9788804622611
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 5,13

€ 5,70

€ 9,50

Risparmi € 3,80 (40%)

Venduto e spedito da IBS

6 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Rosy Tgl

    28/08/2014 16.03.28

    Riccarelli ci descrive le vicissitudini della famiglia Schulz in una cittadina della Galizia che attraversa continui cambiamenti storici che segnano la vita di Bruno, un uomo apparentemente dolce e mite che affrontera' con coraggio cio' che la Grande Storia gli ha riservato. Lo scrittore ci descrive l'olocausto presentandoci una realta' drammatica, devastante, atroce dove non c'e' posto per la speranza. La sua narrazione e' poesia: i personaggi singolari e malinconici ci coinvolgono in continue emozioni. Come sempre, la sua scrittura, il suo stile, i contenuti risultano superbi degni di una letteratura di alto livello.

  • User Icon

    Renzo Montagnoli

    21/01/2014 10.42.12

    Bruno Schulz, inginocchiato nel ghetto ai piedi del capitano Gunther della Gestapo, che sta per premere il grilletto della pistola puntata sulla sua testa, rivive in quei pochi attimi quella che è stata la sua esistenza, fin dalla nascita descritta in modo del tutto originale e che crea subito con il lettore un rapporto di viva e interessata partecipazione. La mano di Riccarelli è leggera, lascia parlare il suo personaggio, non ne forza l'espressività, ma è come se l'autore stesso fosse lo spettatore di un film che si proietta davanti ai suoi occhi. Non manca, però, una malinconia di fondo, un senso di incertezza che né le mura di Drohobycz, né le fantasie di Bruno possono cancellare. E infatti, fra i tanti animali dei suoi sogni, poco a poco, unica superstite resta una renna ferita, come profonda è la ferita nell'animo di Schulz che vede il suo mondo disgregarsi progressivamente, fino a implodere con l'arrivo dei tedeschi. Tanti libri hanno descritto l'Olocausto, ma, credetemi, come l'ha descritto Riccarelli negli ultimi capitoli di questo romanzo non c'è stato nessuno. Lì la sua narrazione, pur essendo distaccata, ci presenta una realtà tangibile, un'atmosfera opprimente e devastante e ciò senza che si parli di un campo di sterminio. Poco a poco le paure, le privazioni, la perdita di speranza rendono questi ebrei, e fra essi Bruno Schulz, degli esseri privi di volontà, degli uomini rassegnati e pronti ad andare, senza la minima opposizione, al macello, all'ultimo e definitivo sacrificio. Caduta l'illusione dell'arrivo del Messia che con la sua spada fiammeggiante distrugga l'orda nazista e salvi il suo popolo, non resta più nulla se non la morte. Contenuti, stile, misura nella narrazione, capacità di ricreare ambienti e atmosfere, piacevolezza sono tutti elementi che inducono a definire Un uomo che forse si chiamava Schulz il più bel romanzo scritto da Riccarelli, nonché un libro senza tempo, che manterrà inalterato anche per gli anni a venire il suo valore.

  • User Icon

    Tiziana

    15/06/2013 14.00.50

    Un altro romanzo profondo, sofferto, appassionante e toccante di Riccarelli. Un autore mai scontato, mai banale, con una forza e una tenerezza che lo rendono incisivo e indimenticabile. A volte mi ricorda i classici della letteratura russa per la profonda psicologia dei personaggi, sviscerata senza pudore e senza infingimenti. Questo non è il libro che ho preferito, ma è comunque meritevole di attenzione e apprezzamento. Bravo!

Scrivi una recensione