Veld

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Supporto: CD Audio
Numero supporti: 1
Etichetta: Ogenesis
Data di pubblicazione: 2 marzo 2018
  • EAN: 5053760030232

€ 15,50

Punti Premium: 16

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La prodiga etichetta di Tim Burgess O Genesis presenta “VELD”, il nuovo album solista del compositore e poli‐strumentista Daniel O’Sullivan, fatto di luminosi incantesimi Pop, musiche Electro-Acustiche e droni luccicanti. Che sia da solo o nei vari progetti collaborativi, il lavoro di O’Sullivan è sempre degno di nota e fonde esperienze familiari e quotidiane con l’inspiegabile, il segreto e il magico. “VELD” stilla queste aggrovigliate realtà in un disco meravigliosamente ricco e complesso – uno degli album Pop di O’Sullivan più immediati e coinvolgenti, eppure anche estremamente denso e allusivo, vivido nelle sue diversificazioni soniche, mantra ipnotici e ritmi biomeccanici. “VELD” è stato scritto e registrato tra il 2010 e il 2016, mentre O’Sullivan viveva a Tower Gardens Road e collaborava ad altri progetti tra cui Grumbling Fur (con Alexander Tucker) e Laniakea (con Massimo Pupillo degli Zu). Quello è anche il luogo dove O’Sullivan ha assemblato e arrangiato il dodicesimo album in studio di Ulver “ATGCLVLSSCAP” e gli ultimi due LP di Æthenor (il gruppo di composizioni automatiche di O’Sullivan e Stephen O’Malley di Sunn O))) e Steve Noble). La casa è una sorta di mondo parallelo, un’oasi di stranezze e misticismo nell’area suburbana di North London che appartenenva a Ian Johnstone (artista, cultore e musa di Jhonn Balance degli sperimentalissimi inglesi Coil), morto nel 2015. L’album è perciò dedicato a Ian, amico, ispirazione, e alla sua casa, divenuto spazio vitale e confortevole nel corso degli anni. La loro influenza è ascoltabile e ben radicata nell’intuitivo, esplorativo approccio alla musica di O’Sullivan. Il suo variegato lavoro è unito dall’amore per il bricolage, il fascino per i suoni disegnati e l’intersezione tra diverse discipline e mondi. Anche se è evidentemente un lavoro solista, “VELD” è animato dallo stesso errabondo, impulsive spirit compositivo di suoi lavori collaborative. Di base è un disco pop – che O’Sullivan descrive come il mezzo ideale per incanalare più energie celestiali – ma carpisce le sue ispirazioni più trasognanti sia dai panorami naturali che umani. Le sue influenze spaziano da Ray Bradbury (di cui “Veldt” ha ispirato il titolo) a Gurdjieff, da Borges ad Anais Nin; dall’erba di San Giovanni alla Psilocibina, dal Cimitero di Tottenham allo Streatham Common, dai gemelli Cocteau a Judee Still ad Alice Coltrane e Tony Conrad. Il risultato è un disco le cui canzoni evocano molteplici universi e altre possibili realtà, un collage di suoni e immagini che lo rendono al tempo stesso il lavoro più unitario e indipendente di O’Sullivan.
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