L' uomo è ciò che guarda. Televisione e popolo

Stefano Zecchi

Editore: Mondadori
Collana: Frecce
Anno edizione: 2005
Pagine: 114 p., Rilegato
  • EAN: 9788804546450
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    Marco

    02/11/2005 12:03:10

    Uno sguardo intelligente sulla televisione da parte di chi non nega la profonda crisi che il mezzo sta attraversando, ma che tuttavia continua a crederci, invitando tutti (intellettuali in primis) a impegnarsi per risollevarne il destino. Fare gli snob o gli scandalizzati non serve a nessuno.

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    Lucio Gobbetti

    21/10/2005 09:42:46

    Mi aspettavo che alla fine del libro mi potessi porre la domanda: gli autori dei programmi televisivi avranno da questa lettura un input per correggere la propria politica? E gli spettatori di questo programmi potranno trovarvi (nel libro) un parere obiettivo su ciò che guardano in riferimento alla considerazione che hanno di sè stessi? La risposta è: No! Le domande non si possono porre per mancanza di indizi. Personalmente lo considero solo un tentativo dell'autore di giustificare sè stesso rispetto l'apparizione a programmi televisivi che io considero di... "scarsa qualità", per non scrivere di "dubbia moralità", di cui peraltro non si parla se non come cenno per legare una considerazione all'altra. C'è qua e là qualche spunto interessante (a conferma che in ogni libro, per quanto deludente, c'è sempre qualcosa da imparare), ma è così sparuto che quasi passa inosservato. E' tutto sommato un libro rivolto all'intellighenzia, che dovrebbe essere faro della cultura e che spesso invece non accetta di comparire in televisione e di far parte di questa regressione che è specchio dei tempi e, perchè no, frutto anche della televisione stessa, in un circolo vizioso in cui le cause si nutrono degli effetti. E' un po' una provocazione interna, una critica al proprio mondo insomma. Della Televisione contemporanea, dei contenuti e degli effetti che ha sul pubblico, del grado di cultura di chi la guarda e del valore aggiunto che ne consegue non viene approfondito niente lasciando in me il dubbio: che la copertina si riferisca ad un altro libro?

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