L' uomo con due vite

Håkan Nesser

Traduttore: C. Giorgetti Cima
Editore: TEA
Collana: TEA mistery
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 26 giugno 2014
Pagine: 450 p., Brossura
  • EAN: 9788850235391
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Descrizione
Ante Valdemar Roos ha quasi sessant'anni e conduce un'esistenza ordinaria. Sua moglie non lo capisce; le figlie di lei lo considerano un fallito; i colleghi di lavoro lo trattano con indifferenza, se non con disprezzo. Ma un giorno la fortuna gli sorride, e la schedina giocata con tanta pazienza anno dopo anno risulta vincente. Valdemar decide di tenere per sé questa notizia e comincia a costruirsi una vita parallela, che comprende un'idilliaca casa nel bosco. Anna Gambowska è una ragazza difficile, in fuga da un centro di recupero per tossicodipendenti. Vent'anni, una chitarra, uno zaino e un passato burrascoso che sta cercando di lasciarsi alle spalle quando si imbatte in un'idilliaca casa nel bosco... L'ispettore Gunnar Barbarotti è bloccato in un letto d'ospedale con una gamba rotta, quando Alice Ekman Roos gli chiede di indagare sulla scomparsa del marito. Il caso non sembra complicato, finché le ricerche condotte dai colleghi dell'ispettore non portano al ritrovamento di un cadavere: di chi si tratta? E cos'ha a che fare con Anna? O con Valdemar?

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Recensioni dei clienti

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    frame

    22/07/2016 15:05:55

    Tanto lungo, prolisso e ripetitivo nella prima parte, quella tuttavia più riflessiva, piena di pathos, e di buone considerazioni sulle psiche umana, quanto superficiale e scontata la seconda, cioè la parte investigativa vera e propria. Banalotto e stucchevole anche il finalino, dove si è cercato in extremis d'imbastire una soluzione aperta per aggiungere un pizzico di mistero. Giusto per non farsi mancare nulla. Come se intorno a quella storia abbastanza insignificante e ordinaria non ci avesse ricamato sopra abbastanza. Arrivo a tre soltanto per la qualità della scrittura.

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    GIOVANNI

    20/04/2016 12:59:12

    Se devo essere sincero a me è piaciuta di più la prima parte dove il protagonista è quest'uomo solo e insoddisfatto che in qualche modo riesce a cambiare la propria vita e finalmente a darle quel senso che non era mai riuscito a darle prima. Gran libro, mi chiedo se questi romanzi non siano frutto anche di una critica e di una denuncia di Nesser verso la società svedese e la Svezia in generale. Dopo Bergman anche Nesser mi sembra voglia in qualche modo stigmatizzare un popolo che per vari motivi vive una sorta di solitudine interiore dove peccato e colpa sono i principali protqgonisti insieme al buio e al gelo invernale.

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    buddy holly

    01/11/2013 14:15:54

    Mi sto convincendo che Nesser è ormai un classico di grande spessore: un vero autore e non un compilatore di pagine (anche se i suoi romanzi sono tutt'altro che snelli). Anche in questo caso parliamo di un grande lavoro, a cui non dò il massimo punteggio solo per stilare una specie di classifica personale rispetto a "Era tutta un'altra storia" e a "L'uomo che odiava i martedì" letti quasi contemporaneamente a questo e per me forse leggermente (ma davvero poco)superiori.

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    taty

    03/05/2012 08:22:52

    bel libro e bella storia! avvincente e ricca di spunti di riflessione...

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    Umberto

    31/05/2011 04:48:52

    E' un autore che merita di avere ogni sua opera nelle nostre librerie. Nello specifico riesce a tenerti inchiodato a leggere una storia a sfondo giallo sapendo già dall'inizio o quasi cos'è successo. La letteratura gialla - ormai non si può definire diversamente - sta abbandonando sempre più "l'indizio" per raccontare storie vere e con protagonisti "umani". Non a caso i grandi autori ci offrono personaggi seriali. E forse più che la curiosità di come sarà la prossima inchiesta di Barbarotti, Van Veeteren o, per citare altri autori, di Wallander (purtroppo al capolinea), Annika Bengtzon, interessa sapere che ne sarà della loro vita in continua evoluzione.

