L' uomo che visse un giorno

Håkan Nesser

Traduttore: C. Giorgetti Cima
Editore: TEA
Collana: TEA mistery
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 295 p., Brossura
  • EAN: 9788850243952
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Descrizione
Un tranquillo mattino di agosto un duplice omicida esce di prigione, dopo dodici anni di detenzione. Regge un piccola valigia e s'incammina senza voltarsi indietro. Quasi un anno dopo, durante una gita scolastica, una bambina scopre il corpo di un uomo, privo di testa, mani e piedi. Si tratta del cadavere di Leopold Verhaven, ex campione di atletica, caduto in disgrazia per uno scandalo sul doping e rilasciato otto mesi prima, dopo aver scontato una condanna per l'omicidio di un'ex fidanzata. Per il commissario Van Veeteren comincia un'indagine che non metterà in discussione soltanto la sua abilità investigativa, ma soprattutto la sua etica professionale e la sua morale di essere umano: quali sono i limiti della Legge? E quali quelli della Giustizia? E chi ha il diritto di oltrepassarli?

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Recensioni dei clienti

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    Vincenza

    19/09/2018 14:20:38

    Una lettura piacevole e scorrevole. L'autore ha un modo curioso di seguire le vicende e le indagini, in tutti i romanzi. Van Vetereen non è il protagonista assoluto, che risolve sempre i casi a tutti i costi, ma è sicuramente un personaggio a tutto tondo, ben studiato e approfondito. Il ritmo narrativo è atipico per chi è abituato ai thriller americani. Qui tutto scorre con i tempi giusti, c'è ampio spazio per le descrizioni. Lo stile di Nesser è asciutto, senza fronzoli e si apprezza proprio per questo.

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    rosa

    19/09/2018 12:53:59

    Ottimo questo romanzo, un uomo che scontata la sua seconda pena per omicidio viene, al primo giorno di libertà, barbaramente ucciso. Il ritrovamento del corpo, avvenuto un puro caso, darà avvio alle indagini e mi piace il fatto che Veeteren non risparmia se stesso, i suoi uomini e tutti i mezzi finanziari possibili pur di giungere alla scoperta dell’assassino Un’indagine doppia: quella sui fatti di sangue per i quali l’assassinato finì in carcere e l’altra appunto sull’omicidio di quest’ultimo. Le prime pagine di questo libro sono poesia! D'accordo, Nesser non sarà avvincente come tanti suoi colleghi, i suoi thriller non si risolvono quasi mai, ma le sue pagine sono letteratura, e per chi ama la lettura i suoi libri sono come buona musica! La caratterizzazione dei personaggi è degna di chi padroneggia il linguaggio e lo fa sembrare semplice.Storia ben scritta, l'autore riesce a coinvolgere il lettore con il suo stile di scrittura molto diretto e schietto e anche umoristico.

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    franca

    17/09/2013 11:59:38

    E' molto difficile dare un giudizio a questo romanzo dopo averne letto uno di Richard Patterson. Qualunque autore avrebbe sfigurato, secondo il mio parere. Una trama che si snoda fra ricerche effettuate da vari investigatori, mentre quello ufficiale, il commissario Van Veeteren, è in malattia, ma segue ugualmente, per conto proprio, le indagini. Manca l'approfondimento dei personaggi (escluso Veeteren, forse fin troppo approfondito) e i troppi nomi presenti nella trama non coinvolgono il lettore. Classico romanzo giallo da leggere sotto l'ombrellone. Viene trovato il corpo di un uomo, senza testa, senza mani, senza piedi. Una volta scopertane l'identità le indagini proseguono a ritmo blando perché il morto è appena uscito dal carcere dopo avervi trascorso 25 anni per aver ucciso due donne. Ma lui chi lo ha ucciso? Finale che lascia perplessi.

