La vedova incinta

Martin Amis

Traduttore: M. Balmelli
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 17 maggio 2011
Pagine: 430 p., Rilegato
  • EAN: 9788806177959
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Descrizione
Questa è la storia di un trauma sessuale. Non era più di primo pelo quando gli accadde, era un adulto fatto e finito; e consenziente - assolutamente consenziente. Ma non per questo non ne è stato segnato: Keith ha poco più di vent'anni durante quell'estate torrida, infinita ed eroticamente decisiva che trascorre in un castello italiano insieme alla sua ragazza, un'amica e un variegato manipolo di altri personaggi degni di una commedia shakespeariana. Qualche escursione, un ozioso tuffo in piscina e non resta molto con cui occupare il tempo se non flirtare con gli altri giovani della compagnia e abbandonarsi alle proprie ossessioni. Due, nel caso di Keith: il sesso e la letteratura. Sono anni in cui l'educazione sentimentale inizia a esser declinata come un bollettino di guerra: quella tra i sessi naturalmente, di cui Keith si trova a essere volenteroso ma smarrito fantaccino spedito a un fronte mai come allora in movimento. Un eccitante (o angosciante) interregno sospeso tra il ritiro dell'ancien regime sessuale cacciato dalla rivoluzione dei costumi e l'instaurarsi di un nuovo governo: del resto, come dice il poeta, "il mondo uscente non lascia eredi, bensì una vedova incinta". E poi c'è la letteratura: la conquista faticosa, perennemente inconclusa, di un proprio stile, di una propria voce che riecheggi quella dei padri (ripercorsi uno dopo l'altro come in un particolareggiato compendio della materia) ma che da loro non si faccia sopraffare...

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    Enzo

    18/03/2015 16:45:19

    Le precedenti recensioni hanno fatto salire vertiginosamente le mie aspettative, o magari lo stesso Amis ha tenuto alte le mie aspettative dopo aver letto i fantastici Money e L'informazione. Mi è sembrato ordinario, forzatamente comico, e poco calzante nel suo abito preconfezionato (romanzo di formazione). L'autore ha fatto decisamente di meglio. Ripongo speranze nelle prossime letture.

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    anifr

    27/10/2013 11:38:45

    Un consiglio: leggetelo. Leggete tutto Amis, anche i meno riusciti, per soppesare la differenza tra gli scrittori di professione e quelli a tempo perso. Per capire cosa sono la sagacia, la trama, l'occhio distaccato di chi ha il mestiere e scrive senza compiacimento o strizzate d'occhio al lettore.

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    lanfranco

    20/04/2013 13:32:31

    L'educazione sentimentale secondo Martin Amis, finalmente ritornato e rinato nella sua capacità di scrittura 'elettrica' (come dice lui stesso)però questa volta mediata anche da una nuova maturità artistica; MA a suo modo vuole anche farci fare un viaggio nella migliore letteratura inglese tout-court (oltre che, da sbruffone qual'è, farci sapere quanto è colto)- l'unica piccola pecca di questo bellissimo romanzo è, se vogliamo, il risvolto finale onirico che è semplicemente di troppo, ma a MA perdono questo ed altro visto la qualit' del resto.

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    Adriana

    03/02/2013 11:29:56

    Come con 'L'informazione' all'inizio mi ha entusiasmato con l'ironia, lo stile, l'ingegno. Poi la lettura si fa pesante, comincio a perdere il filo e l'interesse. Arrivo alla fine a stento. Mi sembra inconcludente, inutilmente prolisso, ripetitivo. Un giudizio schizofrenico, il mio, perchè Amis mi piace moltissimo ma alla fine mi delude sempre.

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    Patroclo

    10/05/2012 07:52:06

    Martin Amis é il mio scrittore contemporaneo preferito. e potrei finire qui. ultimamente aveva avuto qualche basso (Yellow Dog) e alto (la casa degli incontri). questo é un alto, e un romanzo denso e complesso come da tempo (forse da Territori Londinesi) Amis non produceva. é Amis che si occupa di sesso (chiaro) e sopratutto di vecchiaia (evidente e autobiografico). ci sono passaggi sinceramente divertenti, una pletora di personaggi dove non ci si fa mancare niente, e forse un pizzico di eccessivo autocompiacimento letterario che costa al romanzo una stellina. ma non vedo l'ora che esca il suo nuovo romanzo annunciato per Aprile 2012 (é giá passato dite? boh, chiedete a Einaudi)

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    Paolo

    10/11/2011 14:28:33

    Romanzo denso, compatto, struggente, poetico, durissimo - un altro capolavoro di Amis, che qui torna alle sue inconfondibili passioni: la vita interpretata attraverso i generi letterari, il mistero delle intersezioni tra amore e sesso, la centralità del corpo in ogni relazione - anche quella con se stessi - e il tentativo di captare segnali di verità attraverso i nomi, le etimologie, i significati nascosti nelle assonanze. Ma a differenza dei suoi lavori precedenti, il dolore si stempera in una nostaglia struggente e malinconica, che prende il posto del laconico cinismo di Money, o L'informazione. Martin Amis si conferma, dunque, ancora una volta, come uno dei migliori scrittori viventi: grandissima scrittura (distante anni luce da quella sfolgorante per potenza e dinamismo di Money, ma abbagliante nella sua levigatezza) al servizio di idee che non possono essere raccontate, se non attraverso lo stile di Amis.

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    valtrav

    02/07/2011 12:43:40

    S', sì, la grande intelligenza ironica di Martin Amis qui dà il meglio, intorno al pool di un castello in Campania, anno 1970, con un affollamento di anglosassoni dove i pochi italiano fanno la solita figura dei cafoni anche quando sono conti. Un poco più di semplicità ne avrebbe fatto un gioiello tagliato alla perfezione.

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    Paolo

    13/06/2011 18:22:55

    Un grande Amis che attraverso gli occhi (ed il pensiero) di un ventenne, ci fa intuire il concepimento del nuovo che arriverà con gli anni 70. La vedova è incinta, perché non ha ancora partorito la sua rivoluzione (sessuale e culturale) e questi giovani adulti sono lì intorno ad una piscina di un castello italiano ad aspettare il nuovo che già si manifesta nei loro gesti, in quello che dicono, in quello che pensano. C'è tanto da scoprire in queste pagine che si leggono d'un fiato. Moltissimo da gustare.

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