Editore: Einaudi
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806155919
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    11/06/2006 20:08:21

    un libro giovane ed inesperto

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    Elisa F.

    17/11/2003 14:10:59

    La "vacanza" del titolo non si riferisce al periodo estivo di riposo per Anna, ma al vuoto che caratterizza la sua vita: vuoto di affetti, di emozioni. Vacanza nel senso di mancanza, quindi. Più che discreto come romanzo d'esordio, scritto da una giovanissima Dacia Maraini.

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    Alessia

    12/11/2003 17:23:30

    Sono contenta di aver scoperto solo dopo aver finito di leggerlo, che questo non è che il primo libro della Maraini. Visto che dopo essermi appassionata tantissimo nel leggere "La lunga vita di Marianna Ucrìa", sicuramente non mi aspettavo un romanzo così spoglio, così crudo, così vuoto come questo, così come la stessa autrice lo definisce. Invece mi rincuora sapere che la Maraini nel tempo, fortunatamente è cresciuta molto come scrittrice e che sia riuscita anche a colmare quei vuoti all'interno delle sue trame componendo anche dei bei libri. Non vorrei dire che questo libro mi ha lasciata quasi indifferente, oserei dire che mi ha lasciata del tutto indifferente. Nonostante si affronti il tema della guerra, della fine del fascismo, e i problemi correlati a tutto questo ( tutti temi che hanno sempre suscitato il mio interesse), la scrittrice non riesce a dare una forma agli argomenti e di questa "Vacanza", che più che rilassare la protagonista (una fredda e quasi amorfa ragazzina di nome Anna), non rimane che un senso di sfida con la vita stessa, che lascia dietro di sè solo insoddisfazioni e curiosità non appagate. Ecco nonostante tutto questo, nel romanzo si respira un'aria di freddezza glaciale. Freddezza di sentimenti, di mancanza di amore, di odio, di tutto. Ne è un esempio il comportamento della ragazza, che io personalmente ho trovato allucinante, la quale, appena uscita dal collegio ha solo voglia di crescere in fretta lasciandosi andare a volgari rendez-vous con giovani e vecchi, persone che tra loro non hanno nulla in comune. Anna è una ragazza che sicuramente non si ama, che non sa amare, che non ha stima di sé e che vede la vita girarle attorno come una cinepresa ma che non sa afferrarla, o se lo fa lo fa nel modo sbagliato. Ci sono spesso in lei continui richiami e ricordi al mondo collegiale, alle suore severe e bigotte che le ordinano di tenere sempre la fronte bassa e di guardare per terra, alle suore che le chiedono continuamente in modo severo " a cosa stai pensando?" e che

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