L' uomo dell'istante. Un romanzo su Søren Kierkegaard

Stig Dalager

Traduttore: I. Basso
Editore: Iperborea
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 14/04/2016
Pagine: 406 p., Brossura
  • EAN: 9788870914603
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    AdrianaT.

    20/08/2017 07:00:10

    Kierkegaard è un uomo vecchio. A 42 anni è un vecchio macilento, logoro, esausto, saturo di desideri, sopraffatto dalle passioni e dilaniato dai conflitti come se ne avesse 100 e tutto il peso del mondo sulle spalle. Minato dall'irresolutezza, annaspando fra mille interrogativi e nevrosi, le gambe ormai gli cedono, lo stomaco non riceve più e la mente vaga fra ricordi e rimpianti. Una mente che ha cannibalizzato un corpo e un intero essere costantemente ripiegato su se stesso, martire della penitenza e impaludato nei sensi di colpa e, alla fine, imploso per la complessità irrisolvibile del suo pensiero, per l'incapacità di amare, per l'incessante scrivere e speculare nella ricerca, fino all'annichilimento, di un senso e di una verità tutta sua; un'agonia fra le brume danesi. L'ho trovato a tratti pesante, a tratti illuminante.

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    Emilio Berra

    05/08/2017 14:29:17

    Notevole romanzo biografico nella migliore tradizione nordica : documentatissimo e assai rigoroso. Protagonista è il filosofo Kierkegaard, qui rappresentato nel letto d'ospedale in condizioni di estrema spossatezza nonostante abbia solo 42 anni. Il medico non trova causa di tanto malessere. "Sembra che sia la vostra volontà a non stare al passo" : questa, la diagnosi. Amorevolmente assistito da un'ammiratrice delle sue opere, il celebre personaggio ripercorre innumerevoli episodi della propria vita, in particolare la controversa storia d'amore con la deliziosa Regine Olsen. Preso in "un labirinto di stati d'animo in cui a volte lui stesso si perde", lascia emergere il filosofo ma soprattutto l'uomo che ha "cercato di tramutare sospiri e grida in musica soave".

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    Loris

    28/07/2016 14:55:09

    La biografia romanzata costruita attraverso i ricordi che emergono in punto di morte rischia di essere un cliché poco stimolante. Ovviamente l'interesse nasce dal soggetto, dal pensiero di Kierkegaard, esposto senza il rigore di uno studio filosofico, ma delineato chiaramente e corredato da frequenti citazioni prese dal vasto corpus letterario. L'aspetto romanzesco ad ogni modo non è certo trascurabile. Il pensiero si affina ed evolve in stretta relazione con il dato biografico. Il padre autoritario e votato a una severa religiosità è la prima figura chiave, un fantasma sempre presente. La scena però è dominata dall'amore per Regine, da quella celebre relazione tormentata che si concluse con lo scioglimento del fidanzamento, lasciando in eredità rimpianti e desideri, sublimati dal gioco di sguardi negli incontri più o meno occasionali succedutisi negli anni. L'esistenza del singolo è il punto di partenza della riflessione di Kierkegaard: angoscia e disperazione sono uno stadio di consapevolezza che può portare a scegliere e a compiere il salto alla vita religiosa, attraverso un atto di fede che supera la ragione. Di contro, la soluzione accomodante è la routine borghese, la non-scelta che finisce anche per annacquare il cristianesimo, rendendolo una religione di Stato. Nel complesso, Dalager ha reso un buon servizio al suo illustre connazionale: la lettura non può dirsi agevole, ma non risulta neppure ostica o arida e fornisce così l'efficace ritratto di un 'singolo' che ha cercato di rispondere alle eterne domande sull'esistenza.

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