L' uomo duplicato

José Saramago

Traduttore: R. Desti
Editore: Feltrinelli
Edizione: 4
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 11 gennaio 2018
Pagine: 267 p., Brossura
  • EAN: 9788807890611
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Descrizione

Protagonista del romanzo è un professore di Storia di scuola media dal nome altisonante, Tertuliano Màximo Afonso. Separato dalla moglie senza ricordare né perché si è sposato né perché ha divorziato, ha difficoltà nelle relazioni col prossimo e si può definire un depresso. Conduce una vita solitaria e noiosa, fino al giorno in cui non fa una scoperta sensazionale: dietro consiglio di un collega, noleggia una commedia leggera in videocassetta ed eccolo faccia a faccia con una comparsa che, ben più che somigliargli, è lui. Un autentico doppio, la cui esistenza travolge quella di Tertuliano, che da quel momento farà di tutto per scoprire chi sia quell'attore, cosa faccia, che storia abbia, e si immerge così in un'inquietante realtà parallela, ricca di suspense e di spunti di riflessione sull'identità.

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Recensioni dei clienti

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    Gaia

    09/05/2018 09:58:27

    Ho letto il libro dopo aver visto il film e certamente questo ha un pò smorzato l'entusiasmo e la lettura compulsiva che sicuramente avrei intrapreso con più forza in trepidante attesa di scoprire la fine, comunque la trama è brillante e originale, soprattutto ha il pregio di aprire molti interrogativi che spingono alla riflessione. Non amo molto lo stile, ma non ne discuto la genialità. L'assenza quasi totale di punteggiatura e di suddivisione in paragrafi complica la lettura che deve essere estremamente attenta, pena il dover ricominciare in continuazione da capo, parafrasando Saramago Il tempo si è pentito ed è tornato indietro.

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    Michela

    18/04/2018 12:00:56

    All'inizio non mi ha entusiasmato, l'ho trovato lento e privo di grossi significati, ma ho voluto continuare a leggere. Da metà libro in poi è diventato interessante e la trama mi ha incuriosita, senza parlare poi del finale che è molto intrigante. Apprezzo di Saramago soprattutto le descrizioni dettagliate che scavano in ogni direzione, lo stile ricercato e la mancanza di punteggiatura nei discorsi diretti che davvero mi alleggerisce la lettura.

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    Giacomo

    10/07/2016 11:58:30

    Secondo me eccellente, da leggere.

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    piero

    24/03/2016 14:54:56

    Una vera sorpresa !!! A torto considerato un libro minore , ma qui il livello è altissimo ed il finale è quanto di piu' sorprendente mi sia capitato di leggere. Consigliatissimo !

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    moreno

    07/07/2015 20:02:14

    In questo romanzo ho trovago un Saramago che sfruttando la pur apparente futilita' ed improbabilita'dell' argomento, con un ritmo ipnotico, sincopato e psicotico mi ha portato in un abisso, in quella stessa spirale perversa che, loro malgrado, ingoia, senza esclusione, tutti i personaggi della storia. Un thriller psicologico dal finale del tutto inaspettato che tiene incollato alle pagine perché qui tutto è imprevedibile. Non do il massimo dei voti solo perché, 'stile Saramago' a parte che personalmente apprezzo, soprattutto all' inizio, ho trovato la narrazione piuttosto faticosa; ma lo sforzo di andare oltre è stato premiato appieno, ed anzi, forse la difficoltà di lettura può anche risultare funzionale a rappresentare meglio il travaglio, lo sconvolgimento interiore del protagonista.

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    maria angela CAMASTRA

    29/04/2015 19:55:13

    Ho cominciato a leggere Saramago solo alcuni mesi fa, il primo è stato " l' intermittenza della morte" L' ultimo "L' uomo duplicato".Ritengo abbia una scrittura unica, mi sono appassionata subito nonostante la difficoltà, a volte, di capire chi stava parlando, poi ho capito il suo stile. Ho trovato questo libro molto intrigante, l'ultima parte poi l' ho trovata appassionante come un giallo, mi è presa una vera frenesia di vedere come andava a finire e ho chiuso il libro finito alle 2 di notte! Leggere è bello, leggere Saramago è bellissimo! Ho letto diversi libri di diversi autori, ma, senza togliere niente agli altri, Saramago è veramente speciale.

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    angelo

    07/03/2015 23:00:55

    Ingredienti: la scoperta di un sosia da parte di un grigio professore di storia, il disordine mentale di entrambi a seguito della scoperta, le incursioni dell'uno nella vita dell'altro, le conseguenze delle incursioni sulle rispettive donne. Consigliato: a chi ama rispecchiarsi ogni giorno nella propria identità e nel senso comune, a chi gradisce storie distopiche in stile calviniano-pirandelliano.

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    Enzo

    09/12/2014 10:55:40

    A mio avviso Saramago potrebbe pubblicare un inventario sul contenuto delle proprie tasche del giovedì pomeriggio, e trarne invariabilmente un opera al minimo magistrale. Se non bastasse il suo personalissimo stile ipnotico come incentivo a leggere l'autore abbiamo una gustosissima serie di storie, ognuna a modo suo originale partendo dagli assurdi presupposti, saggiamente orchestrate disseminate dappertutto nella sua opera omnia. Qui si cimenta col doppelganger, un tema che mi ha sempre molto affascinato, ampliando a modo suo il discorso sul doppio e aggiungendosi alla lunga fila di illustri letterati che hanno affrontato l'argomento: da E.D.Poe a Dostoevskij, da Wilde a Stevenson, ecc. Ci sono, effettivamente, alcune parti verbose (anche se è la verbosità stessa il marchio di Saramago), ma qualunque pecca viene largamente riparata dalla parte finale del romanzo che diviene, via via, più conturbante e ci obbliga a scivolare nei panni del protagonista ponendoci l'ossessivo quesito: "Cosa avrei fatto io al suo posto?"