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    susy

    04/05/2011 23:09:53

    E' il primo libro che leggo di questo scrittore e mi è piaciuto molto Ho apprezzato il suo ritmo non incalzante e quindi riposante. Finalmente uno scrittore che non ritiene obbligatorio inserire in un libro volgarità o descrizioni troppo truci. Sicuramente leggerò altri suoi libri

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    fabio

    17/12/2010 21:20:30

    E' bellissimo. La prima parte che finisce a pag. 209, di giallo ha ben poco, a parte forti input per quello che succederà più avanti, è satura di riflessioni ricordi e desideri di questo Valdemar, grottesco e semplice in un modo tale che è impossibile non farsi travolgere.

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    elda

    01/12/2010 01:56:13

    Avvincente e appassionante dalla prima all'ultima pagina: da leggere!

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    Turco

    03/11/2010 12:02:32

    Un grande romanzo. Una profonda conoscenza dell'animo umano permette a Nesser di creare degli eroi semplici e indimenticabili, come nella tradizione della migliore letteratura. La vita è un thriller e spesso "viene avanti rotolando" come dice Auster. La serie di Barbarotti è eccellente e speriamo che altre sue "avventure" vengano presto tradotte.

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    Hit_Man

    10/10/2010 16:20:56

    Con una lentezza quasi assoluta, accade una sorta di metempsicosi letteraria nel romanzo di Nesser. Sembra infatti di veder trasmigrare l’arte del romanzo verso litorali attualmente non più accessibili a questi tempi di letteratura fast food. Qui quasi nulla accade, se non con studiata indolenza, il tempo pare quasi arrestato, e si soffonde una sorta di immanente grigiore, che quasi travalica i confini della scrittura per suggerirci che il romanzo giallo scandinavo comincia a mostrare a corda. Grande abilità dell’autore, quella di congegnare un romanzo giallo senza alcuna investigazione né eventi delittuosi per oltre metà del libro! Nonostante ciò, nessuna sensazione di noia o stanchezza riesce a farsi strada nel corso della lettura, né tanto meno la sensazione di fregatura che troppi autori della new wave scandinava ci infliggono, coi loro romanzi pieni di pagine ma del tutto scevri d’interesse. Nesser nelle sue divagazioni carpisce ed affascina il lettore, parte irretendolo come fosse un incantatore di serpenti, parte accompagnandolo con bonaria perizia nei suoi ammirati sguardi alla natura, visto anche come ricchissimo macroverso di gesti ed emozioni al di fuori di noi, e che con noi interagisce benevolmente. Ci si sente avvolti, custoditi e quasi coccolati, si sta volentieri in compagnia del protagonista (non l’ispettore quindi!), “con la schiena appoggiata alla parete calda di sole del capanno nella foresta, con il volto rivolto alla luce solare autunnale”, e viene voglia di socchiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dalle sensazioni, con gratitudine per la suggestione e per il calore del sole. Lo vedo come un invito a darci tempo, a rilassarci, a prenderci cura di noi, a non trascurare l’importanza del nostro tempo, che è unico ed irripetibile. Siamo noi i protagonisti principali della nostra vita, quindi possiamo talvolta smetter di correre come formiche impazzite… finalmente!

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    Giuseppe Pagani

    08/10/2010 16:48:40

    Uno stupendo affresco di vita ordinaria, quale potrebbe benissimo essere quella di molti di noi: un lavoro che non ami, ma del quale hai bisogno ; una vita sentimentale stantia, vissuta per abitudine, ma che non sai cambiare... La vuotezza di senso che caratterizza gran parte delle esistenze, si staglia in tutta la sua monumentale pesantezza : il disperato tentativo di riscattare un'esistenza vana, di dargli un significato, spinge il protagonista verso mete ignote e mai sondate.. Un'opera davvero notevole e da consigliare!

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    anna elisabetta

    30/09/2010 22:14:28

    Semplicemente splendido. Lento quanto basta a far assaporare i personaggi magistralmente delineati. Il protagonista diventa un eroe capace di esiliarsi da una cruda realtà. Si finisce per tifare per lui. Bellissima la traduzione. voto 5/5

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    marco

    14/07/2010 21:08:18

    Troppo lento e pesante anche per uno scrittore che di queste caratteristiche fa il suo marchio di fabbrica. Per le prime 200 pagine non succede nulla, poi finalmente qualcosa su cui indagare (e la comparsa in scena del mitico Barbarotti, che però ha un ruolo un pochino marginale). I fans di questo autore potrebbero rimanere parzialmente delusi comunque un discreto libro, in particolare per chi, come me, ama i giallisti del grande nord.

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