Traduttore: A. Pastore
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 24 maggio 2016
Pagine: 229 p., Rilegato
  • EAN: 9788806227982
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Descrizione


Per la prima volta tradotti in Occidente, e con un’inedita introduzione di Murakami stesso, due romanzi che raccontano la storia delicata e surreale di due ragazzi che diventano uomini.

«Un inedito distillato del maestro giapponese che vi scalderà il cuore. Questi libri vecchi e nuovi allo stesso tempo sono brevi ma non per questo esili». - The Economist

«La scrittura e, soprattutto, l’immaginazione di Murakami restano miracolosamente freschi dopo trentotto anni». - London Evening Standard

Un giorno, a ventinove anni, Murakami Haruki era allo stadio a guardare una partita di baseball quando, osservando la traiettoria della palla finire nel guantone di un giocatore, ha come un’illuminazione: lui, un giorno, diventerà uno scrittore. Tornato a casa, lo racconta lui stesso nell’introduzione inedita di questo volume, sul tavolo della cucina inizia a scrivere un romanzo e poi un altro ancora, nei ritagli di tempo mentre gestisce il suo jazz bar a Tōkyō (il famoso «Peter the cat»). I romanzi sono Ascolta la canzone del vento (uscito in Giappone nel 1979) e Flipper, 1973 (arrivato in libreria un anno dopo). Fino a oggi Murakami si era sempre rifiutato di farli uscire dal Giappone, tanto da costringere gli appassionati a versioni non autorizzate in inglese dalla circolazione semiclandestina. Eppure l’universo di Murakami è tutto già presente qui, concentrato in due storie delicate, misteriose, incredibilmente moderne (ai tempi, in patria, furono accolte come romanzi dirompenti, che rivoluzionavano la lingua e l’immaginario della narrativa tradizionale giapponese). Ascolta la canzone del vento è la storia di uno studente che ammazza il tempo al Jay’s Bar – un locale tenuto da un cinese di mezza età – in compagnia del Sorcio, un ragazzo ricco ma profondamente solo e disilluso. I pomeriggi e le serate passano cosí, bevendo e fumando troppo, ascoltando jazz, confidandosi col vecchio Jay, che fa quasi da fratello maggiore per questi giovani malinconici, già delusi dalla vita. Finché un giorno, nei bagni del locale, il narratore non incontra una ragazza misteriosa. La riporta a casa, scopre che lavora nel vicino negozio di dischi, inizia a frequentarla: ma quando, senza dare spiegazioni, la ragazza cambierà lavoro e sparirà dalla sua vita, il protagonista capirà che fino ad allora era stato lui a confessarsi, a parlare delle sue ferite, di una ex che si è suicidata, senza mai penetrare il mistero di quell’affascinante fanciulla. Flipper, 1973 si svolge qualche anno dopo: il narratore è lo stesso, non è piú uno studente ma lavora in una piccola agenzia di traduzioni e convive con due gemelle arrivate nella sua vita da chissà dove. Ha perso i contatti col Sorcio, che invece passa ancora le sue serate al Jay’s Bar. Insomma, tutto sembra scorrere pacificamente, almeno fino all’arrivo di un misterioso flipper e alla partenza del Sorcio…

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Recensioni dei clienti

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    Manuela

    22/09/2018 13:50:50

    Come perfettamente spiegato nell'introduzione dell'autore questi sono i suoi primi due romanzi raccolti in volume molti anni dopo la scrittura, quando ormai Murakami era già un autore bestseller tradotto in tutto il mondo. Inutile nascondersi che l'acerbità di un autore che si accosta alla scrittura è molto presente. Murakami inizia a narrare il suo mondo con un occhio forse troppo attento ad una certa letteratura occidentale, e questo se da una parte può indispettire chi è alla ricerca di una voce nuova d'altro canto è molto efficace nel raccontare la gioventù di un Giappone che proprio in quegli anni si sta trasformando in una grande potenza e la cultura occidentale è l'Eldorado a cui i giovani aspirano. I personaggi sono un po' dei cliché di antieroe, e per certi versi anticipano i mostri di Bret Easton Ellis, ma senza ancora il coraggio di rompere le barriere. Comunque sia si ha netta la sensazione di trovarsi di fronte ad un autore vero, per quanto acerbo. Da notare il flipper, bellissimo personaggio mitico e misterioso alla Conrad, e la scena del magazzino di polli, quando improvvisamente la prosa inizia a levitare, vortica, ci trascina in un lampo in un mondo magico, e lì e già tutto presente e lo riconosciamo: Murakami.

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    SoulMeetsBody

    22/09/2018 12:20:47

    I primi due romanzi di Murakami ("Ascolta la canzone del vento" e "Flipper, 1973"), pur nella loro acerbità giovanile, contengono già gran parte dell'universo dell'autore giapponese: la solitudine, la nostalgia del passato, la ricerca di un'assoluzione dal grigiore delle nostre vite, l'amore come metafora del nostro io interiore. Due romanzi brevi che lasciano sottopelle un incantevole senso di dolce malinconia.