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    m

    23/06/2013 21:12:27

    Capolavoro del noir

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    standbyme

    05/09/2006 19:00:41

    SCUSATE! IL MIO PRIMO COMMENTO SI RIFERIVA EVIDENTEMENTE AD ALTRO LIBRO! QUANDO SI È DISTRATTI...Per chi ha letto, come me, tutti i romanzi di Mankell è naturale e umano fare un paragone tra questi due grandi giallisti svedesi proprio per il fatto che la Svezia, almeno per quanto mi è dato di sapere, ha pochi scrittori conosciuti al vasto pubblico internazionale. Al termine della lettura del mio primo romanzo di Nesser questa è stata la forte tentazione ma poi mi sono detto che è sbagliato: ogni Autore “inventa” un personaggio è sarebbe arduo e velleitario mettere a confronto Wallander con Van Veeteren perché i due commissari sono diversi ognuno con una propria spiccata personalità i quali giungono alla risoluzione del caso con metodi differenti: Wallander con più umanità Van Veeteren con più cinismo, Wallander con un “team” nel quale vi sono malcelate piccole lotte interne, Van Veeteren può invece contare su colleghi indubbiamente più collaborativi. Ma non vado più oltre altrimenti contraddirei quanto all’inizio sostenuto. Ottimo questo romanzo, un uomo che scontata la sua seconda pena per omicidio viene, al primo giorno di libertà, barbaramente ucciso. Il ritrovamento del corpo, avvenuto un puro caso, darà avvio alle indagini e mi piace il fatto che Veeteren non risparmia se stesso, i suoi uomini e tutti i mezzi finanziari possibili pur di giungere alla scoperta dell’assassino Un’indagine doppia: quella sui fatti di sangue per i quali l’assassinato finì in carcere e l’altra appunto sull’omicidio di quest’ultimo. Peccato, almeno a giudicare dal raffronto del numero del recensione apparse su questo sito, che Nesser non goda della popolarità che gode Mankel. Un vero peccato perché è un validissimo Autore.

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    standbyme

    03/09/2006 14:47:31

    Pietà per gli insonni Voto: 4 / 5 03.09.06 Letto dopo il deludente “La luna fredda”, con il quale JD dimostra di non avere chiara la nozione del tempo (vedere se ne avete voglia il mio commento), quest’opera, scritta anni fa, dimostra che l’Autore ha le capacità di scrivere ottimi thriller senza ricorrere a quelle assurde e impossibili avventure che si susseguono in sole 24 ore e che impone alla povera Amelia neanche se fosse la sorellina di “Supergirl”! Ed è proprio questo che mi da fastidio: perché condensare in pochissimo tempo tutto quanto descritto nel romanzo (è ho dimostrato l’impossibilità materiale che ciò possa accadere) quando spalmare ciò in un periodo più lungo nulla toglierebbe alla capacità di tenere incollato il lettore al romanzo? Credo che ormai la coppia Amelia-Lincoln non darà più di quel tanto, l’ispirazione dell’Autore à alla frutta. Ma tornando all’inizio del mio discorso “Pietà per gli insonni” avvalla il mio ragionamento: un buon thriller, con tempi ragionevoli e plausibili, colpi di scena ben dosati (a volte quanto son troppi si scade nel ridicolo) personaggi credibili, scrittura scorrevole, tensione costante, rapporti interpersonali tra i personaggi ben studiati. Insomma un classico, che anche se non raggiunge il massimo della valutazione, merita di essere letto.

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    Franco

    10/02/2004 17:23:17

    INIZIA, E PROSEGUE FINO A TRE QUARTI DEL LIBRO, ALLA GRANDE POI IL LETTORE SI PERDE E L'AUTORE VA AVANTI DA SOLO FACENDO INTUIRE AL COMMISSARIO SEGNI DI COLPEVOLEZZA IMPOSSIBILI DA PERCEPIRE ANCHE PER IL PIU' ATTENTO DEI LETTORI. LA LETTURA E' PIACEVOLE E SCORREVOLE. DI SICURO NESSUNO SI PENTIRA' DI AVERLO LETTO. AVREI PIACERE DI SAPERE SE ALTRI LA PENSANO COME ME O SE E' UNA MIA IMPRESSIONE.

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    antonio

    25/01/2004 21:36:31

    Ottima lettura per gli appassionati del genere poliziesco..scritto bene..con ritmo giusto,storia originale che descrive bene uno spaccato di provincia,dove la criminalitaì non e' all ordine del giorno.La narrazione e' diversa dai libri di mankell ,meno serrata ma i personaggi sono ben descritti e il commissario VV e' un tipo molto ok....buona lettura a tutti

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