La ventisettesima città

Jonathan Franzen

Traduttore: R. Carano
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 18/07/2014
  • EAN: 9788806223311

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Recensioni dei clienti

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    silvia

    23/05/2018 13:39:50

    Non avevo nulla da leggere a san Giorgio del Sannio, un paese della Campania in cui non mi sarei mai aspettata di trovare una piccola libreria fornita, per di più nel centro commerciale, c'era invece l'imbarazzo della scelta, ritenendo Franzen una garanzia ho comprato proprio questo sfacelo di romanzo. Niente a che vedere con e "Le correzioni" e "Libertà", sono arrivata faticosamente a metà poi l'ho depositato nel cassonetto della carta, come avevo fatto con "Purity", che almeno era scorrevole, mentre "La ventisettesima città" è un incomprensibile proliferare di intrighi spiegati male e personaggi descritti peggio. Mi ostinavo a proseguire il supplizio di una lettura sgradevole, quando ho letto le recensioni che precedono la mia, condivido appieno: difficile comprendere come si possa pubblicare un nonsense del genere.

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    Lorenzo

    25/03/2016 14:39:10

    Uno dei libri più brutti che abbia mai letto, e sì che ne avrò letto quasi un migliaio nella mia vita. Nulla a che fare con l'autore de "Le correzioni", che invece è un gioiello caldamente consigliato. Questo è solo un puro esercizio di stile che rasenta il parossismo nei capitoli incomprensibili e intricati, nella miriade di personaggi presi e buttati in numero eccessivo, nei capitoli esasperatamente tecnici riguardo l'aspetto politico della trama. Statene alla larga, sono giorni buttati via quelli dedicati alla lettura di questo libro.

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    Giuseppe Russo

    01/02/2015 11:07:53

    Raramente il romanzo d'esordio di uno scrittore americano ritenuto di prima classe è un'opera malriuscita. Se pensiamo a Philip Roth, Thomas Pynchon, Norman Mailer etc., i loro primi libri sono stati sempre opere con un impatto immediatamente decisivo sul pubblico e sulla critica. Non è questo il caso di Franzen, evidentemente. «The 27th City», pubblicato nel 1988 e palesemente figlio degli anni '80, è infatti un romanzo noioso, poco ambizioso e improduttivamente lungo. Il tema principale sembra voler essere la parabola dell'integrazione in una comunità americana da parte di una donna-simbolo dell'immigrazione, che aspira all'omologazione per la propria scalata sociale, ma l'impresa fallisce a causa del riflusso nel privato di quegli anni. Questo obiettivo non può ritenersi raggiunto neanche da lontano. Contribuisce alla percezione negativa una traduzione tremenda, grondante di errori e approssimazioni di ogni tipo, da «Erano mezzanotte e cinque» a «Chiesa Congregazionista» anziché «Congregazionalista» e molto oltre. È difficile credere che Einaudi non si sia accorta dell'enorme quantità di errori al momento di spostare il volume in economica.

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    Ugo

    28/10/2014 14:24:39

    Prolisso, farraginoso e dispersivo. Quasi una "sòla".

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