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    paola

    25/07/2016 18:37:04

    Vento e flipper 228 pagine Hakira Murakami Questo romanzo basto su due racconti; Ascolta il rumore del vento e Flipper, racconta di come l'autore trascorre le sue giornate , la sua amicizia con lo strano Sorcio, la sua relazione platonica con una ragazza che lavora in un negozio di dischi che poi scompare. Le confidenze sui suoi amori e le sue illusioni -delusioni fanno il resto. L'autore Murakami è sempre in vetta, per la sua intelligenza e abilità narrative che trascinano il lettore in un vortice di sogni. Paola Cellario

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    Lupo Ellison

    16/07/2016 14:17:29

    Nella presentazione IBS manca un chiarimento importante, presente nella prefazione del libro aggiunta dallo stesso scrittore ad approfondimento di questi suoi primi lavori. In Giappone, pur apprezzandoli, avevano criticato questi due racconti lunghi d'esordio come tradotti e anche se appare strano che un autore giapponese risulti come tradotto nella sua lingua madre, c'è un suo perché. Trovandosi in difficoltà coi paludamenti della cultura giapponese e della scrittura giapponese e nel tentativo di trovare uno stile personale svincolato dalla tradizione, Murakami dichiara di aver scritto queste due opere in inglese, con frasi brevi, come gli consentiva il suo inglese dell'epoca. Solo alla fine si è autotradotto dall'inglese al giapponese e quindi i critici nipponici hanno la loro parte di ragione nel definirlo un autore stilisticamente tradotto. Personalmente ho apprezzato quasi tutte le sue opere fino alla mia preferita "1Q84" ed è con particolare curiosità che mi sono avvicinato a questa pubblicazione, per scoprire le origini del Murakami scrittore, che in "Ascolta la canzone del vento" e "Flipper" appare solo un'ipotesi dell'autore amato che sarebbe diventato, e che apprezziamo, e che forse mai avremmo letto senza questi esordi, raffazzonati all'alba nei pochi momenti quotidiani di libertà che la gestione del suo locale gli permetteva.

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    alinghi

    26/06/2016 19:24:12

    Qualche buon passaggio e nulla più. ..Per fortuna non ho iniziato a leggere Murakami da questi racconti, altrimenti non avrei proseguito oltre. ..In linea con le ultime pubblicazioni, racconti brevi che sembrano appunti sparsi, libri inconpiuti

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    Pier Morandi

    21/06/2016 10:57:29

    Non so se pubblicato per interessi editoriali o per scelta dell'autore, per dare pari dignità a due opere giovanili. Entrambe le operazioni non migliorano di certo la figura di Murakami, che da un po' di anni si è annacquata, perdendo smalto, idee, cadendo nel nazional-popolare. Il primo dei due libri poggia su basi traballanti, mentre nel secondo si intravedono le caratteristiche strade che lo scrittore percorrerà più avanti, con maestria. Murakami dovrebbe bloccare i libri 'inutili'; ricco è ricco, famoso è famoso.. e concentrarsi per ritrovare, almeno in parte, la strada smarrita.

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    lina

    09/06/2016 20:32:45

    assolutamente inconsistente il primo racconto, con qualche spunto d'interesse il secondo. nel complesso l'ennesimo (costosissimo) libro di Murakami che ci si poteva risparmiare.

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    Andrea

    06/06/2016 09:03:46

    È' indiscutibile il piacere di leggere le sue opere, anche se questo duplice racconto l'ho trovato un po' vago senza un tema definito.

Vedi tutte le 8 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

(…) Ascolta la canzone del vento (1979) e Flipper, 1973 (1980) – con cui fece il proprio esordio in Giappone, entrambi a lungo inediti in Europa per volontà dell’autore, sono ora pubblicati per la prima volta in Italia, nello stesso volume. (…) A distanza di anni, l’autore giapponese racconta di aver avuto l’idea di diventare scrittore davanti a un flipper: (…) il matto girovagare di quella pallina rappresenterebbe il disordine del reale, le spinte dell’ambizione, l’intrecciarsi dei destini degli uomini. I due romanzi hanno per protagonista lo stesso giovane che racconta, in Ascolta la canzone del vento, gli anni di università, passati con il miglior amico, detto il Sorcio, a bere birra, leggere libri, chiacchierare (…), inseguire ragazze e poi dimenticarle. In Flipper, 1973, invece, si prosegue con il passaggio al mondo degli adulti, l’apertura di una piccola agenzia di traduzioni e la relazione con due gemelle, sbucate dal nulla direttamente nel letto del narratore, senza nome, senza storia, senza altri desideri che stare con lui.(…) In verità, come si sa, di primi romanzi che raccontano la storia di un giovane che vuole diventare scrittore sono pieni i cestini delle case editrici: li si giudica spesso eccessivi, sovraccarichi privi di equilibrio. Ma, quando riescono, c’è da leccarsi i baffi. Ascolta la canzone del vento più che un romanzo sembra un misto tra un manuale di scrittura e una giustificazione per la debolezza di voler scrivere di sé, con giri di frase, che sono anche meravigliosi aforismi. Poi comincia la storia, e la voce narrante esprime, da una vicenda all’altra, l’ansia di ricomporre l’imperscrutabilità del reale, l’imponderabile fatica di esistere, qui e ora, attraverso la scrittura. (…). Fin dal romanzo d’esordio agisce nella scrittura di Murakami lo stile laconico, senza mai una parola fuori posto, del futuro traduttore di Carver (…). La cifra di questo stile è la malinconia: una malinconia dalle atmosfere fatalistiche di chi non riesce mai a scegliere, si ritrova la vita scorrersi addosso e scopre di avere un destino scritto da altri (…). La risposta di Murakami all’irreversibilità del tempo è lasciarsi andare andare al flusso degli eventi senza pensare di poterlo dirigere, ma collezionando sensazioni insolite, illuminazioni improvvise, frammenti di fato. È a questo che serve quel supporto speciale della memoria che è la scrittura (…).

Recensione di Luigi Marfè