L' uomo dei cerchi azzurri

Fred Vargas

Traduttore: Y. Mélaouah
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 10/02/2009
Pagine: 238 p., Brossura
  • EAN: 9788806196363
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Recensioni dei clienti

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    Louis

    20/12/2013 11:21:08

    Un giallo sopra le righe, un'atmosfera rarefatta che avvolge comprimari bizarri ed un protagonista che definirei "onirico". Il tutto sembra appena abbozzato, la caratterizzazione dei due personaggi principali é ancora allo stato embrionale e le interazioni tra la coppia Adamsberg/Danglard sembrano poco delineate ed incerte, a volte piuttosto piatte. La trama é comunque intrigante, ma troppe intuizioni piovute dall'alto ed un finale talmente inverosimile e macchinoso da risultare insensato rovinano il tutto. Si tratta del primo romanzo della serie e si nota una certa immaturità nella gestione delle dinamiche che caratterizzano un giallo, ma spero comunque in una evoluzione che riesca a valorizzare al meglio la coppia di investigatori piuttosto insolita imbastita in questo romanzo. A vérifier!

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    marcella

    28/09/2012 17:28:40

    E' il primo libro della Vargas che ho letto e avevo un'aspettativa molto alta. Non mi è piaciuto lo stile "filosofeggiante" e neanche il carattere dei personaggi. Sono andata avanti solo per sapere chi era l'assassino e la seconda parte del libro mi è piaciuta, è decisamente più brillante.L'ho rivalutato e mi è entrato dentro, quindi lo consiglio.

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    Carlo

    29/07/2012 07:59:33

    Secondo (o terzo?) libro della Vargas che leggo. Gradevoli i personaggi ma il finale è così incredibile che mi sono sentito preso in giro. E per favore, niente paragoni con Maigret. A parte la nazionalità non hanno nulla in comune.

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    Tottines

    07/01/2012 10:12:24

    La coppia di detective Adamsberg-Danglard non è niente male,questo dovrebbe essere il primo libro della serie, in effetti i personaggi sembrano ancora un po' incerti, non ancora perfettamente delineati, ma comunque la narrazione risulta scorrevole e ben disegnata. In certi momenti l'italiano è ricercato e mai banale. Sicuramente da approfondire la conoscenza di questo autore.

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    Ragnetto

    11/04/2011 22:50:20

    E'il primo libro che leggo della Vargas e l'ho trovato davvero bello. E' vero, i protagonisti sembrano tutti un pò sconclusionati e fuori di testa, ma alla fine il thriller viene fuori.....e il mistero nelle ultime pagine viene risolto in modo logico e preciso. Il personaggio di Adamsberg mi ha affascinato non poco, davvero un tipo originale. E la storia con Camille....bellissima la scena finale sul treno. "Almeno un'ora prima di tirare le cuoia..."

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    sbirulino

    16/01/2011 12:43:46

    l'ho trovato inconcludente. un presunto giallo autoreferenziale in cui la "soluzione" viene fornita come calata dall'alto, senza alcun collegamento con il narrato. in generale non si legge con piacere nè è caratterizzato da una buona scrittura.

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    Robin

    10/01/2011 11:51:56

    Giallo intrigante e personaggi ben delineati. La storia scorre fluida e interessante, mentre si viene deliziati dai peronaggi bizzarri e accattivanti. Non si può non averli nella propria libreria.

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    Dan

    29/07/2010 13:27:58

    a me non è affatto piaciuto. l'ho trovato inconcludente e privo di appeal, e i personaggi non mi hanno preso per niente. insomma 'na fatica immane a finirlo. era il primo ma temo sarà anche l'ultimo romanzo che leggo di questa autrice.

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    diablo

    01/07/2010 14:20:35

    devo dire, tra i libri della vargas che ho letto finora è quello che reputo più loffio. comunque un buon libro.

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    Kat70

    29/04/2010 17:36:46

    L'ho letto in poche ore e l'ho trovato molto gradevole. Ben scritto come tutti i libri della Vargas, una storia vivace con un'ottima caratterizzazione dei personaggi che risultano originali e ironici, capaci di trascinare il lettore nelle loro vicende professionali e umane. Continuo a preferire gli evangelisti, ma la coppia Adamsberg-Danglard la trovo di straordinaria efficacia nel mondo narrato dall'autrice.

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    Angelo

    12/04/2010 00:51:29

    Ho trovato questo libro della Vargas un pò ingenuo e in molte parti poco scorrevole. Per fortuna ho letto altri suoi gialli e quindi so di cosa può essere capace. Trovo che siano più riusciti i libri in cui i protagonisti sono i 3 evangelisti.

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    Girasonia76

    05/05/2009 09:40:46

    "Giovanni Battista della Montagna di Adamo.Tutto un programma. Comunque sia, se a te piace, piace anche a me". E'una bambina(una ragazzina?)a definire così il commissario Adamsberg, una ragazzina che non l'ha mai visto ma conosciuto attraverso le parole del padre Danglard. Primo romanzo della Vargas, prima apparizione del commissario, che qui in Italia avevamo già conosciuto attraverso altri romanzi. Ero già affascinata da lui, dal suo strambo modo di vestire (fortuna che non ha ancora trovato la "tenuta universale") dai suoi "non lo so" irritanti per danglard (e affascinanti per me) dal suo non pensare(e se si ferma a pensare lo fa essenzialmente per pensare a Camille). E così incontriamo di nuovo Danglard, Camille e altri personaggi che la Vargas racconta in modo eccezionale. C'è un mistero (chi dipinge i cerchi azzurri e perchè?) ci sono dei delitti (chi ha ucciso le persone nei cerchi?): c'è una storia, come in ogni romanzo. Ma. Come in ogni romanzo della Vargas, non è il mistero a farla da protagonista: sono i personaggi. I principali e i secondari: la scrittrice attribuisce loro la stessa importanza, lo stesso spazio. Sono i personaggi che fanno la storia e non il bisogno di svelare il mistero. Devo ammettere che qui questa dinamica funziona un po' meno, forse essendo il primo romanzo è un po' più acerbo da questo punto di vista e il mistero in sè cerca di farsi spazio, ma quel che ne ricavo dalla lettura non è il voler sapere Perchè Come Chi ma voler conoscere a fondo Mathilde, Charles, Clemence, Le Nermord. Voglio sentirli parlare, voglio vederli agire, voglio fermarmi a capirli, li voglio cercare tra le pagine e sperare di incontrarli di nuovo. I romanzi della Vargas sono dei veri e propri incontri con personaggi che non sono mai superficiali, che hanno sempre qualcosa di speciale da dire o da mostrare e che sanno come raccontarlo. Voto massimo. Meritatissimo.

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    Simone

    27/04/2009 11:15:14

    Non a caso è il primo romanzo con Adamsberg. Si nota una certa immaturità nella trama, che strizza l'occhio a Maigret: personaggi bizzarri e molto umani, particolari a volte vagamente ossessivi. L'intrigo si risolve alla fine, con un colpo di teatro francamente comico. All'inizio il romanzo è un po' lento, mentre dopo la metà prende forma l'intreccio e la lettura è più piacevole. Comunque, per fortuna che Vargas è migliorata nel tempo.

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    Emarilli

    15/03/2009 21:31:10

    Bello, coinvolgente esattamente come gli altri con protagonista Adamsberg, io in quest'uomo mi perdo,è come quando al mare galleggi a pelo d'acqua da sola ,vedi il cielo e basta , niente riva, niente altri bagnanti, sola ,un pò sorda e felice di stare in quella broda calda e immensa.

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