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    Elio

    25/12/2013 17:17:19

    L'abilità di scrittore del maestro portoghese è indiscutibile. Ennesimo grande lavoro letterario, surreale quanto basta nonché inquietante come solo Saramago sa esserlo quando racconta la scissione dell'Io. Le dissertazioni, quasi sempre ironiche e che abbracciano tantissime emozioni, sono voli pindarici di incredibile bellezza e sta qui la grande forza di uno scrittore altrimenti "solo" grande, e che invece è stato uno dei pilastri della letteratura novecentesca. Ultima pagina da incorniciare, ti fa sobbalzare lo stomaco come poche altre cose. E non la dimenticherete più, siete avvisati.

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    Maurizio

    22/08/2013 11:53:22

    E' stata dura...Conosco Saramago e lo apprezzo molto. Ma una volta arrivato alla fine di un libro così, il nobel lo meriterebbe anche il lettore. Finale psicoanalitico e schizofrenico, non necessario (secondo me).

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    santini

    07/12/2012 19:49:55

    L'idea e l'intreccio sono geniali peccato però che Saramago voglia comunicare in modo così involuto, la forma è anche sostanza e per definirlo capolavoro manca appunto questo connubio. I capolavori sono altri.

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    ninonux

    21/11/2012 14:08:47

    Superlativo

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    Francesca

    10/10/2012 09:41:36

    Questo libro è un capolavoro, consigliatissimo, Saramago scrive in maniera sublime, l'idea è geniale ed avvincente.Senz'altro uno dei migliori libri scritti da uno dei migliori autori del '900

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    stefano

    29/07/2012 00:33:59

    Uno dei migliori dell'autore. 5/5

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    nico

    04/07/2012 12:20:21

    gran bel libro, purtuttavia in alcuni momenti, pochi per la verità, si avverte una scrittura sovrabbondante che smaglia una narrazione precisa e profonda, caratteristica dell'autore. Da leggere!

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    Andrea

    14/01/2011 20:32:20

    Questa è Letteratua con la L maiuscola. Unico neo è la parte centrale, dove l'attenzione inevitabilmente cala e il modus scrivendi non semplicissimo di Saramago non agevola certo la lettura. Tuttavia il romanzo fa un'analisi psicologica perfetta del suo protagonista e di chi gli sta intorno, il finale poi è uno dei più belli che abbia mai letto. In una scala da 1 a 10 la valutazione sarebbe 9, a causa della parte centrale di cui ho parlato, perciò, non mi sento di dare un 5 pieno...

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    Lorenzo

    17/11/2010 15:34:55

    Il libro che mi ha fatto innamorare di Saramago: non angosciante come Cecità o Saggio sulla lucidità, ma non meno appassionante. Finale sorprendente.

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    fabio

    04/11/2010 10:26:41

    Se un libro può entrare così nell'anima anche se letto nonn in lingua originale la spiegazione è solo una: si tratta di un capolavoro. Grandioso Saramago

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    Nicola Intrevado

    18/10/2010 21:07:45

    Se state leggendo un giallo avvincente e vi mancano solo poche pagine alla rivelazione dell' assassino, lasciate pure perdere, la vita e' troppo breve per sprecarla nell' ovvieta' di un giallino qualsiasi e troppo preziosa, cosi' che merita di essere spesa bene con cose, e persone, di sicura qualita'. Non e' un giallo, questo di Saramago,eppure si nutre degli stessi elementi di suspance serrata, di attesa vestita di indizi, di rivelazione e mistero sottile e di un finale che dire geniale e' dire poco. Non e' neppure un libro sulla solitudine dell' individuo moderno, ma cio' nonostante svela e studia e mostra e dimostra tutti gli aspetti della vita di un uomo moderno che e' anche altro. Altro nel vero senso della parola. Non e' assolutamente un libro sulla coppia ed i suoi affetti o disprezzi, ma meglio, di altri libri che trattano l' argomento, vivisezionano una coppia borghese con tutte le dianamiche iscritte nel loro vivere e dis-vivere. Saramago era un uomo qualsiasi, che viveva in una casa qualsiasi, con opinioni comuni. All' isola di Lanzarote nelle Canarie, dove viveva da tempo, la guida che ci portava al belvedere piu' bello e fasinoso del mondo, mi fece vedere la sua abitazione e, mi disse che, il grande scrittore era sempre presente alle riunioni di interesse collettivo, sia che si trattasse di parlare della raccolta differenziata, sia che si dovesse promuovere un' altra, comune, questione. Da noi se uno pubblica un annuncio sul quotidiano locale si muove con un sussiego degno di un monarca assouto. Ma allora, forse, i geni della scrittura, si occupano di cose comuni proprio come noi ? Che sia questo il segreto della felicita' ? E del successo ? Mistero.

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    MA DP

    06/10/2010 14:43:06

    L'inserimento dei dialoghi in mezzo al testo, senza punteggiatura, rallenta la lettura del romanzo. Trama molto originale, idea azzeccata, senza però diventare avvincente. Molto ben costruita la rappresentazione del protagonista, calata in mezzo all'assurdità della storia. Poco calzante, in ultimo, lo slancio forzato del professore verso un sentimentalismo che non gli appartiene. Finale sbrigativo e non indovinato.

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