Editore: Bompiani
Edizione: 6
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 aprile 2001
Pagine: XXXIX-164 p., Brossura
  • EAN: 9788845247835
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Descrizione
I racconti de "L'uomo invaso" appartengono al Bufalino più "classico", sebbene risentano di un'impronta particolare. Le storie che vi sono raccontate sembrano apparentemente lontane tra loro per luogo, epoca, umore ma in realtà sono unite da un filo comune, in un disegno coerente e unitario che le fa assomigliare a tanti capitoli di un unico romanzo. "L'uomo invaso" è infatti il racconto dell'uomo solo che nell'imminenza della morte fa appello alla memoria (privata, storica, culturale) per conquistarsi un'identità definitiva, e finalmente essere in grado di capire. Gli eroi di queste fiabe o racconti sono colti in bilico tra passione, cabala e realtà.

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    Luca Aquadro

    10/08/2018 19:22:22

    "Da qualche tempo lo sospettavo (...) non sono più un uomo ma un angelo, probabilmente un serafino." (p. 3) "Allora Euridice (...) capì: Orfeo s'era voltato apposta." (p. 18) "Tu hai per prigioniero nessuno" (...) "Non sono un ciclope." (p. 27) "La povera, stupida storia..." (p. 37) "C'era una luna su Girgenti, quella notte, c'era una luna..." (p. 43) "nei paesi del Sud non c'è verità che non somigli a una fiaba né fiaba che non sia verità" (p. 49) "una ragazza di carne vera stava accucciata contro di lui sotto la coperta" (p. 58) "Una lacrima scorse a Noè lungo la gota" (p. 68) "Felici! E come possono essere felici se esiste nel Lincolnshire una Salomè del Reni che mai vedranno?" (p. 70) "con la croce nel pugno e gridando precipitò nell'Egeo" (p. 85) "qualcuno mi sta seguendo (...) E non so chi è." (p. 91) "Padre, la mia storia non è finita." (p. 96) "Mi chiamo Baudelaire" (p. 101) "Jack scavalcò il fagotto di carne squartata" (p. 107) "Sancio (...) erano solo mulini." (p. 115) "un giorno la cenere dei morti colmerà fiumi ed oceani e la terra perirà" (p. 121) "scrivere con gli scheletri d'auto una geometria di città" (p. 132) "Il bambino si sente vecchio" (p. 138) "il miele d'un respiro d'Eva che si mischiasse col suo" (p. 145) "fra un mese sarò solo un po' d'osso" (p. 149) "un dizionario dei personaggi" (p. 154) "Non per vantarmi, Signore, ma sto morendo." (p. 159) 22 assaggi - volutamente un po' criptici (ma forse non troppo per chi conosce Bufalino...) dai 22 racconti della raccolta. Opera "minore"? Non credo proprio. Letteratura, barocco, eros, Sicilia, morte, Dio, ironia, culto ossessivo della parola. C'è tutto Bufalino in questi brevi testi pubblicati nel 1986. Da leggere, senza scuse, specie da parte di chi ha già la fortuna di conoscere questo Maestro assoluto della parola. "Un tempo bastava campare quarant'anni e studiarsi la "Storia Naturale" di Plinio, e si poteva morire in pace" (p. 69)

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